Il Tirreno

Toscana

#Betuscan - Oltre il selvaggio c'è di più

Paola Taddeucci
#Betuscan - Oltre il selvaggio c'è di più

Chiara Beni per sette giorni racconterà la Maremma con l'account Instagram del Tirreno

4 MINUTI DI LETTURA





Non solo la Maremma selvaggia, ma anche l'arte, le colline, il vino, la montagna, il mare. Con tanti posti dove i giovani si possono divertire e nello stesso tempo un'infinità di luoghi adatti a chi cerca più tranquillità. Grosseto come non te la aspetti nel prossimo viaggio fotografico di #BeTuscan, l'iniziativa del Tirreno con gli Instagramer toscani arrivata alla penultima settimana. A guidare i lettori alla scoperta di una provincia piena di meraviglie sarà Chiara Beni, 34 anni, di Massa Marittima, local manager di Instagramer Grosseto (Igers_Grosseto è l'account), che dal 31 agosto al 6 settembre posterà le immagini sul profilo Istagram del Tirreno.

Quali posti del capoluogo ha scelto?

«Due angoli significativi. Il primo è piazza Dante, la principale della città, detta anche delle Catene, dove c'è il monumento a Leopoldo di Lorena cui si deve la bonifica della Maremma. Il secondo scorcio sarà sulle Mura e sul Cassero. Pochi s'immaginano che Grosseto abbia una bella cinta muraria, tra l'altro ben conservata e ora percorribile per una bellissima passeggiata. È una preziosa testimonianza della storia cittadina, risalente al XVI secolo, quando c'erano i Medici. Medievale, invece, è il possente torrione del Cassero».

E in provincia?

«Andremo, con le foto, nella riserva naturale Diaccia Botrona, tra Grosseto e Castiglione della Pescaia; al Monte Argentario; a Pitigliano e nell'area del tufo; a Santa Fiora sul Monte Amiata e infine a Massa Marittima con le colline metallifere. Vorrei dare l'idea delle tantissime meraviglie da vedere nella nostra provincia. Il mio itinerario ne tocca solo alcune».

[[atex:gelocal:il-tirreno:regione:toscana:1.12020014:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/toscana/2015/09/01/news/betuscan-siena-e-la-magia-della-natura-1.12020014]]

Con Igers Grosseto raccontate proprio queste bellezze.

«Sì, con gli altri local manager Fabrizio D'Ascensi e Nicola Carraresi cerchiamo di mettere in luce il più possibile la ricchezza del territorio postando le foto nostre, degli utenti e organizzando vari eventi».

Ce ne racconta qualcuno?

«Uno degli ultimi, a maggio scorso, lo abbiamo organizzato in collaborazione con il Comune di Grosseto quando è passato il Giro d'Italia. Poi siamo stati nelle cantine di Villa Banfi per un evento dedicato al vino. Quello con cui abbiamo esordito, invece, ci ha visto impegnati nell'ex cava di Roselle, divenuta uno spazio ricreativo e culturale, per una mostra intitolata "Le periferie del bello" e nata dal precedente challenge fotografico da noi lanciato».

Quanto è nata la vostra community?

«Lo scorso anno. Siamo stati gli ultimi rispetto agli altri gruppi toscani. Ma in un anno abbiamo raggiunto quasi 2500 follower: un bel risultato, considerando che la provincia di Grosseto è tra le meno popolate d'Italia. Proprio il 30 agosto abbiamo festeggiato il primo compleanno con una grande festa all'Acqua Village di Follonica: tutti a mollo e a divertirci tra gli scivoli. C'è stato anche un contest per la migliore foto di acrobazie acquatiche. Ma è stata soprattutto un'occasione per stare insieme».

Grosseto è una provincia dimenticata?

«Un po' sì. È l'ultimo lembo meridionale della Toscana e non ha grandi città d'arte come Pisa, Firenze e Siena. Per questo veniamo considerati rurali e l'immagine con cui siamo identificati, per lo più, si riferisce alla Maremma selvaggia. Ma non c'è solo quella, che pure è bella. In realtà sul nostro territorio c'è tutto: mare, montagne, colline, vino e arte, tantissima arte che abbraccia tanti secoli. Quando viene qualcuno in visita, mi ci vuole una buona mezzora per raccontargli quello che abbiamo da vedere. E la reazione è sempre la stessa, di chi non se lo aspetta».

Lei è un'appassionata di arte, oltre che di web.

«Non è soltanto passione.È il mio lavoro. Sono laureata in storia dell'arte e attualmente curo la redazione on line dell'amministrazione provinciale di Grosseto, occupandomi in particolare di musei e turismo».

Quando ha iniziato a navigare sulla Rete?

«Nel 2005, quando la Rete da noi era ancora alla "preistoria". Tenevo un blog personale, niente di importante. Ma da lì non ho più lasciato il web. che è passione e lavoro».

Nella sua personale classifica dei social a chi assegna il primo posto?

«Sicuramente a Instagram. È il social del cuore, non solo perché c'è l'icona del cuoricino per esprimere il gradimento a una foto. Su Instagram ci vedo la parte più artistica, che è quella che mi sta più a cuore».

E Facebook?

«E quello che uso di più in assoluto, lo chiamo la mia segreteria telefonica. Mi è utilissimo per tenermi in contatto con tutti e comunicare facilmente dove sono e cosa faccio».

Cosa pensa infine di Twitter?

«Mi piace molto. Lo trovo il più intellettuale dei social perché in poche parole devi esprimere un concetto e quindi c'è bisogno di attenzione e riflessione. È il posto dove mi scopro di più e mi lascio andare ad opinioni personali. Lì parlo dei musei, argomento che mi preme molto e di grande attualità con la recente nomina, e conseguenti polemiche, di alcuni direttori stranieri».

LE TAPPE PRECEDENTI DEL NOSTRO VIAGGIO IN TOSCANA
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa