Il Tirreno

Toscana

Meningite, ottava vittima: muore il 58enne ricoverato

Ilaria Bonuccelli
L'ingresso del pronto soccorso al'ospedale di Cisanello
◗
L'ingresso del pronto soccorso al'ospedale di Cisanello

Luca Barsotti, ragioniere di Fucecchio (con la residenza a Massa) colpito da meningococco C, era da giorni al Centro grandi ustionati di Cisanello

4 MINUTI DI LETTURA





FUCECCHIO. Luca Barsotti non ce l’ha fatta, nonostante le cure dei medici del Centro grandi ustioni di Cisanello, dove era ricoverato da qualche giorno. Il professionista di Fucecchio è morto nel tardo pomeriggio di giovedì 21, ucciso a 58 anni, da una forma particolarmente aggressiva di meningite di ceppo C.

Barsotti, ragioniere, consulente del lavoro, è la prima vittima del 2016, l’ottava in un anno, da gennaio del 2015. Si tratta di una vittima e di un paziente “anomalo” per la meningite che, di solito, colpisce persone più giovani: non a caso la campagna di vaccinazione gratuita riguarda la popolazione di età compresa fra gli 11 e i 45 anni. Eppure, da qualche mese la malattia - osserva pure l’Istituto superiore di Sanità - proprio in Toscana sta colpendo la popolazione più adulta, probabilmente perché quella più giovane, anche grazie alla campagna vaccinale, è più protetta. Una spiegazione ancora non basata su studi epidemiologici che Iss e Regione hanno deciso di condurre, per individuare le cause della diffusione del batterio. Anche al di fuori delle fasce ordinarie. E in forme perfino virulente. Come quella che ha colpito, Barsotti, che lascia una moglie e un figlio di 21 anni, Filippo.

La situazione del ragioniere pare subito grave quando l’8 gennaio si presenta al pronto soccorso dell’ospedale di Empoli. Nell’uomo, figlio dei titolari di un calzificio di Fucecchio, la meningite non si presenta solo con febbre alta, rigidità del collo. Già ci sono problemi di emorragie sottocutanee. La diagnosi è immediata. La situazione del paziente peggiora di ora in ora. Il ricovero nel reparto di malattie infettive non è sufficiente. Si decide il trasferimento a Cisanello, al Centro grandi ustionati perché in pochi giorni si presentano gravi lesioni cutanee. «La situazione del paziente - conferma il primario del Centro grandi ustionati, Antonio Di Lonardo - era davvero complicata e nonostante gli sforzi tentati è stato impossibile salvarlo. Il suo organismo è stato aggredito dal meningococco C, un germe che rilascia endotossine e che, in determinate circostanze, rare, per fortuna, si può rilevare letale».

Su questo, Di Lonardo è deciso: sono davvero rari i casi gravi come quello dell’imprenditore di Fucecchio e non solo per l’età del paziente. «Purtroppo il germe è anche in grado di aggredire i vasi sanguigni, causando prima petecchie, poi emorragie degli organi interni. Quando i vasi si vanno a chiudere si formano trombi. E quando si chiude tutto l’asse arterioso va in necrosi il tessuto muscolare, la pelle e, quindi, si formano le lesioni cutanee gravissime che possono essere curate solo in una struttura altamente specializzata come la nostra». Quando, però, il germe aggredisce un paziente con un sistema immunitario più debole di un altro, la situazione precipita e i danni sono maggiori. Possono subentrare complicanze che diventano anche letali.

A maggior ragione, indipendentemente dall’età, diventa importante la vaccinazione. «Anche in un paziente ultracinquantenne - conferma Di Lonardo - la vaccinazione è importante. Questo non è il mio campo, dovranno essere epidemiologi e infettivologi a prendere decisioni anche sull’opportunità di estendere la vaccinazione contro la meningite di tipo C anche a fasce di età diverse da quelle attuali (11-45 anni), ma il vaccino costituisce una precauzione efficace. Io lo farò, considerando anche che sono a contatto con persone a rischio. I pazienti, comunque, fanno bene a consultarsi con il proprio medico di famiglia».

Ma anche l’assessore regionale alla Sanità, Stefania Saccardi, rinnova l’appello a vaccinarsi. Per evitare nuovi casi, anche meno gravi di quello di Barsotti, il commercialista conosciuto a Fucecchio - e residente a Massa - perché si occupava delle buste paga di molte aziende. Ma anche perché, con la moglie Renata (figlia di una volontaria della Pubblica assistenza) si dedicava allo yoga a San Miniato, al centro Hiranyagarbha. Neppure uno stile di vita salutare ha evitato al professionista il contagio. (ha collaborato Marco Sabia)

- 10 DOMANDE E RISPOSTE

- LO STUDIO

- COSI' GLI ESPERTI

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa