Il Tirreno

Toscana

Quando Tronca dava la caccia ai coccodrilli di lago

Ilaria Bonuccelli
Francesco Paolo Tronca
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Francesco Paolo Tronca

Chi è il superprefetto che dovrà risanare Roma. In Toscana ha gestito il disastro alla stazione di Viareggio e ha coordinato i soccorsi alla Concordia. Poi ci fu l'allarme lanciato a Massaciuccoli

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In Toscana Francesco Paolo Tronca se lo ricordano per molte ragioni. E tutte importanti. Se lo ricordano perché, nominato da pochi mesi capo nazionale dei vigili del fuoco, a giugno 2009, l’attuale commissario straordinario del Comune di Roma si trova a gestire lo spaventoso incidente ferroviario di Viareggio. Il più grande disastro ferroviario urbano d’Europa, con trentadue morti.

A Grosseto, invece, se lo ricordano perché a gennaio 2012 coordina i vigili del fuoco nei soccorsi alla Concordia. Qui, rafforza l’amicizia (e la stima) con il “prefettissimo” Franco Gabrielli, il toscano esule, incontrato al terremoto dell’Aquila nel 2009, e ritrovato al Giglio come commissario straordinario dell’emergenza del naufragio. È proprio Franco Gabrielli che, da prefetto di Roma, pensa a Tronca come commissario straordinario traghettare Roma dalle macerie dell’amministrazione Pd alle amministrative di primavera. E questo ravviva la memoria del suo passaggio in terra di Toscana, come prefetto di Lucca da maggio 2003 ad aprile 2006. Tre anni nei quali Tronca stringe rapporti e ne riallaccia altri dei tempi dell’università, visto che il prefetto - di origini siciliane - si laurea in giurisprudenza a Pisa a metà degli anni Settanta.

Video / L'insediamento del prefetto in Campidoglio

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In un certo senso, è come se il suo passaggio, se la sua carriera fosse segnata da un fil rouge che in un modo o nell’altro si doveva intrecciare con la Toscana. Assorbendone anche gli umori. Perché ottimo e rispettoso è stato il rapporto fra il neo commissario di Roma e il Granducato. Ma, come a tutti i suoi figli affezionati, la Toscana non ha potuto far mancare un po’ della sua ironia. Il suo abbraccio, in qualche occasione, è stato irrivirente. Non per questo meno affettuoso.

Anzi, in una certa presa in giro, c’è stato il messaggio: alla fine sei diventato uno di noi. Il ruolo è toccato a chi dell’irreverenza ha fatto una cifra del proprio modo di essere. È toccato a Viareggio prendere in giro, il prefetto Tronca. Per un episodio di cui proprio in questi giorni ricorreva l’anniversario. Era l’ottobre del 2003 quando un testimone lanciò l’allarme: «C’è un coccodrillo di due metri e mezzo nel lago di Massaciuccoli». Giornali, agenzie, tv rilanciarono la notizia con grande evidenza, anche perché la descrizione fu molto accurata. E perché si trattava pur sempre del lago di Giacomo Puccini.

Il prefetto, insediato da sei mesi, non si scoraggiò. Indisse riunioni, organizzò perlustrazioni con sommozzatori, sospese la pesca, fece sorvolare il lago con un elicottero. Si trovò perfino un esperto che precisò che non di coccodrillo si trattava. Bensì di “caimano dagli occhiali” tipico delle regioni meridionali del Nord America o delle regioni sub tropicali del Sud America. Nel Massaciuccoli, però, avrebbe trovato pane per i suoi denti: il famoso “gambero killer”. Furono organizzate anche battute di caccia, poi la notizia si sgonfiò, e il coccodrillo sparì, insieme agli occhiali. La vis ironica dei viareggini no. Per un po’ tenne banco. Sostituita dal rispetto e dalla gratitudine per l’aiuto ricevuto anni dopo, per la strage ferroviaria. Tronca non era più prefetto. Era capo nazionale dei vigili del fuoco. Ma le qualità erano le stesse, tutte intatte.

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