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Venite con me scoprirete gioielli
Bonella per sette giorni gestirà il nostro account
AREZZO La terra di Piero della Francesca e di San Francesco, tra capolavori dell’arte e dello spirito. Ma dove ci si può stordire anche della sconfinata bellezza delle Foreste Casentinesi. Oppure rimanere incantati dal tramonto sul duomo di Arezzo, che si tinge dei colori del sole. E ancora guardare da lontano il ponte di Buriano, come fece Leonardo per dipingerlo poi nella Gioconda. Un viaggio di mille suggestioni quello che Bonella Ciacci proporrà su Instagram da oggi al 29 novembre. È la settimana conclusiva del secondo round di #BeTuscan, l’iniziativa de Il Tirreno che da luglio scorso sta coinvolgendo le comunità toscane degli appassionati del social fotografico (Instagramers o Igers). 35 anni, aretina d’adozione e originaria di Buonconvento (Siena), Bonella - che lavora in un agriturismo e, per hobby, è tra i curatori di Igersarezzo - gestirà l’account del giornale portandoci a scoprire alcuni gioielli della provincia di Arezzo.
Una provincia troppo ai margini in Toscana?
«Effettivamente è un po’ defilata. Resta fuori dalle rotte classiche del turismo e quindi, a confronto di Firenze e Siena, non riesce ad attirare un pubblico di massa. Ma non è tutto negativo».
Perché?
«Arezzo e la sua provincia sono ancora autentiche, senza nulla togliere alla bellezza delle altre province toscane, i cui percorsi turistici, a volte, sono stereotipati. Vengono cioè ideati secondo luoghi comuni, tipo l’osteria con la tovaglia a quadri e il fiasco di vino, tanto per dirne uno. Qui non c’è tutto questo. C’è invece sincerità e autenticità in ciò che si trova e si vede, difficile da scovare nei luoghi invasi dai turisti per buona parte dell’anno. E poi ci sono cose uniche, come la luce al tramonto sul duomo di Arezzo, già di per sé diverso perché fatto in pietra e non in marmo come la gran parte delle cattedrali toscane. Il sole gli tramonta davanti e la pietra assume un colore meraviglioso, sempre nei toni dell’arancio, ma ogni volta diverso».
Il suo viaggio #BeTuscan partirà dal capoluogo?
«Sì. Da piazza San Domenico con la relativa chiesa. Fuori dai circuiti classici di visita, austero e bellissimo, è uno dei miei angoli preferiti nel centro storico. Dentro la chiesa, poi, c’è uno straordinario Crocifisso ligneo del Cimabue, da non perdere».
Le tappe in provincia?
«Toccherò le quattro zone che la caratterizzano: Val Tiberina, Val di Chiana, Casentino e Val d’Arno. Così ricche di paesaggi e di storia da aver bisogno, ciascuna, di ben più di una settimana per far vedere quello che hanno».
Dove in particolare?
«La Val Tiberina è la terra di Piero della Francesca, nato a San Sepolcro: non ho ancora deciso se mostrerò una sua opera oppure un borgo. Come sarà una sorpresa per il Casentino, dove posso pescare tra le bellezze del parco delle Foreste casentinesi, i luoghi di San Francesco e altri scorci meravigliosi. Sicuramente, invece, farò vedere il ponte di Buriano, il pezzo forte della Val d’Arno: impossibile non parlarne, è il ponte che fa da sfondo alla Gioconda di Leonardo. E nella Val di Chiana andremo all’Eremo francescano delle Celle, a Cortona: uno dei più belli e suggestivi della provincia».
Tutte foto scattate dal cellulare?
«Rigorosamente. Sono una purista di Instagram, amo l’istante».
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