Il Tirreno

Toscana

Siglato il Patto del Sagrantino, nasce la macro-regione del Centro Italia

Ilaria Bonuccelli
Siglato il Patto del Sagrantino, nasce la macro-regione del Centro Italia

Toscana, Umbria e Marche unite per sanità, agricoltura e fondi comunitari. A gennaio il documento in aula

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PERUGIA.  Lo hanno già ribattezzato il "patto del Sagrantino" perché, a tavola, è stato suggellato con un brindisi a base di vino rosso umbro. Per dare corpo al patto della prima macro-regione d'Italia - Toscana, Umbria e Marche - i tre presidenti si impegnano a presentare un documento di intenti e di programmi ai rispettivi consigli a gennaio, subito dopo l'approvazione del bilancio di previsione 2016.

In linea di massima, però, Enrico Rossi, governatore della Toscana, Catiuscia Marini, presidente della Regione Umbria e Luca Ceriscioli, presidente delle Marche, le idee sembrano avercele chiare: è necessario - dicono - razionalizzare e integrare i servizi, per risparmiare, certo, ma anche per ottenere più fondi. Presentarsi con progetti unitari davanti all'Unione Europea è (quasi) una garanzia di ottenere finanziamenti comunitari, il vero sostegno ai bilanci degli enti, soprattutto oggi  che i trasferimenti erariali sono sempre più contingentati. In attesa, quindi, di una riforma costituzionale che riduca anche numericamente le 20 Regioni, attuali, Toscana, Marche e Umbria si preparano a una razionalizzazione almeno amministrativa, se non proprio istituzionale. Arrivare a un unico ente, con un unico presidente e un unico consiglio regionale, infatti, non è materia su cui possano decidere le tre Regioni in modo autonomo.

Tuttavia, il lavoro da svolgere non manca, come sottolinea Catiuscia Marini: "Immaginiamo che si può  svolgere un lavoro comune non calando dall'alto l'idea astratta di macro-regione, ma integrando politiche e servizi, condividendo obiettivi comuni con lo scopo di rafforzare le nostre regioni, non rinunciando a qualcosa e mettendo al centro le imprese, le persone e il futuro delle comunità".  Il percorso - evidenzia Rossi - deve "partire dal basso, con un confronto con le nostre comunità e le nostre assemblee regionali. Deve prevedere un ragionamento concreto, al di fuori delle commissioni parlamentari". Per questo a gennaio, verrà prodotto e discusso in aula il documento di intenti con la possibilità di avere una centrale comune di acquisti per la sanità, ad esempio. O la possibilità di utilizzare Artea  per liquidare i contributi in agricoltura in tutte e tre le Regioni: Artea è l'ente che oggi sbriga questa pratiche per conto della Regione Toscana.

 

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