Lutto
Polizia sui treni, gli ambulanti restano a terra
Dopo le aggressioni sul Pisa-Roma, bloccati 150 venditori abusivi. Tensioni e proteste, ma chi è senza biglietto viene multato e fatto scendere
«Ce l’avete con noi, siete razzisti voi poliziotti italiani». Centocinquanta borsoni pieni poggiati a terra tutti insieme fanno un certo effetto, soprattutto se accanto spiccano omoni alti (in media) un metro e ottanta. Il binario 1 a Campiglia Marittima non è mai stato così rumoroso. È partita una controffensiva. Li hanno fatti scendere quasi tutti; alla stazione di Pisa erano più di 200, sulle spalle borse, teli da mare, occhiali, pannelli ricoperti di cover per i telefonini. Carichi di tutto ma quasi tutti senza biglietto.
Ora 150 ambulanti stranieri sono qui. «Fuori tutti!». Senegalesi soprattutto, ma anche nordafricani. «Per convincerli è stata durissima - racconta un agente - Gli abusivi sono docili finché non chiedi loro il ticket di viaggio. Se lo fai si scatenano, non ne vogliono sapere di pagare». Ma questa volta no, questa volta rimangono a piedi. Per questo ora ci sono Ndjae e Diop che sembrano incontenibili. Urlano, si sbracciano e inveiscono. Sul treno si è sfiorata la rissa, uno di loro ha spintonato uno dei controllori, qualcuno avrebbe anche sputato. Qualcun altro ha regolarizzato il viaggio e pagato l’extra, altri, pur di arrivare sulle spiagge di Follonica e Castiglione hanno accettato la multa. C’è anche chi l’ha fatta franca, dileguandosi a Rosignano o a Cecina. Pochi, però. Perché sul Pisa-Roma delle 7.45 ieri è stato tutto un altro viaggio. E anche se gli agenti continuano a ripetere che non è «cambiato niente, e i controlli li abbiamo sempre fatti», il 2337 non è più quello che era.
Sul regionale veloce ad alto tasso di aggressività, quello su cui giovedì hanno preso a cazzotti il capotreno - inserito nella lista nera dei treni pericolosi -, il gruppo Ferrovie e Polfer hanno schierato un piccolo esercito: tre poliziotti da Pisa, un capotreno, tre addetti della Protezione aziendale di Trenitalia e due dell’anti evasione, e a Livorno altri due agenti. E stamani il servizio verrà ripetuto. Solo in Toscana, su regionali come questo, sono state 6 le aggressioni e 100 i convogli scortati dall’inizio dell’anno. E la scorta serve. Ogni mese Ferrovie stila un elenco di quelli a rischio. Il Tirreno ha potuto accedere alla black list di settembre. Saranno 39 i sorvegliati speciali in Toscana, 78 considerando che le tratte da tenere sott’occhio sono andata e ritorno. Una lista su cui la Polfer schiererà i suoi uomini e Trenitalia personale formato per la risoluzione dei conflitti.
I treni hanno orari e frequentazioni diverse. Fra Livorno e Grosseto, per dire, impazzano i furti. «Ci salgono nomadi e romeni». L’11737 che da Santa Maria Novella parte alle 23.07 e giunge a Pisa oltre un’ora dopo è a rischio aggressioni. Poi ritorneranno a colpire le baby gang, i bulli che sui treni spaccano tutto, finestrini, porte, estintori. Si riattiveranno col bollino rosso le rotte degli studenti turbolenti, il 3176 e l’11683 è indicato come una carovana dello sballo, frotte di aretini e ragazzi del Valdarno si spostano verso le discoteche del capoluogo. Infine, i regionali degli abusivi e delle potenziali aggressioni: La Spezia-Pontremoli, Viareggio-Firenze.
«È inutile girarci intorno - dice un poliziotto - in questi anni FS è passata da 200mila addetti a 80mila, ci sarà una differenza a livello di sicurezza?». «Non siamo noi a dover garantire l’incolumità fisica dei passeggeri, questo è un compito che spetta alle forze dell’ordine», ribattono i ferrovieri. Nessuno sa ancora che il Comitato di garanzia sugli scioperi dei trasporti ha stoppato la protesta indetta dai sindacati in segno di denuncia e allarme per le continue aggressioni. Mobilitazione rimandata. Scioperare d’estate è interruzione di pubblico servizio.
A Campiglia il 2337 è arrivato in ritardi di 40 minuti. Per un bel po’ il viaggio sul treno della costa è stato quasi una noia, soporifero. «I lupi si sono trasformati in agnelli». Poi le «solite scene». Sulla carrozza 5 una ventina di ragazzoni ha improvvisato una melina. «Lo fanno sempre - racconta un ferroviere - si mettono in cerchio e si passano il biglieto buono». Ma oggi no. «Ehi, tutti fuori di qui, oggi o pagate o scendete».
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