Italia
Femminicidi, 29 milioni per garantire un lavoro alle donne maltrattate
Giovanna Martelli, consigliere di Renzi per le Pari Opportunità: "L'uomo uccide la compagna come estremo gesto di possesso. Il governo cerca di renderle libere e autonome garantendo un'occupazione"
ROMA. "Non cadiamo in errore. Il femminicidio non è mai un raptus. Non è mai la “normale” uccisione di una donna da parte di un uomo. È l’estremo atto di possesso di un uomo. È un gesto simbolico. Il suo tentativo ultimo, finale, per possederla". Proprio per questo il piano straordinario del governo contro la violenza sulle donne deve impedire agli uomini di “possedere” le donne. Deve prevede interventi che garantiscano l’indipendenza delle donne. E la "reale autonomia è garantita solo dall’indipendenza economica". Su questo non ha dubbi l’onorevole Giovanna Martelli, anche mentre in provincia di Pistoia si consuma l’ennesimo tentato omicidio di un uomo che non accetta la fine di una relazione.
In Toscana 11mila vittime di violenza in 5 anni
Il premier Matteo Renzi ha voluto questa deputata del Pd alla guida delle Pari Opportunità, da quando l’ex ministero è diventato un dipartimento della Presidenza del Consiglio. E a lei spetta provare a gestire un fenomeno - la violenza - che in Toscana ha portato in cinque anni quasi 11mila donne in contatto con centri anti-violenza. Dal 2009 (quando lo stalking è diventato reato anche in Italia) a giugno 2014, sono state 10.819 le donne che si sono rivolte a strutture di assistenza in Toscana. Per questo è necessario rendere esecutivo il piano straordinario nazionale. Ma per ora, il governo ha mandato in Toscana nell’ultimo anno solo 740mila euro: di questi fondi, il 40% sono stati distribuiti ai centri anti-violenza e alle case rifugio (per le donne già avviate a percorsi di protezione); il restante 60%, invece, è stato speso per migliorare la rete di protezione esistente sul territorio. E per creare un linguaggio unico di comunicazione fra tutte le istituzioni che fanno parte di questa rete di protezione, dal pronto soccorso alle forze dell’ordine.
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A Roma 29 milioni in attesa di essere spesi
Tuttavia, il piano straordinario nazionale ha a disposizione un budget biennale di 29 milioni. Ma ancora non è stato distribuito. Infatti, il piano è stato solo annunciato l’8 maggio. Ma, di fatto - conferma Giovanna Martelli - «è diventato efficace a settembre», dopo aver concluso il suo iter. E a giorni, il 16 ottobre, inizierà il confronto con le associazioni già attive sul territorio per il contrasto alla violenza. Il 16 ottobre - ribadisce Giovanna Martelli - sarà una data fatidica. Verrà avviata la procedura per istituire, sempre presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, una «Banca dati centrale» per «superare la frammentarietà e la parzialità delle informazioni creando un sistema di raccolta di dati capace di organizzarsi in un sistema integrato di rilevazioni che porti allo sviluppo di indicatori per il monitoraggio del fenomeno».
Crollati gli omicidi, non i femminicidi
Allo stesso tempo dovrà essere creata anche la “cabina di regia” che dovrà gestire il piano straordinario e tutto il fenomeno. In crescita, ma non in cambiamento, come osserva Eures, l’istituto di Ricerche economiche e sociali. Dal 1990 al 2013, infatti, si nota un crollo verticale in Italia degli omicidi: in un ventennio sono calati del 70%, passando da oltre 1600 a poco più di 500, anche per il cambiamento del “modus operandi” della malavita organizzata. Al contrario, sono rimasti costanti gli omicidi di donne. Tanto che Eures parla di «impressionante regolarità statistica» riferendosi a questo fenomeno. Anche se l’aggettivo più appropriato, probabilmente, sarebbe «inquietante». Non a caso, in questo ventennio, la percentuale delle donne assassinate è salita dall’11% a quasi il 36% (35,7%), sempre secondo le statistiche Eures. E la maggior parte degli omicidi sono classificabili come “femminicidi puri: su 179 vittime registrate in Italia nel 2013, 122 donne sono state uccise in ambito familiare, quasi sempre da conviventi, coniugi, o ex partner e amanti.
In Toscana femminicidi in crescita del 116%
In questo quadro, la Toscana occupa una posizione non invidiabile, non tanto in termini assoluti, quanto percentuali. Infatti, dai 6 femminicidi del 2012 è passata ai 13 del 2013 con un aumento del 116%, confermando l’impennata del fenomeno che si registra in centro Italia più che nel resto del Paese. Nel 2014 e nel 2015 la tendenza è stata simile. I numeri non sono migliorati, anzi. Il tentato omicidio di Pistoia è una conferma. E il fatto che l’ex partner fosse già sottoposto a un provvedimento restrittivo - non poteva avvicinarsi ai luoghi frequentati dalla ex compagna - conferma che la maggior parte delle ordinanze di tutela sono inefficaci.
«La denuncia della donna - osserva Giovanna Martelli - è un atto forte che l’uomo non è in grado di reggere. Ha un significato forte, rompe un equilibrio. Soprattutto rompe un equilibrio basato sul possesso e sul dominio». Perciò è necessario che quando viene ufficializzata «venga attivata immediatamente la rete di protezione del territorio». La donna non può essere lasciata sola, insiste Giovanna Martelli. Deve essere attivata la rete di sicurezza «a tutela della donna. Al tempo stesso, il governo, attraverso il suo piano straordinario, deve agire su altri livelli». Il primo è quello culturale. «Noi ci stiamo muovendo anche attraverso la #Buonascuola: chi ha strumentalizzato le nostre iniziative in questa direzione si dimostra contro le donne. E favorisce, anzi, comportamenti di violenza nei confronti delle donne. Purtroppo la battaglia culturale è ancora lunga e l’episodio di Pistoia lo dimostra. Infatti ha come protagonista un uomo di 35 anni, nato negli anni Ottanta, non un uomo di un altro secolo, cresciuto con mentalità lontana dall’uguaglianza o dalla parità. Ma il fatto che un uomo di 35 anni non accetti la separazione, l’indipendenza della propria (ex) compagna, dimostra che la società non ha fatto alcun progresso». Del resto - insiste Giovanna Martelli - fino a quando «le donne saranno meno pagate degli uomini, fino a quando non ci sarà pari accesso alle carriere per le donne rispetto agli uomini non si potrà parlare di uguaglianza».
Fondi per l'indipendenza economica
Non è un caso che uno dei pilastri del piano straordinario nazionale contro la violenza sulle donne sia proprio «l’investimento per assicurare alle persone perseguitate e maltrattate l’indipendenza economica, attraverso l’inserimento lavorativo». I percorsi si discuteranno a partire dal 16 ottobre. E poi all’interno della Conferenza Unificata Stato-Regioni, dove sono rappresentati anche i Comuni. «È quella - conclude Giovanna Martelli - la sede indicata per decidere la ripartizione delle risorse disponibili». A quel punto anche la Toscana saprà quanto potrà gestire dei 29 milioni stanziati dal governo per il contrasto alla violenza contro le donne.
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