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Meningite in Toscana, Rossi: "Basta con le bufale, vacciniamoci"

di Ilaria Bonuccelli
Meningite in Toscana, Rossi: "Basta con le bufale, vacciniamoci"

Dopo l'ultimo caso del giovane di 22 anni già vaccinato, il presidente della Regione rinnova l'appello: "Dobbiamo recuperare il terreno perduto, non si muore a causa dell'iniezione anti-influenzale"

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FIRENZE. Da adolescente si era vaccinato contro il meningococco C. Ma non è bastato. Non a evitargli di ammalarsi. A 22 anni, un ragazzo di Bagno a Ripoli si ritrova ricoverato in prognosi riservata per meningite di tipo C. È arrivato all’ospedale di Santa Maria Annunziata domenica sera a Firenze, poche ore dopo la morte, a Pescia, di una paziente di 65 anni, stroncata sempre da meningite di tipo C. Due nuovi casi in Toscana in meno di 24 ore, già 7 nel 2016 con due decessi dall’inizio dell’anno.

CASI STRAORDINARI

Ce n’è abbastanza per far preoccupare la Regione. Soprattutto perché entrambi gli ultimi pazienti esulano dalla casistica tradizionale. Sono fuori dagli schemi. Proprio come i primi due decessi del 2016: entrambi i pazienti morti, il professionista di Fucecchio di 58 anni e la pensionata di Monsummano Terme, di 65 anni, hanno contratto la malattia (ceppo C) in una fascia di età considerata fino a pochi mesi fa fuori rischio. Fino a quando in Toscana non è scoppiato il caso dei pazienti “over 50”.

CONTAGIO DEL VACCINATO

Dall’altra parte il caso del ragazzo di Bagno a Ripoli, invece, fa scattare un nuovo allarme, che forse spaventa ancora di più: quello dell’efficacia dei vaccini. Il giovane, infatti, era stato sottoposto, da adolescente, in età corretta, alla prevenzione: nel 2008, si era fatto il vaccino contro il meningococco C. E questo - stando ai sanitari - potrebbe avergli consentito di aver contratto la malattia in forma più lieve. Ma non avrebbe impedito il contagio, anche se «la sua situazione è stabile e non presenta particolari complicazioni». Ma questo non evita l’obbligo di profilassi alle persone che possono essere venute in contatto con il ragazzo a Firenze: sabato 23 gennaio (dalle 22,30) all’Irish pub The Lion’s Fountin in Borgo Albizi e domenica 24 dall’una alle tre del mattino al Salamanca in via Ghibellina 80/R.

QUANTO DURA IL VACCINO

Se i luoghi frequentati prima del contagio sono stati individuati, al contrario non è chiaro perché il ragazzo si possa essere ammalato. L’assessore regionale alla Sanità, Stefania Saccardi, non si nasconde: «Ci siamo attivati subito con l’Istituto superiore di sanità per capire perché il paziente ha contratto la meningite, nonostante la vaccinazione. Con l’Iss dobbiamo capire quanti anni sia realmente efficace il vaccino».

Secondo quanto comunicato finora, il vaccino per la meningite C - che non prevede richiami - avrebbe un’efficacia di dieci anni, nella maggior parte dei pazienti. «Ma dobbiamo essere consapevoli - sottolinea Stefania Saccardi - che la vaccinazione, nella meningite, garantisce una copertura sul 95-97% della popolazione». Quindi, rimane sempre una percentuale di rischio del 3-5% dal momento che esistono soggetti che non rispondono alla terapia di prevenzione: non producono anti-corpi. Non è, però, il caso del ragazzo di Bagno a Ripoli. «Proprio per questo - riprende l’assessore Saccardi - c’è necessità di approfondire il caso. Così capiremo quando convenga ripetere il vaccino».

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ESTENDERE LE VACCINAZIONI

La Toscana una decisione l’ha già presa mesi fa. Quando ha scelto di vaccinare gratuitamente (contro il meningococco C) tutti i ragazzi da 11 a 20 anni e i giovani adulti fra i 21 e i 45 anni, compresi quelli che da adolescenti già si erano vaccinati, per “rinfrescare” la memoria immunologica che si potrebbe essere indebolita dopo dieci anni. Ma ora, si presenta una nuova casistica: il contagio di un giovane vaccinato da meno di dieci anni.

Una situazione inedita, come il contagio degli ultracinquantenni che porta la Regione a interrogarsi sulla possibilità di estendere la vaccinazione gratuita anche agli ultra 45enni. Su questo punto, però, ancora restano dubbi perché non esisterebbero prove scientifiche sull’efficacia di massa del vaccino. In altre parole, sulla popolazione ultrasessantenne la percentuale di “copertura” potrebbe scendere dal 95% testato sulla popolazione giovanile a percentuali più basse.

ROSSI: "BASTA CREDERE ALLE BUFALE"

Tuttavia, sia Stefania Saccardi sia il governatore Enrico Rossi ribadiscono che l’unica prevenzione contro la meningite resta il vaccino. Rossi rincara dicendo che oggi è necessario anche recuperare il terreno perduto per il panico ingenerato con «il grave errore della bufala che si poteva morire a causa della vaccinazione anti-influenzale».

MINISTRO IN AULA

Per Federico Gelli, responsabile Pd per la Sanità, addirittura deve essere il ministero della Sanità a sostenere la Regione «con ogni mezzo» in una campagna di vaccinazione «per aumentare il numero delle persone» che effettuano prevenzione «per bloccare questo trend di casi in continua crescita».

«Il ministro Lorenzin - dice Gelli - deve poi venire in aula a spiegare come intenda intervenire sull'escalation di casi di meningite registrata in Toscana».

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