Il Tirreno

Toscana

#Betuscan a Firenze: rifugiamoci Oltrarno

di Paola Taddeucci
Il lungarno fiorentino. La prima foto di Francesca Coppini sul profilo Instagram Igers_Firenze
◗
Il lungarno fiorentino. La prima foto di Francesca Coppini sul profilo Instagram Igers_Firenze

Francesca per 7 giorni racconterà l’altra Firenze con l’account del Tirreno. La settima tappa del viaggio in Toscana con gli igers ci porta tra i vicoli e le botteghe del centro del capoluogo

4 MINUTI DI LETTURA





FIRENZE. Non ne può più dei turisti in coda negli stessi posti e del solito giro che fanno tra le meraviglie cittadine. «Firenze – dice – non è solo il duomo, gli Uffizi, l'Accadema e Palazzo Pitti. C'è molto altro, ugualmente bello, da vedere». Ed è dentro la Firenze più vera, più rilassante e rilassata, che Francesca Coppini condurrà i lettori nel corso di questa settimana in cui sarà al timone di #BeTuscan, l'iniziativa de Il Tirreno con gli Instagramers toscani. 36 anni, nata e residente nel capoluogo regionale, Francesca – di professione addetta stampa in un ente fiorentino – fa parte di Igers_Firenze, la community locale di Instagram che seleziona le foto più belle degli utenti e organizza eventi live in città e sul territorio. Sempre con lo stesso intento: offrire visuali e punti di vista particolari, quelli che i turisti in coda agli Uffizi o all'Accademia difficilmente riescono a catturare.

Quale sarà il suo itinerario per #BeTuscan?
«Nell'Oltrarno. È una parte della città meno battuta dal turismo, ma con luoghi bellissimi e peraltro molto noti. È la Firenze degli artigiani storici, con le strade delle arti e dei mestieri, purtroppo un po' decimati negli ultimi anni, tuttavia ancora presenti e capaci di rendere vivo il quartiere. Che non a caso è scelto da molti studenti e da chi cerca di sfuggire al delirio quotidiano di là d'Arno. È un quartiere che si scopre passeggiando nei suoi vicoli e incontrando le persone: qui si può ancora fare senza essere soffocati dal flusso incessante dei turisti. Attraverso le foto vorrei raccontarlo, insieme con i suoi personaggi, la sua storia, i suoi aneddoti».

Qualche posto speciale?
«I lungarni, San Frediano, Santo Spirito, con la sua splendida facciata brunelleschiana, e poi su, al piazzale Michelangelo e alla basilica di San Miniato al Monte».

L'altra Firenze ormai è diventata invivibile per i fiorentini?
«Non solo per noi, ma anche per gli stessi turisti. La città sembra diventata il luogo del turismo "mordi e fuggi". I visitatori, soprattutto americani e giapponesi, al massimo si fermano due giorni e della città vedono e vivono pochissimo, al di là del circuito classico in duomo, agli Uffizi, all'Accademia e, se il tempo glielo concede dopo averlo passato per lo più in coda, a Palazzo Pitti. È un turismo invasivo e soffocante di cui risentono in negativo anche i servizi per i visitatori».

Cosa suggerirebbe?
«A mio parere andrebbe incentivato un turismo più soft e approfondito, promuovendo un percorso allargato all'intera città, dove ci sono luoghi bellissimi, ma ignorati dai circuiti. Quello che proporrò con #BeTuscan è solo uno degli itinerari possibili, ma c'è davvero l'imbarazzo della scelta».

[[atex:gelocal:il-tirreno:regione:toscana:1.11945618:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/toscana/2015/08/17/news/la-fotosequenza-leandro-gioca-col-bello-1.11945618]]

Uno dei luoghi più sottovalutati?
«Il museo Stibbert a Rifredi: un posto che mi ha colpito e meriterebbe di essere più visitato. È la casa museo del collezionista Fredrick Stibbert, anglo-italiano, che alla morte decise di lasciare alla città di Firenze il suo patrimonio d'arte: quadri, collezioni di armi, di porcellane, di costumi. È gestito da una fondazione e conserva, tra l'altro, una delle maggiori raccolte di armi giapponesi fuori dal Giappone».

L'attenzione alla Firenze più vera è una caratteristica di Igers_Firenze.
Ci racconta la vostra attività? «Siamo in quattro. Gli altri tre local manager sono Ilaria Vangi, Valentina Dainelli e Luca Federici. Ci occupiamo tutti di Firenze tout court, senza compiti specifici, ma suddividendoci via via le cose da fare tra la selezione delle immagini da postare sul profilo e l'organizzazione di alcuni eventi live».

[[atex:gelocal:il-tirreno:regione:toscana:1.11954664:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.11954664:1652110764/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

Per esempio?
«Quest'anno abbiamo seguito Clet (l'artista francese della street art, ndr) nelle sue installazioni a Firenze, dove vive. Nel 2014 abbiamo fotografato Mercantia, il festival delle arti di strada a Certaldo, mostrandolo dall'alto delle torri attraverso le immagini scattate da venti persone da noi selezionate. Poi collaboriamo stabilmente con l'Opera del duomo, a Firenze».

Quando è entrata nella community?
«Nel 2012. L'account era già stato creato da altri, che l'hanno lasciato e io ho preso il loro posto. Poi si sono uniti Ilaria, Valentina e Luca, così sono la più "anziana" del gruppo».

[[atex:gelocal:il-tirreno:regione:toscana:1.11954632:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/toscana/2015/08/19/news/betuscan-ritrovarsi-altrove-sulla-solita-strada-1.11954632]]Com'è nata la sua passione per i social?
«Più che dei social in sé, sono appassionata di nuova comunicazione. Un interesse nato durante gli studi: ho frequentato Scienze della comunicazione proprio nel momento del passaggio all'era digitale, quando sono arrivate le app e i social».

Perché Instagram sta avendo grande successo?
«Ha il pregio di essere immediato, semplice e vario. Per qualcuno è lavoro, per altri un quasi lavoro e poi c'è l'utente medio, che ne fa un uso libero e privato».

E di Facebook cosa pensa?
«Lo uso meno rispetto al passato. Lo trovo congestionato, pieno di cose inutili: una sovrabbondanza di stupidaggini che mi dà fastidio. E poi alimenta la facilità con cui la gente si affida alla Rete, spesso piena di notizie false e di commenti violenti. Instagram è meno invasivo e più innocuo: al massimo puoi vedere foto brutte, non notizie false».

Le tappe precedenti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web