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Sammezzano, l'ultimo sogno: salvare il castello con una petizione online
Ha raccolto più di ventimila firme la richiesta alle istituzioni di garantire la fruibilità del maniero ottocentesco in provincia di Firenze. Le sue forme orientaleggianti nacquerò dal genio del proprietario mecenate. Ora è in rovina e, asta dopo asta, perde di valore
REGGELLO. Il castello dei sogni s'ispira alle Mille e una notte ed è circondato da un bosco di sequoie. Non è "ambientato" in una favola: si trova a Reggello, in provincia di Firenze. È il castello di Sammezzano, considerato la più importante testimonianza di arte moresca d'Europa. Dentro ai sogni, però, affonda la sua genesi: l'ex proprietario, il marchese Ferdinando Panciatichi Ximenes d'Aragona, esperto d'arte, collezionista e mecenate, trasformò il maniero in una reggia orientaleggiante, inseguendo la sua dedizione estetica e letteraria.
[[atex:gelocal:il-tirreno:regione:toscana:1.12927994:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/toscana/2016/02/09/news/belli-e-abbandonati-la-toscana-degli-edifici-storici-da-salvare-1.12927994]]L'appassionato studioso fiorentino trasse dai libri d'arte e di architettura della sua gigantesca collezione le ispirazioni per conferire alle sale l'impronta islamica e orientalista in voga negli ambienti colti nell'Europa dell'Ottocento. Un ideale di bellezza e perfezione raggiunto in cinquant'anni d'impegno, dal 1843 al 1889.
Dalla vertigine artistica e letteraria si precipita in una storia di fantasmi. Cent'anni dopo il sogno va in rovina e viene invaso dagli spettri dell'abbandono. Per tentare di salvarlo, oggi su Change.org prende il largo una petizione online che chiede alle istituzioni di proteggere il patrimonio di Sammezzano - compreso il parco che lo circonda e che custodisce una grande varietà di specie esotiche, tra cui il bosco di sequoie più grande d'Italia, con ben 57 esemplari adulti, tutti oltre i 35 metri - e di garantirne la destinazione museale. La richiesta è luminosa nella sua semplicità: i firmatari vogliono che in futuro tutti possano ammirare liberamente la bellezza del castello. La petizione ha quasi raggiunto le 25mila firme che i suoi promotori si erano prefissati. Una forma di pressione che può approdare a qualcosa di concreto? Vedremo.
[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:foto-e-video:1.12222760:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/foto-e-video/2015/10/07/fotogalleria/castello-di-sammezzano-cinquanta-scatti-di-una-meraviglia-toscana-1.12222760]]
Sarebbe certo il lieto fine di una vicenda che della fiaba conserva solo il "c'era una volta". Il castello di Sammezzano è finito in mano al tribunale e poi ripetutamente all'asta, dopo il fallimento della società inglese Castle spa che lo aveva acquistato nel 1999 per trasformarlo in un hotel. Una destinazione prevista dal piano regolatore del Comune di Reggello: Sammezzano, dopo il saccheggio da parte dei tedeschi, è rimasto con vicende alterne un hotel di lusso fino al fallimento nel 1990. Negli anni, grazie all'impegno di un'associazione del posto, il castello è stato visitato in via eccezionale da un ristretto gruppo di persone. Uno spettacolo per pochi, troppo pochi. Più di recente le sue sale sono state scelte da Matteo Garrone per il Racconto dei Racconti.
Dopo le due aste deserte di ottobre, il castello e i 13 edifici che fanno parte del "pacchetto" dovrebbero tornare all'asta il 24 maggio, con una base per i rialzi che nel frattempo è scesa a 15 milioni di euro. L'appello è rivolto al Comune di Reggello, alla Regione Toscana e al Ministero dei Beni culturali affinché intervengano per assegnare al castello un futuro da museo, trasformandolo in un luogo aperto e visitabile: questo sì sarebbe un sogno, pur costosissimo da realizzare. Perché il castello delle Mille e una notte non diventi un tesoro che solo i discendenti degli emiri e i nuovi pascià possono permettersi di ammirare. (d.f.)
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