Il Tirreno

Toscana

Lavoro, per l'Istat in Toscana ci sono 30mila occupati in più

Samuele Bartolini
Lavoro, per l'Istat in Toscana ci sono 30mila occupati in più

Nel secondo trimestre l'occupazione in Toscana è aumentata di 30mila unità rispetto allo stesso trimestre dell'anno scorso. Enrico Rossi: "Segno di un miglioramento". Ma i dati vanno presi con le molle

3 MINUTI DI LETTURA





FIRENZE. La Toscana avrebbe risollevato la testa sul fronte del lavoro e avrebbe fatto un balzo da 30mila occupati in più nel secondo trimestre di quest’anno rispetto all’analogo periodo del 2014. E se mettiamo a confronto il secondo trimestre 2015 sul primo, il botto positivo salirebbe a 45mila unità. Con una disoccupazione che scenderebbe da 180mila unità del gennaio 2015 (11%) a 145mila unità del giugno 2015 (8,5%). Ma il condizionale è d’obbligo perché sono tutti dati da prendere con le molle. Numeri postivi, certo, ma che saltano fuori dai primi rilevamenti Istat sugli umori degli imprenditori raccolti al telefono su un bacino di circa 60mila imprese toscane. Sarà vero, non sarà vero.

Fatto sta che lo dice il più importante istituto di statistica nazionale e il presidente della Regione Enrico Rossi coglie la palla al balzo e sciorina in una conferenza stampa a Palazzo Strozzi Sacrati le speranze di ripresa che farebbero pensare al tanto agognato salto fuori dalla crisi. Mentre i lavoratori che tutti insieme fanno quasi la popolazione di una città grande come Livorno continuano a fissare il muro. “Questi dati non vanno strumentalizzati e vanno presi con le dovute cautele – è lo stesso presidente a frenare gli entusiasmi - ma una cosa è certa: la Toscana presenta un quadro positivo nel panorama nazionale. Siamo ai vertici delle regioni sul piano del lavoro, sopra di noi ci sono Veneto e Trentino, sotto Lombardia e Emilia Romagna. Con il 65% degli occupati che hanno più di 15 anni e il prodotto interno lordo della Toscana in crescita nel 2015 dell’1%, meglio dello 0,7% nazionale”.

PIU OCCUPATI NEI SERVIZI, SOPRATTUTTO DONNE. Rimane irrisolto il nodo se sono posti di lavoro stabili, ossia con contratti a tempo indeterminato a tutele crescenti, oppure contratti cococo, cocopro e affini. Dunque non si riesce a capire quanto davvero abbia influito il Jobs Act di Renzi, entrato in vigore nel marzo scorso, o gli incentivi all’occupazione da 8mila euro a lavoratore attivi da gennaio.

“Il punto più interessante – continua Rossi - è che un aumento dell’occupazione nei servizi, ma non sono servizi come commercio e alberghi. Sono servizi legati all’industria, quasi che la tenuta dell’industria, del manufatturiero, orientata soprattutto verso l’export in Toscana, abbia ora un effetto indotto positivo sui servizi alle imprese. Tutto ciò per dire che non si deve disperare”. Tuttavia il settore dei servizi impiega prevalentemente donne, che spesso hanno problemi della cura dei bambini e della famiglia, e solitamente vengono assunte con contratti precari e part-time. Dunque, pare molto probabile che i 30mila occupati in più scoperti dall’Istat siano difficilmente collocabili in un contratto di lavoro stabile. Un approfondimento che Stefano Casini Benvenuti, direttore dell’Irpet, al fianco del presidente Rossi durante la conferenza stampa, promette di fare.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web