Il Tirreno

Toscana

#Betuscan: "Colgo l’attimo della mia terra"

Paola Taddeucci
Una sua foto vicino Pienza: qui fu girato parte del film "Il Gladiatore" con Russel Crowe
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Una sua foto vicino Pienza: qui fu girato parte del film "Il Gladiatore" con Russel Crowe

Antonio Cinotti per 7 giorni racconterà centri storici e campagna senese con l’account del Tirreno

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SIENA. «Comunque ci si sforzi, non si può non comunicare». Una frase presa a prestito dai massimi studiosi del settore è diventata lo slogan di Antonio Cinotti, senese, protagonista della settimana di #BeTuscan, l'iniziativa del Tirreno con gli Instagramers toscani. 41 anni, comunicatore per passione e di professione – è web e social media manager - Cinotti racconterà ai lettori le bellezze della sua Siena, pubblicando le foto sul profilo Instagram del giornale. «Ma della città – dice – ci sarà poco. A me interessa comunicare le meraviglie del territorio, che è unico al mondo e in ogni suo angolo dà i brividi. Non a caso ha quattro siti Unesco: S. Gimignano, Pienza, Siena e la Val d'Orcia».

A quali posti ha pensato per #BeTuscan?

«Ho un elenco lungo, su cui dovrò fare una selezione. Sicuramente metterò le Crete Senesi, un paradiso naturale a cielo aperto, più conosciuto dagli stranieri che dagli italiani. La Val di Merse è un altro posto magico: il celebre “Mulino bianco” della pubblicità di qualche anno fa si trova proprio lì, nel comune di Chiusdino, a cinque chilometri dall'abbazia di San Galgano, luogo che toglie il fiato. E poi nel Chianti il castello di Brolio: tra l'altro il proprietario, barone Francesco Ricasoli, è attivissimo su Instagram».

E tra i siti Unesco?

«Certamente un'immagine della Val d'Orcia, cui si riferisce anche la fotografia, delle tantissime da me scattate, che più mi piace: raffigura la “via del Gladiatore”, cioè il film con Russell Crowe là girato. Per Il Tirreno non ho ancora scelto: forse i cipressini di San Quirico, la foto-simbolo della Toscana, o la cappellina di Vitaleta, sempre a San Quirico. Per quanto riguarda le città, ci saranno Pienza – il borgo rinascimentale perfetto – e piazza del Campo a Siena».

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Come li renderà unici?

«Lo sono già, non devo inventare niente se non fare fotografie che comunichino qualcosa a chi le guarda. Anche se sono tra i luoghi più rappresentati al mondo, vi si può trovare sempre qualcosa che li rende particolari: un'inquadratura, la luce, l'istante».

Quando è nata la sua passione per la fotografia?

«Ho cominciato a scattare foto molto tempo prima di Instagram. Quando frequentavo l'università (è laureato in scienze politiche, ndr) invece di andare in biblioteca prendevo la moto e cercavo posti nei dintorni di Siena per studiare all'aria aperta. Ma trovavo sempre il tempo per fotografare qualcosa. E oggi non esco mai senza la reflex e l'Iphone».

Legato alle foto, alla moto e a Instagram è il suo Progettofolle01. Ce ne parla?

«E' il viaggio in Marocco che ho fatto in moto con mia moglie Francesca a settembre 2014, in occasione dei miei 40 anni. Non volevo regali, ma qualcosa che rimanesse, un pensiero per gli altri. Così ho chiesto una donazione per l'onlus “Bambini nel deserto”: in tutto sono stati raccolti circa diecimila euro che abbiamo portato personalmente nel villaggio di Begaa. Grazie ai quei soldi a maggio 2015 nel villaggio è stata installata una pompa ad energia solare per alimentare un pozzo dell'acqua e a settembre sarà realizzato un altro pozzo. Sarò lì a documentare quel momento, come è successo già l'anno scorso, grazie anche alla collaborazione con Instagramer Italia che ci ha seguito per tutta la durata del viaggio».

Ci racconta la sua attività su Instagram?

«Sono responsabile dell'account ufficiale @igerssiena della community degli Instagramers senesi, nata nel 2012. Siamo tutti innamorati di Siena e del suo territorio: il nostro obiettivo è di promuoverli con le foto dei luoghi e degli eventi che vi si svolgono. Il tag #instapalio13, ideato da Marco Cheli, è stato uno dei challenge più virali in Italia su Instagram, richiamando più di 3500 fotografie in pochi mesi».

L'amore per il territorio s'intreccia anche col lavoro.

«Vero. Tra le tante iniziative, con quattro amici ho sviluppato Around Siena, un progetto web per dare visibilità alla città, curando la relativa pagina Facebook e lo sviluppo dei contenuti: il progetto è risultato tra i vincitori del bando provinciale Terre di Siena Creative 2014».

Comunicare, oggi, cos'è?

«E' tutto. La presenza sul web e sui social media, a mio parere, è ormai diventata indispensabile per trasmettere i contenuti nei campi più disparati, partendo dal settore turistico per abbracciare quello commerciale, lo sportivo fino ad arrivare all'organizzazione di eventi. Un blog e un sito web usati correttamente possono essere la giusta vetrina per dare risalto ad ogni iniziativa. E spesso, purtroppo, una buona comunicazione vale di più della qualità».

Qual è lo stato attuale dei social network?

«Twitter sta calando perché i 140 caratteri limitano molto. Qualcuno riesce ad esprimersi meravigliosamente, ma per la maggior parte è difficile comunicare in modo così stringato. Non vedo un declino, invece, per Facebook: di più non può crescere, un assestamento credo sia normale. Ci siamo un po' tutti e ha cambiato la vita a tutti, abituandoci a condividere, a volte troppo, la nostra vita e i nostri pensieri. Instagram sta avendo un grande successo perché è meno parlato, è quasi un rifugio dal chiasso digitale: penso che sia il social con maggiore potenzialità di crescita».

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