Sicurezza
Afferrare l’orizzonte all’estremo del pontile
Il fascino della linea del tramonto sull’acqua. Melville si chiedeva: che cosa ci attira verso questo limite?
Come sentinelle silenziose, tutto intorno alla città stanno migliaia e migliaia di mortali perduti in fantasticherie oceaniche. (...) Sono scomparse tutte le verdi campagne? Che cosa fanno qui costoro?
Herman Melville, Moby Dick
CAMAIORE. Sarà che ci riunisce la smania delle cose lontane. Ma è certo che osservare un bel tramonto da un pontile non è questione di gusti e deve ancora nascere quello che dica: no, non è bello, non mi piace, non fa per me. Sarà che in quel punto indistinguibile laggiù, nella congiunzione elementare, scorgiamo una frontiera interiore, una linea che ci livella tutti come nella morte, la madre di ogni incertezza (ma per essere più specifici bisognerebbe interpellare qualche maestro spirituale e fingere di credere alla risposta, ognuno a modo suo).
Nelle prime righe di Moby Dick, Melville mette questa vertigine nel cuore del protagonista Ismaele, che osserva le persone immobili sui parapetti e sui cigli delle darsene a scrutare il mare. E si chiede: che cosa fanno qui costoro? «Nulla li soddisfa, se non il limite estremo della terraferma»; «bisogna ch’essi s’avvicinino all’acqua quant’è possibile senza caderci dentro»; «forse il potere magnetico degli aghi delle bussole di tutte quelle navi li attira?». Così un pontile va attraversato tutto, mica ci si può accontentare della metà. Il pontile di Lido di Camaiore ci avvicina all’orizzonte di 285 metri: ci spingiamo fino all’ultimo centimetro della sua corsa finché, giunti alla balaustra più distante, scopriamo che non basta ancora. Così Ismaele si imbarca sulla baleniera e a noi non resta che appoggiarsi qui a guardare.
Questa foto. La foto del tramonto sul Pontile di Lido è stata scattata da Giulio Maggi e postata su Instagram con la tag #BeTuscan da @lidodicamaiore, profilo ufficiale dell'associazione albergatori, balneari e commercianti di Lido di Camaiore. L’abbiamo scelta tra le foto postate dagli utenti di Instagram che usano l’hashtag #BeTuscan, che dà anche il titolo al nostro progetto con Instagramers Toscana.
Ottava tappa. Dopo Livorno, Pisa, Lucca e la Versilia, Massa e Carrara, Pistoia e la Valdinievole, Prato e, da ultima, Firenze, #BeTuscan arriva a Siena: è l’ottava di dieci settimane di viaggio in Toscana. Ogni settimana Il Tirreno affida le chiavi del proprio profilo ufficiale su Instagram a un coordinatore delle dieci comunità locali di Instagramers. Una guida speciale per ogni provincia, alla ricerca delle radici della toscanità: un percorso tra storie e fotografie che potete seguire cercando Il Tirreno su Instagram.
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