Il Tirreno

Toscana

2015: un anno in dodici notizie

2015: un anno in dodici notizie

Dalla morte di Pino Daniele alla visita del Papa in Toscana. Dall'allarme meningite, alla tempesta di vento di marzo, alla rabbia dei risparmiatori contro Banca Etruria: una notizia al mese per l'anno appena trascorso
a cura di Danilo Fastelli

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L'anno si apre con la morte di Pino Daniele e si chiude con la protesta contro Banca Etruria. Ripercorriamolo daccapo.

GENNAIO: LA MORTE DI PINO DANIELE

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Il cantautore Pino Daniele, da tempo malato di cuore, la sera del 4 gennaio viene sorpreso da un malore nella sua villa a Magliano in Toscana. L'artista chiede di essere trasportato a Roma per essere controllato dal cardiologo di fiducia. L'ambulanza che già stata chiamata e che lo potrebbe portare nel più vicino ospedale di Orbetello viene mandata indietro perchè l'artista napoletano pretende di affidarsi esclusivamente alle cure del suo medico, Achille Gaspardone del Sant'Eugenio di Roma. Proprio al Sant'Eugenio a poche ore di distanza da quel malore, la mattina del 5 gennaio 2015, Pino Daniele si sarebbe dovuto ricoverare, secondo quanto aveva già programmato nei mesi scorsi. Una beffa del destino, alla quale si sarebbe aggiunto anche un ulteriore contrattempo, che però la famiglia ha successivamente smentito, ma che nelle ore immediatamente successive alla morte più di una persona vicina alla famiglia conferma alla stampa: l'auto sulla quale Pino Daniele, la compagna Amanda e un collaboratore sta correndo verso Roma, è costretta a fermarsi per la foratura di una gomma. Al termine delle indagini la Procura chiede l'archiviazione per il reato di omicidio colposo. Non ci sono responsabilità di terzi, secondo i magistrati.

FEBBRAIO: COMINCIA L'INCUBO MENINGITE IN TOSCANA

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Giovanni Locci aveva 13 anni ed è morto sabato 7 febbraio per una meningite di tipo "C", la stessa per cui era vaccinato, all'ospedale San Giuseppe di Empoli. È la prima vittima toscana di cui viene accertata e pubblicamente comunicata la morte per meningite nel 2015, una scomparsa che suscita un grande scalpore e convince la Regione a varare un piano di emergenza per la vaccinazione. Un anno contraddistinto da una serie di allarmi e conseguenti profilassi che faranno registrare nella nostra regione ben 38 casi dall'inizio dell'anno: 31 da meningococco C, 5 da meningococco B, 1 del ceppo W, 1 non noto. Di queste infezioni, 7 ebbero esito mortale, 6 per meningococco C e 1 per il B.

Nei primi 8 mesi del 2015, il numero dei casi segnalati dalla Toscana rappresenta il 30% di tutti quelli registrati dall'Istituto Superiore di Sanità. Al 30 novembre 2015 (i dati del monitoraggio sono mensili) risultano vaccinate in Toscana oltre 200.000 persone: 113.424 nella fascia di età 11-20 anni, 93.937 nella fascia di età 20-45. Sul sito della regione tutti i dettagli sulla campagna di vaccinazione. Qui sotto, invece, la timeline delle morti toscane per meningite nel 2015. La prima vittima "effettiva", di cui successivamente viene accertata la meningite, è un'anziana ricoverata all'ospedale di Ponte a Niccheri.

MARZO: LA TOSCANA FLAGELLATA DAL VENTO

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Il 5 marzo una tempesta di vento si abbatte sulla Toscana, con raffiche fino a 160 chilometri all'ora. Da Grosseto a Carrara, passando per Pistoia e Prato, la nostra regione viene travolta dall'eccezionale ondata di maltempo. Che è costata anche una vita, quella di Sauro Tortelli, 41 anni di Piazza al Serchio, la cui auto viene investita da un masso a Lucca sulla via Ludovica. Ingentissimi i danni, che la Regione stimerà in 400 milioni di euro. Uno dei simboli di quella giornata è il campanile staccato dalla chiesa di Santa Croce in via IV Novembre a Camaiore. L'altro simbolo è la strage di alberi in Versilia documentata dall'elicottero dal fotografo Massimo Sestini. Qui dieci storie di quel tremendo 5 marzo.

