Il Tirreno

Toscana

I banditi dell'Audi gialla hanno colpito anche in Toscana

Un fotogramma dell'auto lanciata contromano a folle velocità
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Un fotogramma dell'auto lanciata contromano a folle velocità

Potrebbero essere autori di numerosi furti nella nostra regione. Proseguono le ricerche in mezza Italia, ma dopo un possibile avvistamento, si sarebbero di nuovo perse le tracce

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VENEZIA. Avrebbero messo a segno diversi furti anche in Toscana i banditi dell'Audi gialla, ricercati da alcuni giorni in varie regioni d'Italia dopo che con la loro fuga a 250 all'ora contromano nel Passante di Mestre avrebbero provocato anche un incidente in cui ha perso la vita una donna.

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Per ora non hanno avuto esito le ricerche sulla fantomatica 'Audi gialla' avvistata nella serata di lunedì 25 gennaio nel trevigiano e poi svanita nonostante la 'caccia' su un'ampia zona da parte delle forze dell'ordine. Frattanto proseguono i vertici operativi, coordinati dalla Legione Veneto Carabinieri a livello regionale, con i rispettivi comandi provinciali, non solo con la polizia di Stato e la  Guardia di Finanza, ma anche con la polizia locale per orientare i servizi di controllo sul territorio. Riunioni periodiche in un coordinamento che vede raccordata l'Arma veneta con quella delle regioni limitrofe, come il Friuli Venezia Giulia, l'Emilia Romagna, la Lombardia, ma anche la Toscana dove sembrerebbe appunto che i tre malviventi si siano resi responsabili di vari furti.

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Sull'attività dei banditi sono aperti vari fascicoli da più procure, tra cui quella di Vicenza, di Venezia, di Milano, di Trieste e di Padova, mentre sono in corso accertamenti per chiarire se ad Abano Terme (Padova), il primo episodio riferito all' 'Audi Gialla', ci sia stato un conflitto a fuoco, cioè se in quel caso i malviventi abbiano usato armi da fuoco.

L'attenzione tra le forze dell'ordine è alta; sono pronti, nell'emergenza, ad alzarsi in volo l'elicottero dell'Arma come quello della Polizia di Stato e sarebbero state già messe in campo due Lamborghini della Polstrada per acciuffare quella che è ormai considerata 'la primula gialla'.

"Come si ferma un'auto di questa potenza, che viaggia sul filo dei 260 kmh?" si è chiesto un investigatore, evidenziando il fatto che l'auto ricercata si muove su strade molto frequentate mettendo a rischio l'incolumità altrui; e in queste condizioni - si è chiesto - "chi si assumerebbe la responsabilità di sparare, fosse anche alle gomme?". Determinante, per gli investigatori, è identificare il terzetto che non dovrebbe essere stanziale in Veneto, ma potrebbe avere appoggi logistici che gli permette di stare nascosto prima del prossimo raid.

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