Il Tirreno

Toscana

Arezzo tra arte e storia con gli scatti di Francesco Del Siena

Francesco Del Siena
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Francesco Del Siena

L'ultima delle prime dieci tappe del progetto #Betuscan con gli Instagramers si chiude ad Arezzo

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A guidarci tra le bellezze di Arezzo è Francesco Del Siena (@fdelsiena su Instagram) di @igersarezzo che per una settimana ha gestito l’account del Tirreno. Ecco le sue foto

Continua il progetto #BeTuscan che lega @ilTirreno a @Igerstoscana , questa settimana vi portiamo nella provincia di Arezzo e il local manager di @igersArezzo , @fdelsiena , ci racconterà il suo territorio. Parto da uno dei palazzi di Piazza Grande, la piazza centrale di Arezzo. Il Palazzo della Fraternita dei Laici, che si trova accanto alle logge del Vasari, risalente alla metà del ‘500 è articolato su tre differenti stili: gotico nella parte più bassa, rinascimentale in quella centrale e tardo-rinascimentale nella parte più alta. Il palazzo è sovrastato da un campaniletto a vela disegnato dal Vasari, dove si trova l’orologio costruito nel 1552 dal maestro Felice da Fossato ancora funzionante. E’ un rarissimo esemplare tra i più antichi di tutta la penisola, che abbellisce la facciata indicando le ore, i giorni, le fasi lunari e il moto del sole. All'interno del campanile è sistemato il complesso meccanismo con gli ingranaggi e i ruotismi che permettono i movimenti delle diverse parti dello strumento. Secondo una leggenda l’autore fu in seguito accecato perché non ne facesse di nuovi. L’elemento più caratteristico è l’altro quadrante presente, quello astronomico mobile, con la Terra al centro e il Sole e la Luna che le ruotano attorno, secondo la concezione tolemaico-aristotelica. Ancora oggi è possibile visitare questo monumento, che nel tempo è stato perfettamente restaurato per preservare la sua unica bellezza. Foto e testo di @fdelsiena

Una foto pubblicata da Il Tirreno (@iltirreno) in data:

Continua l’appuntamento con #BeTuscan e Arezzo oggi andiamo a scoprire le origini della città, l’anfiteatro romano. E’ il più importante monumento romano di Arezzo, situato a sud della "città murata" ed accessibile da Via Margaritone e da Via F. Crispi. L'anfiteatro, che fu costruito a cavallo fra gli ultimi anni del I secolo e i primi del II,probabilmente sotto l'impero di Adriano, è ellittico e dotato di gradinate su due ordini: della struttura, realizzata usando blocchi di arenaria, laterizi e marmo, rimangono la platea e i resti degli ambulacri. Testimonia il prestigio culturale ed economico che Arezzo ricopriva in epoca romana, infatti si calcola che poteva contenere circa 8.000 spettatori. La costruzione dell’anfiteatro fu saccheggiata più volte nel corso dei secoli, soprattutto quando nel ‘500 fu usata come cava di pietra per costruire il Monastero di S. Bernardo. Tra i resti del monumento, oggi si può ancora godere della vista di parte della platea, con intorno alcuni ruderi degli ambulacri, pittorescamente incorniciati da pini e cipressi. Oggi è sede del Museo Archelogico dove sono conservati reperti del Paleolitico, del Neolitico, etruschi (monete, bronzi, mosaici), romani e si trova qui il famoso "cratere di Euphronios" . Foto e testi di @fdelsiena #igersarezzo #arezzo #igerstoscana

