Il Tirreno

Toscana

Gesti di onestà, quelle piccole notizie che migliorano le nostre giornate

Paolo Toccafondi
Il sindaco di Fucecchio, Claudio Toni, premia Alice Lamberti e Martina Burgarello
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Il sindaco di Fucecchio, Claudio Toni, premia Alice Lamberti e Martina Burgarello

Tante storie di buoni esempi sulle nostre cronache, il caso della colazione dimenticata e pagata per posta non resta isolato. Trovare un portafogli ci mette di fronte a un bivio: ma spesso prevale la scelta etica

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Sarà che sono più spesso i disonesti a far notizia e a occupare in massa le pagine dei giornali. Ma in realtà l’informazione è piena di storie di portafogli restituiti, di mini-ingiustizie sanate come quella degli avventori del bar di Gavinana che, essendo usciti dimenticandosi per una distrazione di pagare, hanno rimediato mandando per posta al titolare del bar i 3 euro della consumazione.  Sono i piccoli gesti di (stra)ordinaria onestà che hanno il potere di renderci migliore una giornata, di farci guardare con un sorriso ottimista le persone che incontriamo. Allora non siamo così brutti come ci dipingiamo.  

L'etica e il test del portafoglio. Un portafoglio per terra pone brutalmente a chi lo trova un quesito etico-morale con due possibili risposte: 1) restituisco i soldi perché è giusto farlo (e ne avrò una mia personale consolazione, un rafforzamento tutto interiore della mia autostima) ; 2) me li tengo ottenendo un immediato guadagno che nessuno mi potrà mai contestare e che non avrà mai una sanzione morale dagli altri, quindi un vantaggio a costo zero, un regalo della sorte.

Questo è il nodo. E non conta che uno poi cerchi di giustificare l’eventuale "scelta 1" con la “scusa Robin Hood” (se chi li ha persi aveva così tanti soldi vuol dire che è ricco e non gli cambia nulla) o con la “necessità”  (“ne ho bisogno, ho dei problemi urgenti, sono con l'acqua alla gola”). La scelta fondamentale è tra rispettare alcuni principi morali e non considerarli o metterli in secondo piano.

Può allora sorprendere la quantità di gesti di onestà che si ritrovano nelle pagine web e cartacee del nostro giornale. E si potrà dire che il fatto stesso che ci finiscano è un brutto segno, il segno dello stupore davanti all’eccezione che dovrebbe essere regola. Ma si può anche guardare il bicchiere mezzo pieno e accontentarsi di sottolineare come la frequenza di questi episodi induca a una considerazione confortante dei nostri simili. Tenuto anche conto della varietà eterogenea dei casi se solo si prendono gli ultimi 4 anni di cronache. Un bel primato spetta a Caterina, la giovane crocerossina che una mattina trova una valigetta con 10.000 euro dimenticata nel pronto soccorso dell'ospedale di Orbetello e subito li consegna al posto di polizia dell'ospedale. Si scoprirà poi che i soldi e la borsa appartenevano a un ispettore di banca in vacanza da quelle parti che si trovava al pronto soccorso per una visita e che nella confusione del momento aveva dimenticato il tesoretto.

C'è la badante che trova una busta con 1.500 euro sulle mura di Lucca e li riconsegna direttamente alla proprietaria, Carla Lenci, commerciante, titolare di diversi negozi nel centro di Lucca, che li aveva appena prelevati in banca. C'è Gabriele Paolini, operaio in una cartiera,che nel parcheggio di un supermercato a Lucca trova una borsa con 5.000 euro. Per lui sono il salario di cinque mesi di lavoro, eppure non esita un secondo a chiamare i carabinieri. E a chi gli chiede se non avesse avuto dubbi, spiega con semplicità la sua linea di condotta: "E se fosse accaduto a me di smarrire tutti quei soldi? Cosa vorrei che gli altri facessero per me?". Semplice e concreta declinazione della massima evangelica. Paolini parla di "coscienza e educazione ricevuta dai genitori".  Ed è contento quando vede l'emozione della proprietaria alla riconsegna della borsa. E sempre a Lucca c'è il caso inverso dell'istitutrice di fitness che trova per strada un portafogli con dentro 2,300 euro, lo consegna alla polizia e si scoprirà che ad averlo smarrito è un operaio di 23 anni che doveva fare dei pagamenti.

