Il Tirreno

Toscana

Banca Etruria, il Csm convoca il procuratore di Arezzo

Il Consiglio superiore fa chiarezza sulla vicenda del magistrato titolare delle indagini che ha anche una consulenza con il governo

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AREZZO. Il procuratore di Arezzo, Roberto Rossi, sarà ascoltato entro la fine dell'anno dal Csm sulla vicenda dell'incarico di consulenza svolto per il governo dal magistrato, che è titolare di quattro fascicoli d'inchiesta su Banca Etruria. La data dell'audizione sarà fissata domani dalla Prima commissione, che ha aperto un fascicolo sul caso, su richiesta del consigliere laico di Forza Italia, Pierantonio Zanettin. Si dovrà verificare eventuali profili di incompatibilità, tra l'incarico per il governo e il suo ruolo di coordinatore delle inchieste sulla banca aretina.

La Commissione, presieduta dal laico Renato Balduzzi, sta raccogliendo tutta la documentazione presente al Csm sull'incarico al magistrato di Arezzo. Secondo quanto appreso in ambienti del Csm, l'unica certezza che il rapporto di collaborazione con il governo è cominciato nel 2013, dunque con l'esecutivo presieduto da Enrico Letta. Si tratterebbe anche di chiarire se è un unico incarico prorogato negli anni oppure siano diversi rapporti di consulenza, e non sarebbe stato ancora accertato se si sia sempre trattato di una collaborazione a titolo gratuito.

Ma nei giorni scorsi il procuratore era intervenuto affermando che, l'incarico di consulente del Dipartimento Affari Giuridici e Legislativi di Palazzo Chigi, "è stato espressamente autorizzato dal Csm", "non ha alcuna connotazione politica" ed è stato autorizzato dal Csm sia il primo incarico nel 2013, sia la sua proroga fino al dicembre 2015. L'incarico, aveva precisato Rossi, "consiste nel fornire pareri giuridici su testi normativi in materia di diritto e procedura penale (mai occupato di normative in materia bancaria o finanziaria in genere), non ha alcuna connotazione politica (altrimenti mai sarebbe stato autorizzato dal Csm) ed in relazione ad esso non ho mai percepito alcun compenso né ho mai richiesto alcun rimborso di spese, anche perché, svolgendosi tale incarico mediante scambio di testi normativi e di pareri tramite mail (senza quindi necessità di recarsi fisicamente a Roma), non avevo spese di cui chiedere il ristoro".

Intanto, sul fronte investigativo, in attesa della consegna del verbale delle ispezioni di Bankitalia, il procuratore di Arezzo ha incontrato questa mattina gli uomini della Guardia di Finanza per fare il punto sui quattro filoni di inchiesta che riguardano la Banca Etruria, in particolare sul terzo, quello relativo al conflitto di interesse che vede indagati l'ex presidente di Banca Etruria Lorenzo Rosi e l'ex consigliere d'amministrazione Luciano Nataloni. Il magistrato ha anche incontrato Federconsumatori, una delle associazioni che stanno predisponendo le querele per conto degli ex obbligazionisti. La documentazione proveniente da Bankitalia sarà un tassello fondamentale nell'inchiesta aretina sulle vicissitudini dell'Etruria e dei suoi ex obbligazionisti.

Secondo Emanuele Gatti, capo del team di Bankitalia che ha guidato l'ispezione dal dicembre 2012 al settembre 2013 e che stato sentito in procura come persona informata sui fatti, riferisce oggi la Repubblica, Banca Etruria è stata governata da consiglieri di amministrazione "quasi tutti privi di competenze specifiche" in materia bancaria. Un Cda, riporta il quotidiano, che aveva "abdicato al proprio ruolo" e che accettava "in modo acritico" le decisioni del direttore Luca Bronchi, sotto inchiesta per ostacolo alla vigilanza. Secondo il capo degli ispettori, nei mesi precedenti il commissariamento della banca, si era creato una sorta di direttorio parallelo e "poco trasparente": la Commissione consiliare informale. Vi sedevano, riferisce Repubblica, il presidente Luca Rosi e i due vice, Alfredo Berni e Pierluigi Boschi. Per quanto riguarda, per esempio, la mancata fusione con la Popolare di Vicenza che avrebbe potuto salvare Etruria, secondo gli ispettori, la scelta "di non sottoporre al voto dell'assemblea l'unica offerta rilevante non è stata sostanzialmente dibattuta nel cda, che si è limitato a prendere atto della comunicazione del presidente".

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