Gioco
Emergenza profughi, Salvini: «Ne ospiterei uno». Poi in Versilia ci ripensa: «Ma prima vengono gli italiani»
A Marina di Pietrasanta il leader della Lega torna sulle parole dette in televisione: «Penso soprattutto a quel signore di Avezzano che da 4 anni dorme in auto»
MARINA DI PIETRASANTA. Si stupisce anche il direttore del Giornale. «Un’ora di intervista con Matteo Salvini senza parlare di immigrati». Eppure in mattinata c’era stata la ghiotta (dal punto di vista mediatico) uscita del leader della Lega Nord. In diretta ad Agorà su RaiTre (video qui sotto) aveva detto di essere disposto a prendersi un profugo in casa.
"IO LI PRENDEREI, MA ABITO IN UN BILOCALE..."
In serata alla Versiliana in versione Controcorrente (è il nome della kermesse organizzato dal Giornale: venerdì 11 c’è Del Debbio, domenica 13 chiude Renzi) Matteo è più cauto e se la cava con una battuta: «Si lo prenderei, ma abito in un bilocale, perdipiù pieno di cose». Non se la sente di andare oltre. Ha davanti tanta gente, tutta decisamente anti-immigrati. E allora rilancia sulle note del vecchio slogan: prima gli italiani. «In ogni caso prenderei prima quel signore di Avezzano che da quattro anni dorme in macchina». Applausi a scena aperta da un pubblico foltissimo, decisamente agèe – come può esserlo in Versiliana a metà settembre – ma con interessanti sfumature giovani, donne soprattutto.
"TEMPO L'ARRIVO DI TERRORISTI"
Salvini becca tanti applausi, ma non tocca più di tanto la corda dell’immigrazione. La mossa della Merkel di aprire le frontiere l’ha spiazzato e si vede, soprattutto lo si percepisce. Cerca di smarcarsi ripetendo che «in Germania vanno i profughi, da noi ciabattoni, sbandati, clandestini» ma funziona fino ad un certo punto. E allora insiste: «Spero che i servizi segreti europei indaghino sugli sbarchi. C’è il rischio che arrivino in Italia centinaia di terroristi».
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Un brivido freddo corre lungo le schiene di anziani pensionati milanesi e qualche vecchio avvocato di qui. L’Isis alle porte del Vaticano è uno scenario inquietante. Il fatto poi che da Charlie Hebdo all’attacco sul treno Tgv la Francia ha visto protagonisti solo suoi concittadini è particolare trascurabile. Del resto siamo al mare, si gioca molto di slogan. E c’è anche il momento di parlare di look. In Versilia niente felpa, perdipiù verde. «Mi criticano e allora mi sono messo camicia bianca, pantaloni e scarpe d’ordinanza».
Quando si passa dal look alla politica, Salvini segna il passo. Soprattutto perché Sallusti fa il suo lavoro di scavo. «Nel caso si andasse a votare con l’Italicum, dove il premio di maggioranza va alla lista e non alla coalizione – chiede il giornalista – come fate ad allearvi con Forza Italia?».
MATTEO E BERLUSCONI
Salvini spiega che si può avere un programma comune. Ma c’è il problema Europa. Sallusti incalza: a Bruxelles il vostro partito è con Marie Le Pen, Berlusconi è con Angela Merkel. E qui non c’è risposta se non l’appello e la volontà di andare al voto subito. La Merkel, lo ripetiamo, è la vera guastafeste di questo centrodestra che gioca quasi tutto sulla paura dell’uomo nero. Del resto gli argomenti in questa estate vanno e vengono. Vedi il caso della Grecia, ormai sparita dall’orizzonte, anche in chi vedeva Tzipras come l’anti europeo per eccellenza.
MATTEO E IL PAPA
Salvini viene incalzato anche sul Papa, a cui ha risposto piccato sui migranti. «Sono un cristiano e anche un peccatore, ma se credo che una persona sbaglia, finanche il Santo Padre, penso sia giusto dirglielo. Del resto non capisco perchè il suo primo viaggio da pontefice lo abbia fatto a Lampedusa». Applausi anche qui, e non era scontatissimo, visto che sono un invito ad andare avanti contro un Papa visto troppo di sinistra. «Tanti parroci, tante suore, tanti monsignori che incontro me lo dicono: Salvini vai avanti».
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MATTEO E IL SINDACO DI MILANO
Gran finale sul sindaco di Milano. «È il sogno di chi è nato in questa città, come me, fare il sindaco di Milano. Ma in questo momento ho altro da fare. L’uomo giusto è un signore nato da questa parti. Domani (venerdì 11, ndr) sarà qui al festival del Giornale: cercate di convincerlo a fare il candidato». Salvini non fa il nome, ma il riferimento è chiaramente a Paolo Del Debbio.
Finisce in un tripudio di autografi e selfie. Salvini ha portato la Lega dal 3 al 16% sfondando anche in Toscana. Ma le facce e le mise della Versiliana confermano una cosa: al momento sono molti i voti in libertà del Berlusconismo calante. Poi si vedrà.
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