Il portafoglio "sul tetto che scatta". C'è la signora di 55 anni che mentre va in bici a Scandicci trova un sacco con 7.000 euro e lo porta alla caserma dei carabinieri. E il contadino di Cascina che riconsegna un portafogli e 1.300 euro lasciati da un automobilista distratto sul tetto della macchina prima di partire a tutto gas. Distrazione a quanto pare meno rara di quanto si possa pensare, visto che anche a Grosseto un automobilista 80enne si era messo in viaggio senza accorgersi di aver lasciato sul tetto dell'auto il borsello con documenti e soldi. Ma anche qui una catena di onesti, da un cittadino straniero a un dipendente dell'ospedale di Orbetello, aveva fatto il suo dovere. E il borsello intatto viene riconsegnato al proprietario. Pare un vizio, ma anche a Livorno un agente forestale lascia il protafoglio sul tetto della macchina e parte senza accorgersene. Lo ritroverà un operaio e lo consegnerà alla polizia, completo di soldi e carte di credito.

Altri esempi. Il fucecchiese Mario Bachi, 66 anni, trova un portafogli con 1.200 euro, lo consegna ai vigili urbani e non ha pace finché non si rintraccia il proprietario (un cinese) che ringrazia commosso. Una ragazza all'ufficio postale di Cecina vede in terra una busta con 1.000 euro, la pensione appena riscossa e subito persa da un'anziana. E la consegna ai direttore dell'ufficio che ricontatterà la pensionata. Valerio Bertagni, titolare di un caseificio, trova in un distributore a Livorno una borsa con 3.000 euro e diiversi assegni, chiama il 113 e rintraccia il proprietario. "Si lavora tutti - commenta poi Bertagni - e questo è un periodo già abbastanza duro di per sè, l’idea di prendere quei soldi e andarmene non mi ha neanche sfiorato. Altrimenti saremmo tutti dei furbetti e non è proprio il caso". Sono le buone ragioni.

A San Giuliano Terme sette ragazzi trovano su una panchina una borsa con 600 euro e la consegnano ai carabinieri. Il proprietario, rintracciato, è un operatore sanitario di 61 anni che aveva prelevato i soldi per pagarsi una vacanza. Seguono ringraziamenti e pubblici elogi ai minorenni.E ancora c'è il giovane rifugiato che trova un portafoglio e lo consegna subito al centro accoglienza. A volte le storie si incrociano. Capita così che a LIvorno, nello stesso giorno, un netturbino trovi per terra un portafoglio con 850 euro che appartiene a un senegalese, mentre un senegalese trova e riconsegna il portafoglio a un livornese. 

Si commuove Giuseppe Mannucci, titolare del Bar Nazionale a Carrara, quando un 28enne lo chiama per riportargli intatto il portafogli smarrito con i documenti e 3.000 euro. Mannucci farà anche un regalo al giovane onesto. Emozione, commozione, piccole ricompense, sono comunque segnali diversi di gratitudine. Ma non sempre va così. La generosità e l'altruismo di chi riconsegna del denaro, non trovano sempre reazioni all'altezza. 

L'umana ingratitudine e quella del destino cinico e baro. Eugenio Fagorzi, 70 anni, ex macchinista delle ferrovie in pensione, passeggia come sempre per Firenze spingendo la carrozzina con il 42enne figlio disabile. Si ferma ai giardini e il figlio vede per terra un borsello. Dentro ci sono 2.025 euro. Ci sono anche i documenti di chi li ha perduti, un imprenditore di Bagno a Ripoli. Il pensionato prende la bici e ci va, ma poi i due chilometri di salita per arrivare lo scoraggiano, così chiede aiuto ai carabinieri del posto. Alla fine i soldi tornano al proprietario. La delusione per il solerte pensionato arriva alla fine.  L'imprenditore lo fa chiamare dalla moglie per un freddo e formale "grazie" telefonico. "Non mi aspettavo ricompense o mazzi di fiori - dice il pensionato - ma almeno che mi ringraziasse di persona".

