Gioco
Il segreto di una buona salute nei colori di frutta e verdura
I sorprendenti risultati di un recente studio di ricercatori dell’università di Pisa. Gli effetti benefici degli antociani, i pigmenti che colorano i nostri ortaggi
Che la dieta mediterranea sia una delle più salutari al mondo è ormai una verità accertata. Ma che questo dipenda anche dai colori del nostro cibo è decisamente una novità assoluta.
Lo hanno recentemente comunicato nel contributo al volume “Handbook of Anthocyanins: Food Sources, Chemical Application and Health Benefits” (Nova Science Publisher) Lucia Guidi e Marco Landi del dipartimento di Scienze agrarie, alimentari ed agro-ambientali dell’Università di Pisa. Nell'articolo spiegano gli effetti benefici per la salute degli antociani (anthos = fiore e kyanos = blu), pigmenti che determinano la colorazione dal rosso al blu di frutta e verdura.
«Gli antociani – spiega la professoressa Lucia Guidi - sono molecole organiche appartenenti alla classe dei fenoli e tipicamente sono i pigmenti responsabili della colorazione dal rosso al blu di vari organi delle piante, come frutti, foglie, fusto e fiori. Per la loro struttura chimica – continua - sono molecole in grado di abbattere le specie radicaliche dell’ossigeno la cui presenza è alla base delle più importanti malattie e processi degenerativi nelle cellule. Ad oggi – avverte la professoressa - non esistono studi che dimostrino le quantità di antociani da ingerire al fine di ottenere benefici sulla salute umana. Gli studi sino ad oggi effettuati, infatti, si basano sull’effetto di singoli antociani su cavie o sistemi cellulari».
Il loro effetto, tuttavia, può prevenire tutte le malattie degenerative, essendo questi dei potenti antiossidanti. Sono molti gli alimenti tipici della dieta mediterranea che ne sono ricchi: i mirtilli, le melanzane, le pesche, le arance, i fichi, le ciliegie, le olive.
Se si volesse fare un elenco degli alimenti che contengono una maggiore quantità di antociani, la professoressa Guidi non ha dubbi ed ha stilato una classifica: «Nell’ambito degli alimenti contenenti antociani e presenti nella dieta Mediterranea, si passa dall’uva nera (800-900 mg di antociani per 100 grammi), seguita dalla ciliegia (350-400 mg), dal ribes (80-420 mg) e dalle olive (55-430 mg) sino al vino rosso (24-35 mg)».
Lo studio condotto dall'Università ha comparato anche la dieta mediterranea con quella degli altri paesi europei: «E’ stato calcolato – spiega Lucia Guidi - che l’apporto pro capite di antociani attraverso la dieta può variare nei Paesi europei tra i 19,8 e 64,9 mg al giorno e che certamente gli italiani sono tra i maggiori consumatori di queste molecole proprio in virtù della loro dieta e dall’assunzione quotidiana di frutti come more, fragole o prugne e di ortaggi come melanzane e radicchio senza dimenticare, infine, il vino».
La ricerca che è stata portata avanti riguarda essenzialmente la variazione della composizione in antociani in frutta e verdura in funzione di parametri come le condizioni pedo-climatiche, le pratiche colturali ed i fattori post-raccolta. Infatti, pur non avendo ancora informazioni in merito ad un eventuale legame tra agricoltura tradizionale o agricoltura biologica nei confronti degli antociani, è certo però che sono proprio i fattori ambientali (come la luce, la temperatura, ecc.) a determinare le oscillazioni dai valori medi caratteristici di ogni specie.
E il prossimo passo di questo importante percorso scientifico, a quanto ci riferisce la professoressa Guidi, sarà la valutazione di queste molecole nei fiori eduli ovvero quelli commestibili... e così il nostro cibo mediterraneo sarà, sicuramente, sempre più buono, sempre più sano ma anche sempre più esteticamente bello.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
