Attenzione
Ashley, gli elementi del delitto d'Oltrarno
L'assassino, a cui l'americana avrebbe aperto la porta, ha usato un laccio per strangolarla. Secondo l'autopsia la giovane americana non ha lottato con il suo aguzzino
FIRENZE. Non ci sono indagati e non c'è ancora il nulla osta per la sepoltura. Indagini serrate per dare un nome all'assino di Ashley Ann Olsen, la promotrice culturale americana di 35 anni trovata cadavere sabato 9 gennaio nell'appartamento in affitto in via Santa Monaca a Firenze. La mattina del 12 gennaio si è conclusa l'autopsia dalla quale sono emersi alcuni dettagli importanti. A condurla il professor Aristide Norelli.
L'autopsia. Ashley Olsen non è stata strangolata a mani nude ma usando un laccio, un filo o una corda. Durante le perquisizioni nella casa della vittima, la polizia ha sequestrato anche un cavo usb e una catenina, oggetti che, vista la loro forma, potrebbero essere stati usati per l'omicidio. Non ci sono elementi che facciano pensare a una colluttazione col suo assassino: sembrerebbe dunque che Ashley gli abbia aperto la porta, considerato anche che non ci sono segni di effrazione. Saranno gli esami sui campioni estratti dal cadavere a stabilire se vi sia stato un rapporto sessuale. La procura ha anche disposto analisi chimico-tossicologiche.
Gli orari. Dalle testimonianze emerge che la notte fra giovedì 7 e venerdì 8 Ashley è uscita da sola dal locale in cui aveva trascorso la serata, il "Montecarla" di via de' Bardi, distante appena dieci minuti a piedi da casa sua, intorno alle 5 del mattino. Il cadavere è stato trovato alle 14 di sabato 9. La morte, come evidenziato dall'autopsia, sarebbe avvenuta fra la notte di giovedì e qualche ora prima del ritrovamento.
Il fidanzato. A ritrovare il cadavere è stato il fidanzato Federico Fiorentini, 42 anni, milanese ma fiorentino d'adozione. Ha raccontato di aver trovato il corpo nudo supino sul letto. E dunque di averlo spostato dal letto al pavimento e avere tentato di rianimare la compagna praticandole un massaggio cardiaco e la respirazione bocca a bocca. Secondo fonti investigative l’uomo avrebbe un alibi riscontrato. Al momento del ritrovamento con lui c'era la padrona di casa, Claudia Colivicchi.
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Il cane. In casa a sorvegliare il cadavere della padrona c'era il beagle Scout che guaiva. È l'unico testimone del delitto. Alcuni vicini sostengono di averlo sentito abbaiare, tra venerdì e sabato.
Il cellulare. Il cellulare della ragazza non è stato trovato durante le prime perquisizioni della sua abitazione. Risulterebbe staccato da venerdì mattina.
Le registrazioni delle videocamere. In base a quanto emerge dalle indagini, non ci sono immagini che riguardino il portone della casa, ma gli inquirenti stanno lavorando su numerosi video.
La scritta. Sul muro dell'edificio in cui ha trovato la morte Ashley qualcuno ha scritto: “He's guilty, he will pay” (È colpevole, pagherà). Ma chi?
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