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Gli investitori traditi a Padoan: "Aumentate il fondo"

L'incontro dietro al palco della Leopolda tra il ministro e i rispamiatori traditi. Foto Filippo Sensi, @nonfup
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L'incontro dietro al palco della Leopolda tra il ministro e i rispamiatori traditi. Foto Filippo Sensi, @nonfup

Incontro nel retropalco della Leopolda tra il ministro e una delegazione delle "vittime del Salva-banche". La richiesta: "Non bastano 100 milioni, ne servono 400"

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FIRENZE. Un incontro con il ministro Padoan per aprire un dialogo, la richiesta al governo di fare di più, di aumentare la dotazione del fondo di tutela degli investitori traditi dalle banche. La questione del decreto “Salva-banche” è stata al centro anche della giornata della Leopolda con il rendez vous tra una delegazione di risparmiatoridella Banca Etruria  e il ministro.

IL GOVERNO E LE BANCHE. Renzi: nessun favoritismo. Guarda i video

La manifestazione. Mentre la convention renziana apriva i battenti, un gruppo di ex obbligazionisti impegnati nella manifestazione a Firenze ha cercato di raggiungere la Leopolda con l'obiettivo di portare la protesta davanti alla ex stazione e di avere un contatto diretto con il governo. I manifestanti sono stati tuttavia bloccati dalle forze dell'ordine a metà di via Il Prato, non distante dal viale su cui si affaccia la struttura in cui si tiene la kermesse. Da lì poi una delegazione composta da tre risparmiatori di Banca Etruria e dalla portavoce del gruppo "vittime del Salva-banche", Letizia Giorgianni, si è staccata dalla manifestazione e si è diretta verso la Leopolda chiedendo di parlare alla kermesse o di avere un incontro con il premier Renzi.

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L'incontro alla Leopolda. L’incontro è stato fissato. Non con Renzi, ma con il ministro del’Economia Pier Carlo Padoan, che aveva da poco finito il suo intervento, dedicato anche alla questione delle banche. Padoan ha incontrato la delegazione di cinque risparmiatori nel retropalco della Leopolda.

Il bilancio dell'incontro è stato "parzialmente positivo, c'è stata la volontà di  sentire quali sono le nostre esigenze". Lo ha detto Letizia Giorgianni, portavoce del gruppo “vittime del Salva-banche”. "Non può essere definito del tutto positivo - ha aggiunto - perché  questo fondo di 100 milioni non può soddisfare le esigenze di tutti i risparmiatori implicati nella vicenda". Lo stesso concetto è stato ribadito anche da Andrea Ricci di Bibbiena, un altro componente la delegazione,  che ha ricordato il caso di suo zio novantenne con 100mila euro di obbligazioni subordinate a Banca Etruria. “Noi pensiamo che il fondo  dovrebbe essere portato a 400 milioni", ha detto Ricci.

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"Siamo convinti che si possa fare di più e che ce la metteranno tutta per venirci incontro", ha aggiunto Giorgianni.    "Abbiamo chiesto - ha aggiunto Andrea Vivi, che ha fatto parte della delegazione - di poter tutelare tutti i risparmiatori, aumentando il fondo che può servire per questo: si parla di 400 milioni. Si potrebbe fare da una parte aumentando il fondo interbancario che ha 4 miliardi o massimizzando la vendita della bad bank per 2 miliardi e 750. Il ministro - ha proseguito - ci ha detto che quello che potevano fare l'hanno già fatto con il fondo di 100 milioni basandosi sull'indigenza ma anche sulla truffa dei risparmiatori. Il fondo - ha sottolineato Vivi -  verrà deliberato per 100 milioni e potrà essere aumentato con due cose: un maggior ricavo della vendita della bad bank, quindi abbiamo suggerito di fare della persuasione per aumentare il fondo volontario di 3,6 miliardi e portarlo un po' più in alto per ottenere un rimborso e non un'elemosina".

Il ministro. "Quello che stiamo facendo – ha detto il ministro Padoan – è definire i criteri per l'ammissibilità, criteri che, come è stato scritto nell'emendamento, sono di indirizzo verso individui e imprese individuali, a patto che vengano individuate situazioni che hanno danneggiato i risparmiatori, i quali in questo caso devono essere risarciti- "Tutti questi criteri – ha aggiunto Padoan - saranno stabiliti con precisione: dobbiamo raccogliere informazioni, definire il collegio arbitrale. Ci sarà quindi eventualmente un principio arbitrale e, come ho già detto, questa misura  indirizzata ai risparmiatori individuali, persone fisiche, e imprese individuali. Altri investitori istituzionali evidentemente non sarebbero compresi”.

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Il premier. Alla questione delle banche fallite anche il premier Renzi ha dedicato diversi passaggi del suo intervento. “Lo firmerei anche  domattina – ha detto Renzi - quel decreto" per il salvataggio di quattro banche. Senza di quello non avremmo salvato i risparmiatori". E ha annunciato di essere favorevole alla commissione di inchiesta. “Sulle banche, lo dico a nome del governo e del Pd: non abbiamo nessuno scheletro nell'armadio. E siamo favorevoli alla commissione d’inchiesta. Ma chi  pensa di strumentalizzare la vita delle persone deve fare pace con se stesso. E chi pensa di strumentalizzare la morte delle persone personalmente mi fa schifo. Le polemiche politiche si fanno a viso aperto. Chi parla di favoritismo sta insultando persone perbene. Nessun favoritismo da parte del governo".

Il premier si è concesso poi una polemica mirata.  "Quello che è accaduto negli ultimi 10 anni nelle banche è sotto gli occhi di tutti, e c'è stata anche qualche 'banca di partito', anche se qualcuno fa finta di dimenticarsene, e quella banca è rimasta al verde".  Un riferimento chiaro alla banca della Lega, la Credieuronord, finita malamente con la condanna di alcuni amministratori e molti risparmiatori da risarcire

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