Il Tirreno

Toscana

«Piccolo è bello e si risparmia»

Rino Bucci
Giuliano Parodi
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Giuliano Parodi

Parodi è diventato sindaco di Suvereto dopo aver vinto il referendum anti fusione

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SUVERETO. Il campanile, lo spirito d’identità di una comunità, la sua storia millenaria a volte viaggiano come un flusso unico e indivisibile. Il 6 ottobre 2013 a Suvereto, nel Livornese, i residenti hanno votato contro la fusione con i vicini di Campiglia Marittima. Se la vigilia di quello che era stato dipinto come un matrimonio economicamente vantaggioso si è trasformata in una sorta di guerra dei Roses tra tremila anime - con sfottò, striscioni, serrature incollate e saluti negati - le divisioni sono evaporate nel giorno delle elezioni quando gran parte della cittadinanza si è ritrovata sulla stessa sponda.

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Sarà stata la storia millenaria del Comune, quel sentirsi parte di un unicum nelle rievocazioni in costume, tra i banchi della Sagra del cinghiale o tra le botti nel famoso palio; fatto sta che l’82 per cento dei votanti aveva respinto al mittente la proposta di fusione con Campiglia. Qualche mese dopo (nella primavera 2014) il riverbero di quel senso di unità ha soffiato sulle amministrative spingendo l’ex leader del comitato “No Fusione” Giuliano Parodi (lista civica Assemblea Popolare) verso la fascia tricolore.

Per comprendere la portata del risultato bastano alcuni dettagli: dal dopoguerra il Pd non aveva mai perso il Comune, Parodi aveva però rotto quella striscia vincendo con circa il 60 per cento dei voti nonostante si fosse presentato alle amministrative precedenti (con la lista Uniti per Suvereto) fermandosi quasi alla metà dell’ultimo risultato (31,5 per cento dei voti).

Non giriamoci troppo intorno: un bel pezzo di quella fascia tricolore, Parodi lo deve alla battaglia contro la fusione con Campiglia. «Arrivati al voto, a cementare lo spirito d’identità – spiega Parodi – è stato il privilegio di vivere in un paese antico, storico, dichiarato Comune nel 1201. E in Italia di paesi come Suvereto ce ne sono tanti: il campanile è molto importante e non deve essere visto o letto in modo limitante perché dietro al campanile si nasconde la storia. Per questo non mi trovo d’accordo con la linea che sta sposando il Pd toscano. A più riprese – dice ancora il sindaco suveretano – si è parlato anche di fusioni d’ufficio da parte della Regione: se questa fosse la strada ci troveremmo davanti ad un pericolo forse anche ad una violazione della Costituzione. Non si possono cancellare con un pezzo di carta, borghi e realtà definite. Basti pensare che in Italia oltre il 70 per cento dei Comuni contano meno di 5.000 abitanti e il loro folklore e le loro tradizioni sono ben definiti. Dico di più: la politica dell’accorpamento, delle aree vaste, delle Unioni dei Comuni non porta a nessun risparmio ma anzi crea degli sprechi economici e un esempio è l’impennata sulle bollette dei rifiuti che è arrivata con la creazione dell’Ato Sud. La vera soluzione si trova su scala ridotta, sbloccando risorse per i piccoli Comuni e non aggregando a casaccio».

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