Sicurezza
Riforma sanitaria, vince la stanchezza: stop in consiglio regionale
Interrotta la maratona delle votazioni sui 16.800 emendamenti presentati dalle opposizioni, si riparte giovedì 17
FIRENZE. Alla fine era ora di tirare il fiato. Troppa stanchezza. Lo spettro dell'ostruzionismo si aggirava per l'aula. Forse la situazione dentro il parlamentino toscano era diventata ingestibile, forse il nervosismo trattenuto in un'atmosfera sempre più sfilacciata di correttezza istituzionale non avrebbe retto durante la seconda seduta notturna. Così i lavori del consiglio regionale sono stati rimandati. Il percorso di approvazione della riforma della riforma sanitaria si è fermato al "pit stop".
La maratona delle votazioni ricomincia alle ore 15,30 di domani, giovedì 17 dicembre. Dopo una seduta fiume che si è trascinata in maniera ininterrotta per due giorni filati i duellanti - la maggioranza del Pd e il fronte trasversale delle opposizioni - hanno cercato di trovare un accordo sullo snellimento dei lavori, ma non ci sono riusciti. Tra le fila del Pd sembrava emergere l'ipotesi di un "canguro" per eliminare almeno una parte delle migliaia di emendamenti, oltre 16.800, depositati dalle opposizioni. A loro volta le opposizioni erano pronte a rispondere con un "contro-canguro" che avrebbe annullato il provvedimento precedente.
[[atex:gelocal:il-tirreno:regione:toscana:1.12629407:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/toscana/2015/12/16/news/sanita-maratona-a-oltranza-in-consiglio-regionale-1.12629407]]
Il muro contro muro. Il "canguro" si era palesato durante il pomeriggio quando il presidente della commissione sanità Scaramelli in una dichiarazione ai giornalisti ha detto: “Noi saremmo pronti per far decadere tutti gli emendamenti, abbiamo la possibilità di farlo, non lo stiamo utilizzando perché crediamo nel confronto. Però, bisogna che ad un certo punto il confronto diventi costruttivo. Dall'opposizione non possono intervenire tutte le volte e ridire sempre le stesse cose che non c'entrano niente con gli articoli che vanno in votazione”.
La risposta delle opposizioni è stata altrettanto netta: “Da parte nostra nessun ostruzionismo. Proponiamo uno-due emendamenti per articolo ed entriamo nel merito. L'ostruzionismo vero e proprio deve ancora arrivare”. Insomma. La matassa sul percorso di approvazione della legge 33 è ben lontano dall'essere sbrogliata. Lo scontro gira intorno al macigno delle 55mila firme. Tanti quanti sono i cittadini toscani che chiedono la celebrazione del referendum entro il 2016.
Ora maggioranza e opposizione hanno temporaneamente deposto le armi e chissà che la notte da passare sotto le coperte non porti consiglio oltreché ristoro. Al momento del 'pit stop' la discussione era arrivata all'articolo 27, dei 151 di cui si compone il provvedimento. Ma non ci sono intese. Domattina potranno così riunirsi le commissioni che devono licenziare il bilancio e la finanziaria 2016 della Toscana da portare in aula, per l'approvazione finale, la prossima settimana. Il rischio dietro l'angolo è quello di andare dal 1° gennaio in amministrazione controllata. Una cosa che la Regione Toscana non si può permettere.
LEGGI ANCHE:
Riforma sanitaria, maratona in aula. Tensione tra manifestanti e forze dell'ordine
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
