Attenzione
Canoni non riscossi Aperta un’indagine
Imposte regionali evase: la Corte dei Conti apre un fascicolo dopo l’inchiesta del Tirreno e l’interrogazione del M5S
FIRENZE. Indaga la Corte dei Conti. Vuole risposte dalla Regione sull’imposta non riscossa per anni dai concessionari del demanio idrico. Il Tirreno denuncia mancate entrate per 30 milioni solo negli ultimi cinque anni e la magistratura contabile regionale apre un fascicolo.
La Corte dei Conti vuole capire perché dal 2011 al 2015, la Regione non abbia reclamato il pagamento dell’imposta sulle aree di pertinenza di fiumi o laghi dati in concessione a enti, società e privati; a chi spettasse inviare le cartelle, a chi vigilare che venissero inviate, a chi assicurarsi che le somme fossero introitate. Se, poi, verranno individuati responsabili di comportamenti negligenti verrà contestato il danno erariale. Un’ipotesi che perfino la giunta regionale attuale contempla da quando, a novembre 2015, ha inserito nella legge di Stabilità una norma per recuperare gli arretrati di questa imposta mai riscossa, come scoperto e denunciato in un’interrogazione dal Movimento Cinque stelle.
La disposizione nella legge di Stabilità è chiara: a tutti i concessionari, entro il 30 giugno, sarà richiesto di saldare il debito arretrato, ma non per intero. Pagando il 20% della somma dovuta, verrà condonato il debito complessivo. Così la Regione pensa si recuperare circa 6 milioni, lasciando intendere che avrebbe dovuto incassare 30 milioni negli ultimi cinque anni. Con il condono tombale, dunque, la Regione rinuncerebbe a 24 milioni in 5 anni.
In realtà, la cifra persa potrebbe essere più alta. Potrebbe arrivare quasi a 300 milioni, se venisse chiarito che l’obbligo di riscossione dell’imposta doveva scattare dal 2001. E cioè da quando con le leggi Bassanini le deleghe e le competenze sul demanio idrico sono passate, in concreto, dal ministero delle Finanze alle Regioni. Se questo obbligo venisse confermato, la Regione avrebbe perso per sempre centinaia di milioni di euro, non potendo pretendere il pagamento di imposte più vecchie di cinque anni. Per i dieci anni fra il 2001 e il 2010 non potrebbe esigere alcun pagamento. E anche di questo, eventualmente, dovranno rispondere i responsabili. Al momento non individuati.
L’apertura di un fascicolo e l’avvio dell’indagine serve alla Corte dei Conti proprio per chiedere alla Regione la documentazione relativa all’imposta non riscossa. E le informazioni rispetto all’organizzazione del settore che avrebbe dovuto seguire la materia. Ricostruendo anche l’organigramma dei funzionari responsabili. Che prova a individuare anche la Regione dall’autunno. Da quando si accorta della falla nelle entrate.
Del problema - conferma l'assessore al Bilancio, Vittorio Bugli - la giunta è stata informata quando è iniziata la «riassunzione delle deleghe da parte delle Province. Fra queste c’era anche quella al demanio idrico». Quindi, è emersa la mancata riscossione dell’imposta. Che da Firenze nessuno si è mai preoccupato di riscuotere. E che, stando all’interrogazione presentata da M5S, neppure di organizzare. Infatti, mancherebbe perfino un archivio dei concessionari, tanto che quelli noti sarebbero «alcune centinaia massimo su 30mila». Con conseguenze paradossali «come il fatto - scrive M5S - che il debito per l’imposta accumulato in un solo anno da un Comune come Montignoso ammonta a 200mila euro». Un milione in cinque anni. Ma la sanatoria, consentirà di pagarne, appunto, 200mila soltanto. Senza interessi né sanzioni.
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