Il Tirreno

Toscana

Unioni civili, tutte le piazze della manifestazione in Toscana

La locandina della manifestazione di sabato 23 gennaio
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La locandina della manifestazione di sabato 23 gennaio

#Svegliatitalia è la manifestazione che portarà in tutte le piazze d'Italia la protesta per i diritti civili. Anche in Toscana appuntamenti in quasi tutti i capoluoghi sabato 23 gennaio

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FIRENZE Le piazze della Toscana sono le protagoniste della manifestazione per le unioni civili “Svegliati Italia” (#svegliatitalia) che si terrà in tutta Italia sabato 23 gennaio.

  • La manifestazione più nutrita si svolgerà ovviamente a Firenze con un presidio che comincerà alle 15 in piazza della Repubblica. Alla manifestazione aderiscono anche i manifestanti di Prato, che si sono dati appuntamento alla stazione, alle 13,45, per raggiungere tutti insieme in treno il capoluogo toscano.
  • Manifestazioni anche a Livorno alle 15 in piazza Attias, con corteo fino a piazza del Municipio;
  • A Lucca, doppia manifestazione dalle 15,30 in piazza San Michele;
  • A Viareggio alle 16 in piazza Mazzini;
  • A Pistoia alle 17 in piazza Gavinana;
  • A Massa alle 16 in piazza del Mercato;
  • Ad Arezzo alle 15,30 in piazza San Jacopo;
  • A Grosseto alle 17 in piazza San Francesco.

Alle manifestazioni sparse in regione hanno aderito molte sigle dell’associazionismo toscano, singoli politici e anche molti comuni che saranno presenti con i loro gonfaloni.

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Dalla manifestazione partirà un appello al governo e al parlamento:

“L’Italia è uno dei pochi paesi europei che non prevede nessun riconoscimento giuridico per le coppie dello stesso sesso. Le persone gay, lesbiche, bisessuali e transessuali non godono delle stesse opportunità degli altri cittadini italiani pur pagando le tasse come tutti.

Una discriminazione insopportabile, priva di giustificazioni. Il desiderio di ogni genitore è che i propri figli possano crescere in un Paese in cui tutti abbiano gli stessi diritti e i medesimi doveri. Chiediamo al Governo e al Parlamento di guardare in faccia la realtà, di legiferare al più presto per fare in modo che non ci siano più discriminazioni e di approvare leggi che riconoscano la piena dignità e i pieni diritti alle persone gay, lesbiche, bisessuali e transessuali, cittadini e cittadine di questo Paese.

La reciproca assistenza in caso di malattia, la possibilità di decidere per il partner in caso di ricovero o di intervento sanitario urgente, il diritto di ereditare i beni del partner, la possibilità di subentrare nei contratti, la reversibilità della pensione, la condivisione degli obblighi e dei diritti del nucleo familiare, il pieno riconoscimento dei diritti per i bambini figli di due mamme o di due papà, sono solo alcuni dei diritti attualmente negati.

Questioni semplici e pratiche che incidono sulla vita di milioni di persone. Noi siamo sicuri di una cosa: gli italiani e le italiane vogliono l’uguaglianza di tutte e di tutti”.

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