Anno giudiziario, in aumento stalking e morti sul lavoro
Boom dei reati a sfondo sessuale e legati alla pornografia. E cresce il numero delle prescrizioni dovute alla scadenza dei tempi. "Risultato frustrante, è una sconfitta della legge"
FIRENZE. Un incremento del 20% dei procedimenti per morti sul lavoro e del 40,98% per stalking. Sono alcuni dati sull'attività svolta dalla corte d'appello di Firenze contenuti nella relazione illustrata in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario."Rispetto all'anno precedente - viene spiegato - i delitti in materia di violenza sessuale, stalking e pornografia sono aumentati del 12,57%". In particolare, quelli di pornografia sono cresciuti del 33,33%. Se i procedimenti per morti sul lavoro sono aumentati del 20%, quelli per lesioni colpose legate a incidenti sul lavoro sono cresciuti del 131,82%.I reati informatici sono raddoppiati, mentre i furti sono cresciuti del 31,92%, le rapine del 13,60% e le estorsioni del 36,51%.
Per quanto riguarda i dati fiorentini, il procuratore generale facente funzioni, Francesco D'Andrea, ha ricordato che "sono aumentati i delitti contro la libertà sessuale, di stalking e in tema di pornografia, passati da 473 a 623, i reati informatici, passati da 5789 a 6614" e i furti in abitazione, passati da 5915 a 6778.
Tempo scaduto, aumentano le prescrizioni. "E' in ascesa il trend dei procedimenti in cui la ghigliottina del tempo ha impedito il formarsi di una definitiva decisione di merito", con la dichiarazione delle prescrizione. Lo ha detto il procuratore generale Francesco D'Andrea, nella sua relazione. Si tratta di un risultato "frustrante", ha aggiunto: "Non v'è dubbio che la definizione di un procedimento penale per il solo decorso del tempo denuncia un difetto di sistema" e "soprattutto rappresenta una obiettiva sconfitta della legge". La presidente della Corte d'Appello, Margherita Cassano, ha illustrato i dati: i "processi definiti con sentenza di non doversi procedere per prescrizione sono saliti da 791 a 1021". "La prescrizione non è causata dalle tecniche difensive, ma dai tempi morti delle indagini e dai tempi di passaggio fra gli uffici giudiziari", ha spiegato il presidente della Camera penale di Firenze, Eriberto Rosso. "E' lì che bisogna intervenire - ha aggiunto - fermo restando che il processo penale ha bisogno dei suoi tempi per la raccolta della prova nel contraddittorio, per contribuire a una risposta giusta e non solo rapida".
Cassano: “Si creano mostri sui media”. I processi che vengono “celebrati” sugli organi di informazione "alimentano una morbosa ed esasperata attenzione verso i fatti di cronaca più clamorosa" e creano "dei veri e propri 'mostri mediatici'". Lo ha detto la presidente della corte d'appello di Firenze, Margherita Cassano, nella relazione per l'inaugurazione dell'anno giudiziario. Sempre secondo Margherita Cassano, i processi mediatici "determinano una impropria sovrapposizione fra la realtà e la dimensione virtuale" e "non contribuiscono alla comprensione delle problematiche umane e sociali", annullando "ogni forma di pietas". Secondo il presidente tutto ciò è anche conseguenza del fatto che i dibattimenti vengono "spesso celebrati a distanza di molto tempo dal fatto-reato".
Sicurezza sul lavoro e cinesi, l’emergenza a Prato. Nel 2015, a Prato, "dei 1.753 procedimenti iscritti contro soggetti noti per reati in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro, ben 1.557 hanno riguardato soggetti di nazionalità cinese". Lo ha annotato il procuratore D'Andrea, che ha poi sottolineato l'efficacia "dei controlli ispettivi eseguiti in attuazione del Piano straordinario della Regione per i controlli alle ditte. "Dei 1.557 procedimenti a carico di soggetti cinesi - ha continuato - la procura di Prato ne ha definiti 1.372, dei quali 432 con avvisi di conclusione delle indagini e 918 (l'85%) con istanza di archiviazione per avere gli indagati adempiuto alle prescrizioni". Il procuratore Giuseppe Nicolosi ha ricordato come a Prato vivano 43.000 extraeuropei regolari, di cui 28 mila cinesi, e ha parlato di "pressoché totale assenza di decisioni da parte del ministero della giustizia che non ha mai provveduto ad adeguare alle necessità gli organici degli impiegati addetti alla procura, che sono scandalosamente insufficienti".
Lavoratori: basta personale fantasma. "Tra mobilità dei provinciali, personale militare ed ogni tipo di personale, gli uffici del palazzo di giustizia di Firenze "sono colmi di personale fantasma a cui si fa assistenzialismo a spese del contribuente e soprattutto a spese della qualità del servizio". E' quanto scritto in un volantino diffuso dal Comitato lavoratori giustizia durante l'inaugurazione dell'anno giudiziario. Per coprire i buchi di organico "stanno arrivano i 'provinciali' e tutto il resto della compagnia. Arriveranno non più giovani, a livello piuttosto alto, riqualificati più volte. Entreranno nelle cancellerie con livello superiore ai colleghi che dovrebbero formarli e creeranno disagi e disservizi e ci sarà ostilità da parte degli operatori della giustizia che, nel corso del tempo, hanno acquisito un professionalità incontestabile che nessuno valorizza".
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