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APRILE: L'OMICIDIO DEL CAPOREPARTO NATO DA UNO SCHERZO

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Un rancore sepolto. Una furia omicida che si scatena a Lucca in piazza Salvo D'Acquisto alle 7 del mattino di martedì 7 aprile con 13 colpi di pistola sparati da Massimo Donatini, 43 anni, operaio della Lucart di Porcari, al proprio caporeparto, Francesco Sodini, 52 anni. Sodini è appena uscito di casa per andare al lavoro, il suo killer lo attende nascosto dietro una siepe, lo affronta e fa fuoco 13 volte. Le urla richiamano alla finestra la moglie di Sodini che si affaccia al balcone e vede l'ultima parte dell'esecuzione. Alla base del gesto ci sarebbe uno scherzo durante una cena del reparto con tutti i colleghi di lavoro. Secondo le testimonianze raccolte in fabbrica, qualcuno tra gli operai in quell'occasione si era inventato la storia secondo cui Donatini era stato ripreso dalle telecamere in compartamenti non autorizzati, come usare il cellulare durante l'orario di lavoro. E che la scoperta gli avrebbe causato il licenziamento. Donatini probabilmente aveva preso sul serio quelle parole e  temeva di perdere il posto e identificava in Sodini la minaccia del licenziamento.

MAGGIO: LA RIVOLTA DEI MIGRANTI DI CAMPIGLIA

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L'8 maggio scoppia il caos a Campiglia marittima davanti a un hotel destinato a ospitare rifugiati. Quindici migranti tutti sui ventanni provenienti da Gambia, Ghana, Zimbabwe e Kenya vengono trasferiti da una struttura di avanguardia a Trapani all'albergo Cinque Lecci di Campiglia marittima. Ma non accettano la nuova destinazione e si rifiutano di scendere dal pulmimo. Mancano il wifi e la tv in camera. E nella struttura ci sono già famiglie con donne e bambini, tanto che anche la religione, per i musulmani, crea ostacoli difficili da superare. Ne nasce un lungo braccio di ferro tra gli immigrati in protesta, le forze dell'ordine e gli operatori sociali. Grazie anche all'intervento del capo del commissariato, Walter Delfino, si riesce a trovare una sistemazione alternativa, all'hotel Rosa dei Venti. Qui siamo tornati due settimane dopo per raccogliere le loro testimonianze: si annoiavano e chiedevano di poter rendersi utili lavorando per la comunità. La notizia del rifiuto dei migranti scatena sulla nostra pagina Facebook un'accesa discussione tra i lettori.

GIUGNO: MADRE E FIGLI SEPOLTI IN CASA PER TRENT'ANNI

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Una storia al limite dell'incredibile a Grosseto. Una madre e due figli, un maschio e una femmina, ormai cinquantenni, restano rinchiusi in casa per trent'anni. La madre, rimasta vedova, si era convinta che fuori fosse pieno di insidie. Ogni centimetro quadrato della casa era stato foderato di carta Scottex ingiallita, sacchi, bambole di ogni foggia accatastate, quintali di vecchi giornali buttati nei sacchetti, buste con l’immondizia, scarafaggi ovunque. E in un sacco contenente 57.000 euro. Cosa ha finalmente spalancato quella porta dopo oltre trent’anni? Un banalissimo tubo rotto. Una perdita d’acqua che infradiciava il muro dell’ingresso del palazzo. I condomini hanno dovuto chiudere l’acqua all’appartamento, così è arrivato l'idraulico che qui racconta cosa ha visto.

LUGLIO: SCONTRO IN AUTOSTRADA, MUOIONO DUE GEMELLINI

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Due gemellini, Andrea e Luca, di sette mesi, muoiono il 13 luglio in un tremendo incidente stradale sull'A12 tra i caselli di Pisa e Viareggio. La madre, originaria di Cecina, Elisa Chiricò, resta gravemente ferita mentre il padre, Cristian Brambilla, ne esce praticamente illeso. La famiglia viaggiava in direzione nord su una vettura che è stata schiacciata da un'autocisterna. Il mezzo pesante trasportava soda caustica. I genitori erano partiti per le vacanze in Toscana, a Rosignano, dai parenti della donna e stavano tornando a Milano. Tra i commenti all'articolo del Tirreno il giorno dopo la tragedia il padre scrive e lascia la sua versione dei fatti, che scagiona di fatto l'autista del camion, indagato: "Stavo superando l’autocisterna quando la gomma del Tir è scoppiata e il mezzo ci è venuto addosso. È successo tutto all’improvviso e né io, né l’autista abbiamo potuto evitare lo scontro".

