Sicurezza
Lajatico, la ricchezza abita qui. Grazie a Bocelli
Poco più di mille abitanti, ma un contribuente speciale: il cantante che ha lì la residenza. Nel report della Regione sull'Irpef il piccolo comune pisano sorpassa Forte dei Marmi. La Toscana è sesta in Italia per reddito imponibile
FIRENZE. C'entra di sicuro Andrea Bocelli che è di lì. Altrimenti diventa difficile spiegare il primato “economico” di Lajatico, comune di meno di 1400 abitanti, in provincia di Pisa riconoscibile per due vezzi: la "j" nel nome e il Teatro del silenzio che, una volta l'anno, si riempie delle più belle voci del mondo, sotto lo sguardo delle sculture di Mitoraj. Lajatico osa e riesce dove tutti hanno fallito finora, perfino Firenze o Siena: scippare il primato di “golden city” a Forte dei Marmi. Non sono chiacchiere, ma il report sull'addizionale Irpef che nel 2013 ha reso 736 milioni alla Regione.
BOCELLI FA RICCA LA TOSCANA
Carta canta: Lajatico è il comune con l'addizionale regionale media più alta, quasi 700 euro pro capite; distanzia Forte dei Marmi che, malgrado i russi e i milanesi, ha residenti che non pagano più di 500 euro l'anno alla Regione di Irpef. Intendiamoci, in entrambi i casi siamo assai al di sopra della media regionale. E in entrambi i casi - notare la coincidenza - si tratta di luoghi legati a Bocelli: Lajatico, infatti, è il luogo di origine; Forte dei Marmi è la città di elezione, la residenza.
PIU’ SOLDI DA AUTONOMI E PENSIONATI
Gossip e show biz a parte, la relazione sull'addizionale Irpef, dipinge una Toscana nella quale il reddito imponibile è composto soprattutto dagli stipendi dei lavoratori dipendenti e dai pensionati, che superano il 38% dei contribuenti, una percentuale più alta di quella della media nazionale. E questo dovrebbe dare da pensare soprattutto se avvicinata a un altro dato: nell'ultimo anno, in Toscana, i contribuenti (circa 2,7 milioni) sono calati dell'1%. «Il numero dei contribuenti - specifica la Regione è andato diminuendo negli anni, ma dal 2009 al 2013 la variazione maggiore si osserva proprio nell'ultimo anno: in linea con la media nazionale si è registrata un calo dei contribuenti dell'1% rispetto al 2012. Con riferimento al 2012, le variazioni regionali sono, però, di segno opposto a quelle nazionali: mentre cresce il numero dei contribuenti rispetto all'anno precedente, diminuisce quello dei toscani».
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MENO CONTRIBUENTI IRPEF
Tuttavia, in Toscana il livello di partecipazione dei residenti alla creazione del reddito - evidenzia la Regione - è di circa il 72,5% «superando di 4 punti la media nazionale». Ma non si può non vedere che «come nel resto d'Italia, nell'arco del quinquennio 2009-2013 questa percentuale è andata diminuendo e il rapporto dei contribuenti sulla popolazione residente si è ridotto (rispetto al 2009) di due punti e mezzo, a fronte, comunque, di un calo del 3% della media nazionale».
In compenso, nel quinquennio fra il 2009 e il 2013 sono diminuiti di tre punti i contribuenti con un reddito imponibile (ai fini Irpef) inferiore ai 10mila euro l'anno. E oggi la quota di toscani con reddito inferiore ai 10mila euro lordi si attesta attorno al 27%, con il 31% della media nazionale.
LA TOSCANA STA MEGLIO
La Toscana, dunque, è più ricca? Tracciando il quadro complessivo secondo la Regione nel quinquennio la situazione è migliorata, almeno nel complesso. Intanto la Toscana, con i suoi 52,5miliardi di reddito imponibile, risulta al sesto posto in Italia, dopo Lombardia, Lazio, Veneto, Emilia Romagna e Piemonte. Dunque, si colloca nella fascia alta. Tuttavia, se si vanno ad osservare i dati disaggregati, emergono alcuni elementi che fanno riflettere. Uno su tutti: solo il 10% dei Comuni toscani rientra nella fascia imponibile medio-alta (ai fini della definizione fiscale), quella fra i 20.000 e i 25.000 euro lordi annui. Se da una parte questa percentuale è la più alta dell'Italia centrale, è però inferiore di 8 punti rispetto alla media nazionale. Tuttavia, arrivando al 10% in questa fascia «la Toscana fa registrare un aumento del 25% dei Comuni con reddito di fascia media rispetto al 2012».
DIPENDENTI CON I REDDITI BASSI
È anche vero che in Toscana ci sono più contribuenti, rispetto al resto d'Italia (33,% contro il 31%) con un reddito medio, compreso fra i 15mila e i 26mila euro lordi. Eppure bisogna osservare che il reddito imponibile da lavoro dipendente (e assimilabili) in Toscana è più basso di quello medio italiano della stessa categoria; al contrario quello dei pensionati è più alto. Sarà per questo che in Toscana i Comuni che rientrano nella fascia imponibile media (fra 15mila e 20mila euro l'anno) sono il 32% in più di quelli della media italiana, mentre sono molti meno (solo il 6% circa contro il 29%) quelli della fascia di imponibile al di sotto dei 10mila euro l'anno. Parlando per cifre, il reddito imponibile dei pensionati in Toscana è più alto di quello italiano di 332 euro, mentre quello da lavoro dipendente è più basso di 159 euro.
REDDITI AUTONOMI DEBOLI
Al contrario, molto più basso, in Toscana risulta il reddito da lavoro autonomo che, nel complesso, costituisce il 4% del'imponibile (in linea con la media nazionale). Ma mentre in Italia, il reddito medio imponibile dei lavoratori autonomi è di 35.660 euro, in Toscana supera appena i 34mila euro: c'è quindi una differenza di oltre 1600 euro, la più alta fra tutte le categorie. In parte a compensare a questo dato, ci pensa il reddito da fabbricato, considerato il valore degli immobili in Toscana.
FABBRICATI, ALTI VALORI
Qui le differenze sono evidenti, sia in termini percentuali, sia in termini assoluti. Intanto, a livello nazionale i fabbricati contribuiscono solo per il 3,4% a creare il reddito imponibile lordo, mentre in Toscana questa percentuale supera il 4%. Inoltre, il reddito medio prodotto dai fabbricati in Italia è di 1.954 euro, mentre in Toscana arriva a 2.374 euro, con una differenza di 420 euro, con un distacco di 21,5 punti.
L'altro elemento di ricchezza che distingue la Toscana rispetto all'Italia riguarda le fasce estreme, in particolare quella delle persone con un imponibile superiore a 120mila euro: nel quinquennio questa categoria aumenta un po’,pur restando sotto l'1%.
IMPENNATA DELL’IRPEF
È, però, anche la Regione nella quale fra il 2012 e il 2013 l'addizionale Irpfef ha subito l'impennata maggiore: è cresciuta di oltre il 18%, contro l’1,5% della media italiana. Tuttavia - si giustifica la Toscana - le aliquote locali sono le più articolate del Paese. Cambiano in base a molti scaglioni di reddito, in modo da rendere la pressione fiscale più equa e «realmente progressiva» come prevede la Costituzione.
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