Sicurezza
Manca il Gps, padre Gratien resta in carcere
Il religioso accusato dell'omicidio di Guerrina Piscaglia ha ottenuto i domiciliari ma nella struttura che dovrebbe ospitarlo ci sono problemi di connessione
AREZZO. È ancora in carcere Padre Gratien Alabi, il frate congolese accusato di omicidio volontario dopo la scomparsa di Guerrina Piscaglia da Ca Raffaello (Arezzo). Il riesame gli ha concesso i domiciliari ma il religioso dovrà indossare il braccialetto elettronico: per farlo funzionare, però, serve il segnale Gps e nella struttura che ospiterà il frate ci sarebbero difficoltà con la connessione. La struttura che dovrà ospitarlo è il convento dei premostratensi di Roma. "La questura di Roma sta lavorando ancora sull'esecuzione del provvedimento", ha detto l'avvocato di padre Gratien. La prossima udienza del processo in assise in corso ad Arezzo è fissata per il 18 dicembre.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google