AGOSTO: SPARATORIA IN PASSEGGIATA A LIDO DI CAMAIORE

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Una sparatoria nel bel mezzo della Passeggiata affollata di turisti a Lido di Camaiore il 1° agosto. Vengono esplosi sette, otto colpi sulla spiaggia libera di fronte a piazza Umberto, dove si svolge la parte conclusiva dell’inseguimento di tre banditi che avevano cercato rapinare una villa a Marina di Pietrasanta. Uno, Angelo Rivera, viene arrestato ma altri due riescono a fuggire. In quel momento la passeggiata è affollata di bagnanti e turisti terrorizzati dai colpi e costretti a rifugiarsi all'interno dei locali. Un bagnino immortala con il telefonino la scena e in un fotogramma si vede un giovane che sta fuggendo a piedi. Il ragazzo sarebbe proprio uno dei banditi ricercati, secondo gli inquirenti che hanno acquisito il video e hanno cercato proprio questo ragazzo per mari e per monti. Senza esito, almeno che si sappia.

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SETTEMBRE: ETTORE IL CANE CHE SI SCUSA SPOPOLA SUL WEB

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Non si rovinano le cose. Non si scava sul divano. Non si graffiano i cuscini. Ettore lo sa che non si deve fare, ma ogni tanto - come i bimbi quando cercano un po' d'attenzione  -  si lascia prendere dalla foga del divertimento.  Così Anthony lo richiama all'ordine e la sua fidanzata gira questo video in cui il cane tenta in ogni modo di farsi perdonare: il filmato è tra i più visti dell'anno sul nostro sito. Ecco la sua storia.

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OTTOBRE: STUDENTE IN GITA PRECIPITA DALLA FINESTRA DELL'HOTEL E MUORE

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Elia Barbetti, 17 anni di San Vincenzo, è in gita a Milano con la scuola quando viene trovato senza vita giovedì 15 ottobre, in via Stamira D'Ancona a Milano, zona Lambrate: è precipitato da una finestra del sesto piano dell'Hotel Camplus Living Turro ed è morto sul colpo. Nella stanza sono stati trovati alcol e stupefacenti, ma niente che potesse spiegare la tragedia. Le indagini sono ancora aperte. Il dramma ha sconvolto la comunità di San Vincenzo e di Cecina dove lui studiava. La madre Sara Rabà chiede la verità sulla morte del figlio e fonda un'associazione Onlus in suo nome. I commenti "colpevolisti" subito dopo la morte del ragazzo suscitano questa riflessione del nostro collega Alessandro De Gregorio.

NOVEMBRE: IL PAPA IN TOSCANA, COME UNA STAR

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La giornata di Bergoglio in Toscana, il 9 novembre, comincia a Prato dove il Santo Padre dal pulpito di piazza Duomo ricorda le vittime della strage al Macrolotto: "Una tragedia dello sfruttamento e delle condizioni inumane di vita". Poi nella cattedrale di Firenze cita don Camillo, pranza con i poveri e celebra una messa allo Stadio Franchi di fronte a 50mila fedeli. Guarda anche: Bergoglio mania, quelli che si fanno il selfie con il Papa sullo sfondo.

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DICEMBRE: LA RABBIA DEI RISPARMIATORI DI BANCA ETRURIA

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Dicembre è il mese delle banche fallite e salvate dal governo, che le ha fatte "risorgere" per decreto attraverso i soldi di azionisti e titolari di obbligazioni subordinate di CariFerrara, CariChieti, Bancha Marche e Banca Etruria. In Italia, solo per Banca Etruria, che ha sede ad Arezzo, si parla di 10mila azionisti e 6mila obbligazionisti che hanno perso i loro risparmi. Non si tratta solo di investitori che si sono assunti consapevolmente un rischio, anzi. Si indaga infatti per la truffa messa in atto dalla banca che avrebbe venduto titoli spazzatura ai piccoli risparmiatori che si fidavano dell'istituto di credito anche quando la banca stessa non avrebbe già più avuto il capitale per garantirli. Da Roma ad Arezzo le proteste contro Banca Etruria e contro il governo si sono susseguite sempre con più rabbia. A Civitavecchia un pensionato che aveva perso tutti i risparmi si è tolto la vita. La magistratura ha aperto quattro inchieste per fare luce sulle modalità in cui i bond tossici sono stati venduti.

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ALTRI BILANCI: LE DIECI NOTIZIE DELL'ANNO IN ITALIA

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LE DIECI NOTIZIE SPORTIVE DELL'ANNO

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