Sicurezza
Donna uccisa e crocifissa: 20 anni per l'idraulico fiorentino
Firenze: questa la pena inflitta dal gup a Riccardo Viti, che in aula ha chiesto "perdono". Il pm aveva chiesto l'ergastolo. "La rabbia del compagno: 20 anni sono pochi, siamo delusi"
FIRENZE. ll cadavere venne trovato sotto un cavalcavia alla periferia di Firenze, legato a una sbarra, come se la prostituta fosse stata crocifissa (FOTO). L'autopsia rivelò che era morta mentre l'aggressore la stava violentando con un bastone. Il reo confesso, Riccardo Viti, un idraulico fiorentino di 55 anni, è stato condannato dal gup di Firenze, in abbreviato, a 20 anni di reclusione per omicidio volontario aggravato. Per lui il pm Eligio Paolini aveva chiesto l'ergastolo.
La vittima, Andreea Cristina Zamfir, 26 anni, romena, non era stata l'unica "seviziata" da Viti. L'idraulico fiorentino stato processato per altri cinque episodi di violenza su prostitute avvenuti tra il 2011 e 2014 tra Firenze e Calenzano. Donne legate ai pali con il nastro adesivo e poi seviziate con bottiglie e legni. Eppure, "quello che stato definito mostro l'uomo della porta accanto", commentò l'allora procuratore facente funzioni a Firenze, Giuliano Gianbartolomei, il giorno dell'arresto. Incensurato, Viti viveva a Firenze con i genitori ormai anziani, con la convivente che viene dall'Ucraina e che lavora in un'impresa di pulizie, e con il figlio che lei ha avuto da un'altra relazione. Come hobby faceva l'arbitro durante gli incontri di arti marziali.
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Prima che il gup David Monti si ritirasse per decidere, Viti ha chiesto la parola: "Quello che è successo mi addolora e chiedo umilmente perdono alla famiglia di quella persona - ha detto - Sono desolato, sono purtroppo responsabile di questa morte, ma non ho mai avuto nemmeno l'idea di uscire di casa e uccidere una persona. Non mi sono mai sognato che quella persona potesse morire. Chiedo umilmente perdono. Sono affranto per quello che successo". Pochi minuti prima, il pm lo aveva definito "un sadico sessuale".
Delusi dalla sentenza i familiari della vittima: «Non si può dare 20 anni a uno che ha ammazzato in questo modo. È poco, siamo delusi», ha detto Yean Ion Manta, 36 anni, il compagno di Andreea. «Ha confessato, è stato collaborativo», ha spiegato il difensore di Viti, l'avvocato Francesco Stefani commentando l’esito del processo.
Il gup ha disposto provvisionali da 30.000 euro per i familiari della vittima e di 10.000 euro per le altre parti civili, fra le quali altre prostitute violentate e aggredite da Viti. «Sembrava tranquillo, ma quando scendemmo dall'auto diventò una bestia – racconta una di loro – Mi fece spogliare e mi legò. Qualche mese dopo tornò. Io lo cacciai. Lui mi disse: ti ammazzo».
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