Sicurezza
Ashley, le videocamere avrebbero "visto" l'assassino
Una pista privilegiata nelle indagini della giovane donna americana strangolata in casa a Firenze. Attesa per l'esito degli esami scientifici sui reperti biologici isolati sul corpo della vittima
FIRENZE. Possibile svolta nelle indagini sulla morte di Ashley Olsen, la 35enne statunitense trovata morta sabato 9 gennaio dal fidanzato nel suo appartamento nel cuore dell’Oltrarno fiorentino. C’è un sospettato, su cui nelle ultime ore si concentrano le attenzioni degli investigatori della squadra mobile diretta da Giacinto Profazio. Un uomo, straniero, che sarebbe stato catturato dalle immagini delle telecamere di videosorveglianza installate nel reticolo di strade del centro storico tra il Montecarla – il club privato in via de’ Bardi da cui Ashley è uscita intorno alle 5.30 di venerdì 8 - e via Santa Monaca 3, nel quartiere di Santo Spirito dove abitava la vittima.
Sull’identità del sospettato al momento vige il più stretto riserbo da parte degli inquirenti, il pm Giovanni Solinas e il sostituto procuratore Luca Turco. Secondo gli stessi investigatori, starebbero risultando utili nel lavoro di ricostruzione dell'accaduto anche i racconti di alcuni testimoni e residenti della zona, che sono stati sentiti negli uffici della squadra mobile fiorentina, per l'occasione letteralmente blindati con porte di accesso chiuse a chiave per evitare ogni tipo di interferenza.
[[atex:gelocal:il-tirreno:regione:toscana:1.12764406:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/toscana/2016/01/12/news/ashley-tutti-gli-elementi-del-giallo-d-oltrarno-1.12764406]]Tra questi potrebbe esserci Giulia, una delle prime testimoni ad essere ascoltata dalla polizia dopo la scoperta del cadavere. La ragazza, 23 anni, lavora proprio al Montecarla e sostiene di aver visto litigare Ashley con un’amica, poco prima che la ragazza uscisse dal locale per incamminarsi verso casa. “Era tesa, forse aspettava qualcuno”, ha detto. E certamente anche questa amica è stata sentita dalla polizia nelle scorse ore. Oltre alle telecamere e alle testimonianze, potrebbero rivelarsi decisivi per risolvere il caso anche gli esiti degli esami scientifici disposti dal pm oltre all’autopsia. Un’autopsia lunghissima, terminata nella mattina del 12 gennaio, a seguito della quale non è emerso molto più di quanto non avesse già compreso il medico legale intervenuto intorno alle 14 di sabato scorso nella casa del delitto.
E cioè che la povera Ashley è morta tra le 36 e le 48 ore dal ritrovamento, anche se non è escluso che per il delitto si debbano spostare in avanti le lancette. Ashley inoltre è stata strangolata. Di certo con un qualche oggetto e non a mani nude: probabile si tratti delle fascette, del cavetto usb o della catenina sequestrati dalla polizia scientifica in via Santa Monaca 3. Non è ancora chiaro invece se abbia opposto resistenza o meno al suo assassino: la casa era in disordine, vetri infranti e sedie rotte. E segni di colluttazione – graffi, lividi – sarebbero stati intravisti già dai primi agenti intervenuti sul posto. Ufficialmente, però, la procura ha smentito questa ricostruzione. Forse per pretattica, dal momento che investigatori e inquirenti sono ancora in attesa degli esiti degli esami istologici e del dna. Solo tramite questi accertamenti sarà infatti possibile collegare materialmente il potenziale assassino alla sua vittima. Bisogna infatti vedere se c’è – e di chi è – il dna che potrebbe essere stato trovato e isolato sul corpo di Ashley o nell’appartamento dagli uomini della scientifica.
[[atex:gelocal:il-tirreno:regione:toscana:1.12758834:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/toscana/2016/01/11/news/l-alibi-del-fidanzato-regge-si-indaga-sugli-incontri-al-montecarla-1.12758834]]Resta comunque il Montecarla, con i suoi frequentatori bohemien e alternativi, il punto X dell’indagine. Sia per le due telecamere che si trovano a breve distanza dal locale, sia perché in passato il club è finito nel mirino della polizia per storiacce di risse, molestie e soprattutto spaccio. In attesa che arrivi il “fermo per indiziato di delitto” nei confronti dell’ignoto “sospettato numero 1”, ieri martedì 12 gennaio è continuata la processione di amici e conoscenti sotto il palazzo di Ashley. “Un saluto a te che eri sempre carina e gentile e un bacio alla piccola Scout che ti è stata vicina fino alla fine. Da C., Nina, Zoe e Giò” ha scritto un gruppo di amici che ha lasciato un biglietto attaccato sul citofono. Sul foglietto c'è disegnato anche un piccolo cuore rosso. Anche due religiosi, accompagnati da una donna anziana, si sono fermati a pregare davanti all'ingresso del palazzo dove alcune persone hanno continuato a portare fiori.
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