Gioco
L'alibi del fidanzato regge, si indaga sugli incontri al Montecarla
L'attenzione degli inquirenti si concentra sull'ultima serata di Ashley Olsen nel locale di via de' Bardi, già chiuso dalla polizia per spaccio e per un episodio di molestie. Trovato un reggiseno davanti alla casa dell'americana
FIRENZE. Gli investigatori hanno trovato riscontri all'alibi di Federico Fiorentini, il fidanzato di Ashley Olsen, l'americana strangolata a Firenze. L'uomo, 42 anni, pittore, fiorentino, al momento non è quindi un sospettato. Il suo racconto è ritenuto lineare ed è stato riscontrato. In base a quanto appreso, alcune testimonianze e altri riscontri hanno confermato l'alibi di Fiorentini, che ha detto di trovarsi altrove, nel lasso di tempo in cui si ipotizza sia avvenuto l'omicidio.
L'autopsia sul corpo della donna è in programma per questo pomeriggio, lunedì 11 gennaio. In vista dell'esame non ci sono state iscrizioni nel registro degli indagati, e questo significa che non ci sono elementi tali da far sospettare qualcuno dell'omicidio. Dagli accertamenti emerge che la trentacinquenne è morta dalle 36 alle 48 ore prima del ritrovamento del cadavere, alle 14 di sabato.
[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:foto-e-video:1.12759057:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/foto-e-video/2016/01/11/fotogalleria/trovato-un-reggiseno-davanti-alla-casa-di-ashley-olsen-1.12759057]]
Sarà esaminato anche il reggiseno nero trovato dalla polizia scientifica appoggiato sul sellino di una bicicletta proprio davanti all'abitazione della 35enne americana. Si attende anche l'esito dell'esame delle telecamere della zona che potrebbero aver inquadrato l'assassino.
[[atex:gelocal:il-tirreno:regione:toscana:1.12747786:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/toscana/2016/01/09/news/giovane-donna-trovata-morta-in-casa-1.12747786]]
L'ultima notte al "Montecarla" di via de' Bardi. Si starebbero concentrando sugli incontri fatti dalla donna nella notte tra giovedì e venerdì scorsi all'interno del locale Montecarla di via de' Bardi, l'ultimo posto in cui è stata vista viva, le indagini sull'omicidio della 35enne statunitense trovata morta per strangolamento nella sua abitazione di via Santa Monica, a Firenze. Uno degli scenari vagliati in queste ore dagli investigatori, che nei giorni scorsi hanno sentito a lungo il fidanzato e gli amici della giovane, è che la 35enne possa essere stata uccisa da qualcuno incontrato, magari occasionalmente, proprio all'interno del locale. La donna era andata nel locale con alcune amiche che però sarebbero andate via prima di lei. Tutte le ipotesi restano tuttavia aperte, in attesa dei primi risultati dell'autopsia.
Il "Montecarla" di via de' Bardi, nel centro di Firenze, è un locale notturno che la polizia conosce bene. Più volte negli ultimi anni la questura è intervenuta con provvedimenti di chiusura temporanea del locale, in passato anche club privato. La più recente risale al 28 gennaio 2015: la sanzione del questore fu di 15 giorni di attività sospesa, dopo che uno spacciatore albanese fu trovato a vendere cocaina ai clienti. Tracce del consumo di 'coca' furono ravvisate sui divanetti: c'erano bustine di plastica con polvere residua e banconote arrotolate per inalarla.
[[atex:gelocal:il-tirreno:regione:toscana:1.12759060:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.12759060:1652182846/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Dagli archivi della polizia emergono altri provvedimenti simili. Tra questi, nel 2008, due arresti per spaccio causarono una chiusura di 15 giorni. Nel 2009, licenza sospesa sempre per spaccio: fu preso un albanese con un etto di cocaina e la questura giudicò il locale pericoloso per le frequentazioni di pregiudicati e personaggi socialmente pericolosi. Altra sospensione, di una settimana, nel maggio 2013 per una rissa e per la denuncia di molestie nei bagni fatta da parte di una ragazza. Nel novembre 2013 scattò un sequestro preventivo per mancato rispetto delle norme di sicurezza, poi il locale è stato riaperto.