Quando poi all'irriconoscenza degli uomini si aggiunge quella del destino, il risultato è devastante.E qui bisogna raccontare la storia straordinaria di Manuel Benvenuti.

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I principi di Manuel, più forti della sorte ingrata. Manuel Benvenuti era il titolare di un bar, il Karma (già qui c'è l'ironia della sorte), a Piombino dove un giorno trova un portafoglio perduto da un cliente. Dentro c'erano 5.000 euro e figurati se non farebbero comodo. Ma Manuel aspetta che si ripresenti l'anziana donna che l'aveva perduto e glielo riconsegna. Il destino non lo ricompensa. Un mese dopo il suo Karma american bar viene distrutto da un incendio provocato da un cortocircuito. Il locale chiude i battenti, Manuel trova lavoro a Baratti come barman.Ora deve fare su e giù tra lavoro e casa. Ed è proprio tornando dal lavoro, nella notte fra giovedì 16 e venerdì 17 luglio 2015, che Manuel rischiato di morire schiantandosi contro un albero e un palo con la sua Opel Corsa a causa di un colpo di sonno.

Non basta ancora. Mentre è agonizzante nell'auto, prima che arrivi l'ambulanza, c'è qualcuno che lo estrae dalle lamiere, lo adagia inopinatamente appoggiato con la schiena a una ruota e intanto ne approfitta per derubarlo. Proprio così. Lui sta morendo e lo sconosciuto gli porta via dal collo la collana d'oro, ricordo del nonno, gli fruga nelle tasche e gli ruba l'incasso della serata. Poi sparisce. Il ricordo riaffiorerà nella memoria di Manuel quando uscirà dal coma.

Manuel è buddista, ha saldi principi morali e un ottimismo incrollabile. Allo sconosciuto che lo stava derubando manda a dire: «Gli auguro tanta felicità, perché non credo che una o più persone che fanno un gesto simile possano gioire giorno per giorno, credo proprio che già vivranno nella sofferenza tutti i giorni. E ciò che conta invece è vivere giorno per giorno attimo per attimo pieni di vita nella serenità e pace interiore». I buoni principi  e l'ottimismo lo aiuteranno ora nel faticoso recupero.

La ricompensa e il lieto fine. A volte invece il bel gesto diventa un esempio da promuovere e riceve ampie gratificazioni pubbliche. Come nel caso di due studentesse sedicenni di Santa Croce, Alice Lamberti e Martina Burgarello, che frequentano l'istituto Checchi a Fucecchio, e un giorno trovano 1.500 euro per terra all’ingresso della scuola. Subito li consegnano in segreteria da dove chiamano i vigili urbani. L'episodio riportato dai giornali diventa esemplare. Il sindaco di Fucecchio premia le due ragazze donando loro alcuni libri sulla Toscana. Non solo, il proprietario dei soldi, una volta rintracciato, decide di farne a meno, regalando 750 euro a una famiglia bisognosa e gli altri 750 alle due ragazzine tanto per dimostrare che l'onestà paga.

Buoni a metà (o al 90%). Poi ci sono quelli che fanno la cresta. Va bene essere onesti, ma insomma. L'episodio è accaduto a Lucca. Un pensionato perde il portafoglio e poche ore dopo se lo ritrova a casa nella cassetta della posta con un biglietto di accompagnamento: ci sono tutti i documenti e quasi tutti i soldi, esattamente 400 euro dei 430 di partenza. I 30 euro mancanti se li è tenuti la persona che l'ha ritrovato e riconsegnato, come spiega nel biglietto: "Mi servivano". In fondo una trattenuta di meno del 10% per il servizio può essere un'autoricompensa legittima. Lo pensa anche il pensionato che lancia un appello all'onesto ma pragmatico sconosciuto per invitarlo a cena.