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Oggi con #BeTuscan siamo sempre ad Arezzo più precisamente nella terrazza della città, al parco del Prato. Più precisamente siamo al centro del parco dove si trova l'enorme monumento dedicato al grande poeta aretino del Trecento Francesco Petrarca che si affaccia sul Duomo e il suo campanile . La storia di questo ambizioso complesso marmoreo fu molto lunga e travagliata. Tutto ebbe inizio il 25 ottobre 1902, quando in una seduta del Consiglio comunale di Arezzo si pensò che, per onorare al meglio il sesto centenario dalla nascita del grande poeta (20 luglio 1904), si sarebbe dovuto innalzare, nella città natale, un’opera a lui dedicata, i lavori di realizzazione pratica di questo iniziarono nel 1925 ad opera dello scultore Alessandro Lazzerini e i suoi collaboratori che aveva vinto il concorso nel 1907. In realtà la "prima pietra" era già stata posta nel 1914, ma i lavori in quel momento erano iniziati e poco dopo si erano praticamente conclusi a causa dell'inizio della prima Guerra Mondiale. La figura del letterato aretino domina l'intero monumento, con lo sguardo rivolto al "futuro". Il gruppo di raffigurazione sul lato anteriore del basamento stà a raffigurare il sentimento della Pace, con una madre che allontana il figlio dalla guerra fraticida, stringendolo a sè, mentre una figura maschile armata solo di nobiltà, invoca la stessa aspettativa Il monumento fu inaugurato il 25 novembre del 1928 da Re Vittorio Emanuele. Foto e testo di @fdelsiena #igersarezzo #igerstoscana #dafareaarezzo #dafareintoscana #arezzo

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Usciamo dal centro storico di Arezzo con #BeTuscan per ammirare la bellezza degli archi dell'acquedotto vasariano. Questa straordinaria opera idraulica, anche se prende il nome dal grande genio aretino del Cinquecento, fu progettata dall’architetto fiorentino Raffaele Pagni e portata a termine tra il 1602 e il 1603, tenendo conto presumibilmente delle indicazioni che aveva fornito in precedenza il Vasari. In via delle Conserve si possono ancora ammirare i depositi o “conserve”, ovvero delle strutture con copertura a botte, dove le acque convogliate per mezzo di una galleria di filtrazione, nella falda di Cognaia, si decantavano e quindi venivano canalizzate per prendere il loro viaggio verso Arezzo. Per mettere in collegamento l’acquedotto e la città, e permettere all’acqua di scorrere sempre allo stesso livello, nell’avvallamento prima del colle di San Donato furono realizzati degli archi in serie che ricordano le spettacolari infrastrutture idrauliche di epoca romana. Un canale sotterraneo lungo circa 500 metri, invece, attraversando la collina sfociava nel punto più basso di Piazza Grande, poco distante dall’abside della Pieve di Santa Maria Assunta. Ammirare questa opera vuol dire entrare nella storia della città di Arezzo Foto e testo di @fdelsiena #igersarezzo #arezzo #igerstoscana #dafareaarezzo #dafareintoscana #acquedotto #vasari #acqua

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L'ultimo appuntamento con #BeTuscan da #Arezzo non poteva che essere da Piazza Grande, la più antica piazza della città e una delle più belle d'Italia. Nonostante gli edifici che la circondano siano di epoche diverse, la piazza vanta un'incredibile armoniosità. A sud e ad est si hanno costruzioni medievali (Palazzo Tofani, Torre dei Làppoli), a nord è presente un palazzo del Cinquecento con loggiato vasariano, a ovest la pieve di Santa Maria, il palazzo del Tribunale e il quattrocentesco palazzo della Fraternita dei Laici. Piazza Grande, resa celebre in tutto il mondo anche dal film "La vita è bella" di Roberto Beningni è, due volte all'anno, scenario della tradizionale "Giostra del Saracino". Inoltre, ogni prima domenica del mese e sabato precedente, si svolge anche qui la Fiera Antiquaria, la prossima fiera sarà il 3 e 4 Ottobre. La prima edizione risale al 1968 e alla manifestazione affluiscono visitatori italiani e stranieri, commercianti, appassionati, collezionisti e studiosi. Come suggerisce il nome i venditori, provenienti da tutta Italia, vendono oggetti antichi e importanti pezzi di antiquariato. Foto e testo di @fdelsiena #igersarezzo #igerstoscana #dafarearezzo #dafareintoscana #fieraantiquaria

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