Il "Montecarla" è locale noto: fiorentini "bene" e stranieri in città lo raggiungono anche dopo le 24 visto che rimane aperto la notte. Ambientazione buia e molte auto fuori sui marciapiedi lo distinguono dall'esterno. Gli stranieri che lo frequentano non sono solo le studentesse americane, ma anche immigrati, in particolare albanesi e, segnalano gli investigatori, anche persone che cercano l'approccio facile, magari aiutandosi con alcol e cocaina.
Conosceva l'omicida? E' stata lei a far entrare in casa l'omicida. E' questo un altro elemento che emerge dalle indagini sulla morte di Ashley Olsen. Sulla porta non ci sono segni di scasso: fin da subito è stata esclusa la rapina. Gli investigatori attendono l'esito dell'autopsia per valutare se ci sia stato un approccio di tipo sessuale.
In base a quanto emerge, il cellulare della donna risulta staccato dal mattino di venerdi, il giorno precedente al ritrovamento del cadavere. Secondo quanto ricostruito, Federico Fiorentini, fidanzato della donna, ha trovato il cadavere, nudo, e lo ha portato giù dal soppalco per provare una rianimazione.
[[atex:gelocal:il-tirreno:regione:toscana:1.12759064:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.12759064:1652182846/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
"Ho uno stalker". Ma sembra uno scherzo. "I have a stalker, ho uno stalker", scriveva Ashley Olsen in un post su Instagram a corredo di una foto di lei mentre passeggia col cane beagle Scout. Ma sembra una frase scritta per scherzo con chi le ha scattato, dall'alto, l'immagine, sorprendendola di spalle mentre cammina in strada nel rione di San Frediano a Firenze. Così viene valutata questa foto, al momento, in ambienti investigativi: per ora non risultano né denunce né segnalazioni di stalking fatte dalla 35enne americana. Il post di Instagram è datato 12 settembre. Ashley commenta la foto anche con altri hashtag in un inglese gergale. Tra questi, uno dedicato al suo beagle Scout.
Manca il cellulare. Il cellulare di Ashley Olsen, non è stato trovato durante le prime perquisizioni della sua abitazione. In base a quanto si apprende il telefono risulta staccato da venerdì mattina.
"Una scena sconvolgente". La testimonianza della padrona di casa. "Ashley era nuda, stesa a terra
accanto al divano letto. Era morta, non c'era il minimo dubbio che lo fosse. Ma Federico era come se avesse perso la testa". Comincia così la testimonianza resa al settimanale Oggi in edicola da mercoledì 13 da Claudia Colivicchi, la proprietaria dell'appartamento in cui viveva Ashley Olsen. La Colivicchi è stata la prima a entrare nell'appartamento, insieme con il proprio fidanzato e quello di Ashley, Federico Fiorentini. "Ho aperto la porta e mi sono fermata sul pianerottolo. E' entrato solo Federico", ha detto la donna a Oggi che ha diffuso una sintesi del servizio. "Abbiamo sentito un urlo e siamo entrati anche noi. Federico era disperato. S'è buttato su di lei per rianimarla. Non riusciva nemmeno a vedere l'evidenza o quantomeno non riusciva ad accettarla. Il corpo era freddo, ma lui non capiva che non c'era più niente da fare. Ha provato in tutti i modi, prima con la respirazione bocca a bocca poi col massaggio cardiaco. Il mio fidanzato ha cercato di aiutarlo e lui intanto gridava, ripeteva 'la mia piccina, il mio amore'. In casa c'era anche il cane di Ashley che guaiva. Credetemi,è stata una scena sconvolgente".
