Il dolore
Il batterio C colpisce anche un anziano
A 71 anni doveva essere fuori dalla fascia a rischio Profilassi a Prato per decine di persone
PRATO. Un nuovo caso di meningite di ceppo C a Prato, è il secondo dall’inizio dell' anno. Un uomo di 71 anni, nonno attivo e dirigente di una squadra di calcio che milita in terza categoria, è stato ricoverato mercoledì sera all’ospedale Santo Stefano di Prato. È il più anziano contagiato in Toscana. Fino a sabato sera era in perfetta salute: ha seguito la partita di calcio della sua squadra, facendo anche il guardalinee e poi è andato a casa di amici a cena. Niente faceva pensare che dopo tre giorni sarebbe finito in un letto del reparto di rianimazione. Il batterio, quindi, non è solo aggressivo per la fascia giovane della popolazione (è gratuito e consigliato il vaccino per chi ha un’età compresa fra gli 11 e i 45 anni) ma anche per gli anziani. «Stiamo valutando il caso - spiega Aldo Fedi responsabile del Dipartimento di prevenzione di Prato - ma non è la prima volta che in Toscana si ammala un over 60. Per ora non è previsto un ampliamento della fascia di età a cui estendere gratuitamente il vaccino. Potenzieremo però il servizio: dalla prossima settimana cercheremo di aprire nuove liste per gli appuntamenti. Stiamo anche cercando di convogliare - prosegue - su questo servizio personale interno ed esterno, ma essendo un ente pubblico dobbiamo seguire un protocollo che non ci permette risposte immediate». Intanto ieri nella sede pratese dell’Unità funzionale di igiene pubblica e nutrizione del Dipartimento di prevenzione di Prato sono stati chiamati i familiari del malato, i giocatori della squadra di calcio, i soccorritori e gli amici per sottoporsi alla profilassi antibiotica. Nei prossimi giorni, invece, dovranno presentarsi le persone che martedì 2 febbraio dalle ore 17 alle ore 18 hanno frequentato la palestra di scherma di via Reggiana 106, e dalle 18 alle ore 18,15 quella di pallavolo di via Andrea da Quarata 26. L’anziano, infatti, ha accompagnato i nipoti e si è intrattenuto nell’atrio delle strutture sportive. Già dalla mattinata di ieri, comunque, in tanti si sono presentati spontaneamente all’ambulatorio di via Lavarone per sottoporsi alla profilassi o chiedere informazione al personale medico. «Soltanto chi ha avuto un contatto diretto - spiega Fedi - deve sottoporsi alla profilassi, per gli altri non è necessario». Come sempre accade in questi casi, la meningite di ceppo C si è manifestata in modo subdolo. Martedì l'uomo ha accusato i primi sintomi che, però, vista la stagione, sono stati scambiati per quelli influenzali, e così è stato curato con un antipiretico. Mercoledì sera il quadro clinico è precipitato: i dolori e la febbre sono aumentati e i familiari hanno avvertito il 118. All’ospedale, dove è stato immediatamente sottoposto a specifici esami, analizzati dal laboratorio di immunologia dell’Azienda ospedaliera Meyer , è stata confermata la diagnosi. «Siamo comunque preoccupati - hanno raccontato gli amici - ovviamente non siamo vaccinati e quindi temiamo il contagio. Invecchiando si è anche meno protetti dalle malattie. Abbiamo pensato di metterci al riparo dall’influenza, ma non avemmo mai pensato di dover fare i conti con la meningite. Non frequentiamo locali da ballo e quindi ci sentivamo tranquilli».
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