Il Tirreno

Toscana

Cambiare sesso? Anche senza l'intervento

Donatella Francesconi
Regina Satariano
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Regina Satariano

Non è più necessario per farsi riconoscere dell'altro genere: lo ha sancito la consulta. Regina Satariano, del consultorio Transgenere, spiega le procedure da seguire

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Edgar era un bambino inquieto, al quale nessuno comprava bambole. «Ma avevo un piccolo cane di stoffa e per lui ho cucito dei bei vestiti...», raccontava Bea, la donna che per anni aveva abitato nella mente di Edgar. E che l’incontro con l’endocrinologo, nel 2004, aveva finalmente liberato: «Vivevo per la prima volta all'aperto, raccontavo il diventare donna», ha lasciato scritto Bea nei suoi diari, ritrovati dopo la morte per freddo nella pineta di Viareggio. A leggere le sue parole, nel febbraio 2011, davanti alla bara e ad un gruppo di amici fu Regina Satariano, oggi responsabile del Consultorio Transgenere di Torre del Lago, esperienza unica in Toscana, e finanziato dalla Regione. Obiettivo numero uno: mai più storie come quella di Edgar-Bea.

In Italia, il cambiamento di sesso è consentito dalla legge 164/1982 “Norme in materia di rettificazione di attribuzione di sesso”. La grande stagione delle battaglie per i diritti civili, prima di essere soffocata dall’Italia da bere, ha prodotto anche questo strumento. Prima dell’endocrinologo, però, serve un Tribunale. Che autorizzi il chirurgo a procedere con gli interventi necessari. Nel luglio scorso una sentenza della Cassazione ha stabilito che per chiamarsi Maria sui documenti dove fino a ieri ci si chiamava Alfonso non è più necessario essere stati operati. «Il transessualismo - scrivono i giudici - si richiama ad un paradigma complesso in base al quale l’interazione di fattori biologici, psicologici e sociali influenza la costruzione dell’identità di genere. La chirurgia in tale prospettiva non è la soluzione ma solo un eventuale ausilio per il benessere della persona». Insomma, cos’è il maschio e cos’è la femmina, parafrasando una celebre canzone di Gaber.

Quando ciò che si è nel cuore e nella mente non coincide con il genere che la natura ha “assegnato”, per molti - lo sottolinea spesso Satariano - si aprono davanti anni di negazione. Spesso conditi da vite in bilico e assunzione di farmaci ed ormoni senza controllo medico. Oggi, però, ai consultori come quello di Torre del Lago (che dal 2012 al 2015 ha preso in carico 113 utenti, di cui il 70% sta ancora seguendo il percorso di riassegnazione di sesso) approdano giovanissimi accompagnati dalle famiglie che stanno dalla loro parte. Un sostegno che rende meno difficile il cammino da intraprendere, fatto di confronto con uno psichiatra, un sessuologo o uno psicologo. Le loro perizie sono necessarie ad ottenere la prima sentenza del Tribunale. Ed il tempo necessario non è poco. Per accedere all’offerta del Servizio sanitario nazionale si passa da uno dei consultori aperti in Italia, compreso Torre del Lago che esiste ormai dal 2008.

Perché la mente ed il corpo siano finalmente in sintonia serve la terapia ormonale. Che continua anche dopo l’operazione. Ed è qui che si attende con trepidazione la trasformazione. «Senti la barba? Dimmi se si sente...», chiede una giovane donna che da sempre sa di essere invece un uomo. E li immaginiamo i tanti Edgar che finalmente vedono la maglietta seguire le curve del seno che spunta. L’ingresso in sala operatoria è una nuova nascita. «Andavo in giro con la gonna ed i tacchi, e anche con la minigonna. Mi faccio vedere donna in ogni posto...», sono ancora le parole di Bea. Grazie al protocollo d’intesa siglato cinque anni fa con l’ospedale di Cisanello - spiega Regina Satariano - sono circa 12 gli interventi ogni anno. Stiamo mettendo insieme una equipe specializzata e altamente formata. Quello che sta facendo anche il professor Girolamo Morelli a Cisanello, che sta creando un gruppo ad hoc per questo tipo di interventi».

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