"Federico e Ashley - ha detto ancora la proprietaria del monolocale - non si sono mai lasciati. Avevano avuto una lite qualche giorno fa. Lei lo aveva chiamato perché forse aveva capito d'aver esagerato, di averlo offeso e si era anche scusata. Lei nel tempo libero usciva, aveva tanti amici e ogni tanto li invitava in casa per un caffè o un bicchiere di vino, ma non era una che desse facilmente confidenza agli estranei. Difficile capire cosa possa essere successo. Purtroppo io non c'ero. Abitavo sullo stesso pianerottolo di Ashley ma in quei giorni stavo da mia madre. Ci sono gli altri vicini, ma anche loro non hanno visto niente. Dicono solo d'aver sentito il cane che abbaiava".
[[atex:gelocal:il-tirreno:regione:toscana:1.12759637:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.12759637:1652182846/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Il fidanzato-artista. Auto e grattacieli, figure di donne e ambienti quotidiani, scorci di metropoli. E' una specie di stile "pop ludico", met pop art, met sogni di bambino. In parte anche frutto di viaggi nelle grandi città estere. Fino ad alcuni anni fa nelle gallerie mettevano Federico Fiorentini, 43 anni, fidanzato di Ashley Olsen, tra gli artisti emergenti. Merita comprare i suoi quadri, dicevano, cresceranno di valore. Previsione fondata: da qualche anno Fiorentini è un pittore affermato. Estroso quanto serve a un artista, nell'ultima mostra fiorentina, in una galleria di via Maggio, sempre nel quartiere di Santo Spirito, le sue opere furono vendute bene, per valori interessanti.
"Uno con cui si lavora bene", ricordano, "non ancora famoso ma potrà diventarlo". Tra i suoi cavalli di battaglia mantiene un'icona italiana anni '70: le Fiat 500, realizzate in tutti i modi, i colori e le targhe. Viene definito, per questo, anche "l'artista delle 500". Le sue opere nascono a Firenze in uno studio a poca distanza dalla casa di Ashley. E' qui che concretizza le sue ispirazioni. Ora però la fama di Fiorentini fuori dalle gallerie d'arte e dalle mostre. E' legata alla morte per omicidio della sua fidanzata, circondata di arte, a partire dal padre, architetto e docente di design.
Federico Fiorentini, provato dalla vicenda, non è indagato e nemmeno sospettato dell'omicidio: il suo alibi è solido ed il suo racconto e le spiegazioni hanno convinto gli investigatori. "Un pittore a cui il lavoro non manca, e che può decidere quando lavorare, uno che per periodi stacca per ricaricare le batterie, trovare la vena ispiratrice, e che poi riparte", viene descritto da chi ci ha parlato dopo il ritrovamento del cadavere di Ashley. Uno che viaggia molto, fuori da Firenze e dal quartiere da cui insieme ad Ashley si è fatto avvolgere e dove lo conoscono.
[[atex:gelocal:il-tirreno:regione:toscana:1.12759680:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.12759680:1652182846/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
I fiori del padre e cuori rossi sulla porta di casa. Cuori rossi disegnati sullo stipite della casa dove è stata uccisa Ashley Olsen e frasi in inglese tra cui "lui è colpevole, pagherà", "He is guilty, he will pay", sono stati tracciato con pastello o rossetto e sono leggibili da stamani, lunedì 11 gennaio, in via Santa Monaca. Ci sono anche altre frasi come "We never forget you", "non ti dimenticheremo mai", firmata da Massimo, Mario e Gordon.
Un altra scritta "I love you Ashley" è corredata da una data del 2015.
Anche il padre di Ashley, l'architetto e docente Walter Olsen, si è recato nel pomeriggio davanti alla casa dove stata trovata uccisa la figlia. Il professor Olsen, accompagnato da alcuni agenti di polizia e da personale del consolato Usa, non è entrato nellla casa, che è sotto sequestro, ma è rimasto alcuni minuti in raccoglimento, in strada, davanti alla porta dell'edificio e si è anche inginocchiato. Sul gradino sono aumentati i fiori e anche il padre ha appoggiato un mazzo floreale. E' rimasto in silenzio. Poi dopo circa 5 minuti si è allontanato in direzione di piazza Santo Spirito.
LEGGI ANCHE:
Strangolata n casa: analisi sulle telecamere. Potrebbero aver inquadrato l'omicida
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
