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Padre Gratien esce dal carcere: ai domiciliari in convento col braccialetto elettronico
Il frate congolose è indagato per l'omicidio e la soppressione del cadavere di Guerrina Piscaglia
AREZZO. Padre Gratien Alabi è uscito dal carcere ed è arrivato alle 10 di lunedì 1° febbraio a Roma, al convento dei frati Premostratensi, in via Giotto, dove rimarrà agli arresti domiciliari. Il religioso, accusato di omicidio volontario e soppressione di cadavere nelle indagini sulla sparizione di Guerrina Piscaglia, la donna scomparsa da Ca Raffaello sulla montagna aretina ai confini con le Marche, era stato arrestato il 23 aprile 2015 ed aveva ottenuto gli arresti domiciliari lo scorso 3 dicembre dopo che i suoi avvocati Francesco Zacheo e Riziero Angeletti avevano presentato ricorso in appello al tribunale del Riesame di Firenze. Prima di farlo uscire dalla cella, i tecnici della Telecom gli hanno applicato la cavigliera elettronica, ovvero il cosiddetto braccialetto elettronico che monitorerà i suoi spostamenti durante i domiciliari.
Il frate resterà nel convento di Roma, lo stesso dove era stato arrestato il 23 aprile scorso. Alloggerà in una camera e potrà muoversi al secondo piano mentre per ora non può accedere alla cappella per pregare, poiché lì non arriva la copertura del segnale del braccialetto. Era stato il riesame a disporre la scarcerazione del frate con il controllo elettronico del braccialetto. Il dispositivo però, al momento del provvedimento, non era disponibile dato che in Italia ce ne sono soltanto 2.000. A quel punto gli avvocati avevano chiesto per due volte alla corte d'Assise di Arezzo, dove si svolge il processo a carico del religioso, la concessione dei domiciliari senza braccialetto ma con un sistema alternativo di controllo. Richiesta che fu respinta la prima volta e poi ritirata dagli stessi legali venerdì scorso perché non più necessaria, visto che in aula il presidente della Corte d'Assise, Silverio Tafuro, li aveva avvisati della sovvenuta disponibilità del braccialetto elettronico.
Questa mattina padre Gratien Alabi è stato prelevato da un cellulare della polizia penitenziaria direttamente dal carcere di Arezzo alle 7,33. Fuori dal carcere ad attendere il religioso c'era l'abate generale padre Thomas, gli avvocati Francesco Zacheo e Riziero Angeletti, il consigliere diplomatico del Congo, Benjamin Osango, e un gruppo di giornalisti. Venerdì prossimo padre Gratien dovrebbe tornare ad Arezzo dove è prevista la quinta udienza del processo. Saranno ascoltati altri testimoni dell'accusa, chiamati in aula su iniziativa del pubblico ministero Marco Dioni.
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