Decisamente meno buono (e anche un po' ingenuo) il tizio che aveva riconsegnato ai carabinieri una borsa caduta dal cestino della bici a una signora di Carrara. C'erano anche i soldi e i documenti, tutto sembrava a posto. Invece no: mancava il libretto degli assegni. E qualche giorno dopo uno degli assegni è stato messo, all’incasso per 1600 euro con la firma falsa della signora. Così il parzialmente onesto ciattdino è finito sotto processo.

Le occasioni per essere buoni. Non sono solo i portafogli, la cartina di tornasole del'onestà e della generosità. Quando il gestore di un distributore di benzina di Pisa lascia la chiave inserita nell'impianto self service, al cliente che arriva nell'impianto di via Gronchi si offrono due possibilità: fare un pieno gratis, andare a prendere tutte le stagne disponibili e riempire pure quelle, chiamare amici e parenti per un super-scrocco di benzina (come era successo qualche tempo prima a Bergamo dove in circostanze analoghe ignoti avevano portato via 10.000 euro di carburante); oppure chiamare la polizia perché avverta il gestore. Lui sceglie questa seconda soluzione.

A volte è quella voce dentro che ci dice che una cosa non è per nulla giusta e che bisogna porre rimedio "secondo giustizia" anche forzando le regole. E' capitato a Simone Cavalieri, allenatore della formazione Allievi del Maliseti-Tobbianese. Nella partita sul campo dello Scandicci nel settembre 2013, la sua squadra va in rete per un "malinteso"  quando c'era a terra un giocatore da soccorrere. Cavalieri non ha dubbi. Ordina ai suoi di restare immobili alla ripresa del gioco per consentire agli avversari di pareggiare. Poi si riparte dell'1-1.

Rossella Cionini, autista della Ctt Nord, l’azienda di trasporto pubblico delle province di Pisa, Livorno e Lucca, aveva esaurito i suoi giorni liberi e di malattia per una lunga malattia che aveva richiesto un calvario di degenze, operazioni e convalescenze. I giorni erano finiti, ma le cure no. Così in suo soccorso arriva il cuore di oltre 250 colleghi che decidono di donarle un giorno a testa tra le loro ferie e permessi.

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Fabrizio Bichi è un uomo fortunato. Gioca una schedina da 6 euro e ne vince più di mille, azzeccando i risultati delle partite di Europa League. Ma poi sfida la sua buona stella, perdendo il tagliando vincente. E la fortuna lo grazia un'altra volta, perché il titolare della ricevitoria del Bar Sport di Ghezzano (San Giuliano Terme), trova la schedina e la riconsegna al vincitore. Bichi gli ha offerto una pizza. 

La cosa giusta da fare l'hanno indviduata subito Anna e Tommaso, due ragazzini della terza media Ungaretti di Ghivizzano, nel comune di Coreglia. Durante l'ora di geografia un corto circuito nella carrozzina elettrica del loro compagno di classe disabile scatena un principio di incendio. C'è un fuggi fuggi, ma il loro primo pensiero è quello di prendere in braccio il compagno e portarlo fuori, mentre la carrozzina comincia a bruciare. L'altruismo è un istinto.

L'ingratitudine: una conclusione amara. In una pagina di buone notizie c'è una conclusione amara, tanto per non perdere troppo di vista la realtà. C'è una storia esemplare di generosità che ha come contraltare l'ingratitudine e che bisogna ricordare. La vicenda è quella molto nota di Marco Verdigi, il giovane di San Martino Ulmiano che nel 2004 morì sul litorale pisano sopraffatto dalle onde, per salvare due bambini che a loro volta stavano rischiando di affogare. Marco aveva allora 23 anni e non esitò a mettere a repentaglio (e  poi perdere) la propria vita in uno slancio di grande generosità. Ebbene, in questi undici anni, le famiglie dei due bambini salvati non si sono mai fatte vive. Neppure una telefonata, neppure una parola di appena sei lettere: grazie. Eppure se in questi undici anni hanno visto crescere due adolescenti è perché un giovane non è potuto diventare un uomo.

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di Redazione web