Il Tirreno

Toscana

Violenza al nido, la maestra ai bambini: "Oggi ti faccio male e ti metto fuori al freddo". Ecco le intercettazioni

Nel riquadro la maestra arrestata
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Nel riquadro la maestra arrestata

Pisa: dalle carte e dalle riprese degli investigatori emerge il profilo di una donna consapevole dei suoi eccessi. Intanto, il Comune nomina nuove maestre

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PISA. Il vocabolario di Sonia Ori stride con il ruolo per il quale era stata assunta e pagata. Il film girato dai carabinieri nell’asilo nido racconta una storia di volgarità elevate a regola per quella che avrebbe dovuto essere un’educatrice di bimbi da uno a tre anni. Un rigore quotidiano fatto di minacce e violenze, da quelle fisiche a quelle verbali, non meno invasive per la psiche dei piccini. E l’arrestata nel ruolo di protagonista assoluta, con due comparse, le colleghe sospese dal Comune e indagate per concorso in maltrattamenti, a fare da contorno.

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GLI INSULTI E GLI SCHIAFFI

Il campionario dell’insulto a pronto a uso è ricco e non risparmia neanche un disabile: «Mi guardi eh, campione. Io ti faccio le coccole ma se mi fai arrabbiare ti meno» fu il saluto della donna. «Rincoglionito, rompe il cazzo, duro come il muro, il rompimento di scatole, oggi gli faccio del male, ti metto fuori al freddo, sciocco stai zitto, levati di torno te!.. boia, vai a piangere in bagno, con te non ci parlo».

Un concentrato di alterazioni distribuito tra i bersagli indifesi, almeno nove secondo i carabinieri, con particolare accanimento su un bimbo di 2 anni contro il quale la donna mostra un’acredine che disturba persino le colleghe. Non tutte, certo. Nel maggio 2015 se la prese con una bambina di due anni e mezzo «afferrandola in modo molto brusco, tanto da farla piangere, per poi metterla a terra posizionandosi sopra di lei con il suo corpo per farle “vedere cosa si prova a stare sopra con il corpo a un'altra persona”».

Che fosse un tipo brusco con i piccoli ospiti del nido, Sonia Ori lo sapeva e non ne faceva mistero. Per l’accusa il suo approccio verso i piccoli spesso era quello di afferrarli in modo energico, soprattutto quelli che piangevano, metterli con forza dentro il seggiolone strappando loro il ciuccio dalla bocca.

Una prassi far partire schiaffi, sulla nuca o sulla fronte. Non solo. L’hanno registrata mentre urlava all’indirizzo di un piccolo: «Tonto devi stare qui, il ciuccio non te lo dò. Tanto mamma non viene».

VIDEO I maltrattamenti ai bambini

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L'AMMISSIONE DELLA MAESTRA VIOLENTA

Agli atti dell’inchiesta c’è anche una dichiarazione che, con il senno di poi, si è rivelata profetica. «Ori aveva ammesso, davanti a tutti, la discutibilità dei propri metodi – riporta il gip nell’ordine di arresto – affermando “mi rendo conto che il mio atteggiamento non è consono... se ci fosse stata una telecamera mi avrebbero arrestato”, e si era inoltre rivolta a un bambino con la frase “non posso farlo ma ti picchierei forte”». Un senso di onnipotenza guida la donna nelle sue giornate tra i piccini.

È ancora un’educatrice, ritenuta una veterana del settore, quella che a gennaio scarica la sua insofferenza sempre sul bimbo di due anni, già bollato come «duro come il muro», che viene tenuto in disparte dal resto del gruppo e in un’occasione si vede negare persino la frutta consegnata, invece, a tutti gli altri bambini. Ori dice al piccolo che piange, che «gli farà male parecchio» e nel giro di mezz’ora lo schiaffeggia per tre volte. Il rumore richiama l'attenzione di una collega che le chiede cosa fosse quello “schiocco”. L’educatrice risponde riferendosi al piccolo: «Perché mi guardava con aria di sfida». Uno scricciolo di due anni capace di “sfidare” con lo sguardo la donna adulta che avrebbe dovuto accudirlo. Un ribaltamento della realtà che per la Procura va oltre il codice penale. Serve uno psicologo dei comportamenti. «Anche in altre esperienze simili a livello regionale o nazionali – spiega il procuratore capo reggente di Pisa, Alessandro Crini – si nota che l’autore o l’autrice delle vessazioni verso i bimbi si concentra in particolar modo su un numero ristretto di vittime. In questo caso il bersaglio privilegiato era diventato un bimbo di 2 anni. Noi siamo intervenuti per interrompere una sequenza di comportamenti da codice penale. Spiegare perché scatta questo accanimento è materia per psicologi».

Per la Ori uno schiaffo non si nega a nessuno. A volte la razione può anche essere doppia o tripla. Non solo quando i piccini si distraggono, il che non sarebbe, comunque, un buon motivo per alzare le mani. A dicembre l’educatrice veterana «si avvicina alle spalle di un bimbo seduto al tavolino vicino a quello delle insegnanti e lo colpisce con uno schiaffo dietro la testa, dicendogli poi: “Mi sei venuto a noia porca miseria”». Dalle denunce delle colleghe e dal racconto in audio e video, viene messa a fuoco la personalità di una donna che sembra vivere con fastidio il peso giornaliero di avere a che fare con dei bimbi in tenerissima età. Contattato dal Tirreno il figlio risponde cortese, quando sul web già dilagano le offese contro la mamma: «È mia madre, non posso non difenderla».

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IL COMUNE: ORA NUOVE MAESTRE

Da lunedì tornerà regolare il servizio all'asilo con tre nuove insegnanti e con la previsione di un "servizio di supporto psicologico garantito a tutti i genitori, insegnanti e bambini". Lo riferisce in una nota il Comune di Pisa, riferendosi all'asilo nel quale insegnava la maestra arrestata dai carabinieri per maltrattamenti sui bambini e sospesa insieme a due colleghe. "L'intero gruppo della sezione grandi - continua la nota - è stato sostituito con l'avvio dei provvedimenti disciplinari e quindi con la sospensione dal servizio per le tre insegnanti che ne facevano parte". Durante l'assemblea di giovedì 4, i genitori "pur comprensibilmente scossi e increduli - viene spiegato - hanno condiviso le misure prese finora dall'amministrazione, dimostrando la volontà di far reagire l'intera comunità colpita dai fatti". Infine, il Comune fa sapere che sabato 6 "si terrà una assemblea di tutte le insegnanti degli asili nido e delle scuole d'infanzia cittadini per condividere l'accaduto e definire il percorso da fare tutti insieme in una città che conosce la cultura dell'educazione. A seguire si terranno incontri mirati con i comitati di gestione degli asili nido (di cui fanno parte insegnanti e genitori)". 

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di Redazione web