Il Tirreno

Toscana

I lavoratori Coop si preparano allo sciopero

Samuele Bartolini
L'assemblea dei lavoratori Coop
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L'assemblea dei lavoratori Coop

Assemblea per ribadire le richieste. "Siamo una realtà diversa, non possiamo essere equiparati ai nostri concorrenti"

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FIRENZE. “Il nuovo contratto che chiedono di firmare le associazioni datoriali di Coop è un chiaro attacco ai salari e ai diritti dei lavoratori. Il mondo delle cooperative deve mantenere il suo tratto di distintività. Noi non ci stiamo ad andare dove vanno gli altri secondo le logiche della concorrenza”.

Mentre si prepara lo sciopero nazionale “Fuori Tutti!” di Milano del 19 dicembre, Massimiliano Bianchi della Filcams Cgil di Firenze e la referente regionale Filcams Cinzia Bernardini non girano intorno al problema. Il messaggio indirizzato ai datori di lavoro delle Coop da una sala conferenze dell'Hotel Albani affollata da 150 delegati sindacali, è chiaro. Niente giochi al ribasso. Il rinnovo del contratto nazionale, che manca all'appello da 22 mesi, non deve mettere sullo stesso piano i lavoratori delle cooperative con quelli di Esselunga, Coin, Rinascente. Bianchi e Bernardini ribadiscono che il nuovo contratto delle cooperative non deve scivolare verso quello di Federdistribuzione. “Le Coop – spiega Bianchi - hanno un percorso diverso rispetto alle società a responsabilità limitata e alle società per azioni. Il loro tratto di distintività deve essere mantenuto”.

LE RIVENDICAZIONI DEI LAVORATORI - I lavoratori della Filcams Cgil chiedono che nel nuovo contratto venga confermato il pagamento del 100% dell'indennità nei primi tre giorni di malattia. “E non come alla Esselunga o alla Rinascente dove i giorni di malattia sono pagati secondo logiche peggiorative”, attacca Bianchi. Altra rivendicazione. Sia mantenuto stabile il coefficiente del divisore orario perché, se viene innalzato, la paga oraria risulterà più bassa. Ancora. Le maggiorazioni in busta paga per i festivi, le domeniche e il notturno non devono essere ridotte. Non ci deve essere disparità di trattamento con deroghe generalizzate al CCNL nazionale tra i lavoratori delle cooperative del Sud Italia e quelli del Centro Italia con la scusa della diversa condizione economica dei territori. Stop al minor riconoscimento dei permessi retribuiti per i dipendenti delle piccole cooperative. Estensione alle grandi cooperative delle previsioni contrattuali vigenti nelle piccole.

LA RISPOSTA DELLE COOP – L'associazione nazionale delle cooperative di consumo non vuole rispondere punto per punto alle rivendicazioni dei suoi lavoratori. Preferisce rimandare ad una risposta a grandi linee scritta in un volantino-manifesto che è stato affisso dai primi di novembre in tutti i supermercati della catena. Per quanto riguarda la distintività, le Coop affermano che “devono poter competere con gli stessi costi contrattuali che i sindacati di categoria hanno convenuto e converranno con le altre imprese del settore”, con la possibilità di salvaguardare l'occupazione. Ma non si capisce se accetti uno scivolamento verso il contratto peggiorativo di Federdistribuzione. Il volantino non dà una risposta alla questione dei primi tre giorni di malattia, dice però che sarà mantenuto il posto di lavoro anche oltre il 180° giorno e il 100% dell'indennità economica dal 4° al 20° giorno. Sulle maggiorazioni e gli straordinari, l'associazione vuole riportarle sui valori degli altri contratti di settore. Non c'è nessun riferimento alla questione del divisore orario, ma c'è la disponibilità ad aumentare il salario in base a esigenze di competitività

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