Non ci sono cifre ufficiali che l’azienda non vuole per il momento comunicare, ma i numeri, anche se sussurrati, parlano chiaro: più 12 punti percentuali sugli incassi a luglio rispetto allo stesso mese dell’anno scorso. Una tendenza in crescita, ma tutta da valutare visto il periodo di caldo intenso e la forte presenza di turisti.
Un successo che ha già convinto la catena francese ad allungare l’esperimento, prima previsto fino al 31 di agosto, anche per il mese di settembre. Insomma, nel momento in cui Carrefour ha appena esteso la sua apertura non stop, cioè 24 ore su 24, sette giorni su sette, sia nell’ipermercato di San Giuliano Terme a Pisa, sia a Calenzano, in provincia di Firenze (Lucca per ora si ferma alle 24), arriva il primo bilancio del maxicentro di Massa, quello che dall’inizio di luglio ha introdotto questa novità assoluta per tutta la Toscana.
Gli artefici del successo. Dunque, il bilancio, anche se da Carrefour non confermano nulla, sembra proprio positivo ed anche i sindacati di categoria, pur rimanendo contrari ad uno shopping senza soste, si ripromettono di fare un’analisi più approfondita. Ma chi sono gli amanti della maionese acquistata nel cuore della notte? Grosso modo, secondo quello che raccontano i dipendenti, il pubblico si divide in due grandi fasce: giovani tiratardi fino all’una del mattino, operatori degli stabilimenti balneari e pensionati particolarmente arzilli e mattinieri praticamente all’alba, magari proprio in quel momento che i raggi del sole cominciano a filtrare dall’orizzonte.
Nel mezzo ben poco, soprattutto niente acquisti di televisori o lavatrici, tuttalpiù qualche pomodoro o un pacco di pasta che in queste settimane di vacanze sono finiti soprattutto nelle mani di famigliole di turisti. E questo anche se, come si diceva, la frequentazione è tutta da valutare, visto che hanno avuto il loro peso sicuramente i vacanzieri, che quest’anno sono davvero tanti, e le troppe nottate di caldo appiccicoso che invitavano più ad andare al fresco tra gli scaffali piuttosto che infilarsi in un letto che si trasformava regolarmente in un sudario.
La sperimentazione prosegue. Insomma, la sperimentazione, come comunicato dalla direzione dell’ipermercato in un incontro con i sindacati di categoria nei giorni scorsi, andrà avanti anche per tutto settembre, con uno sguardo già rivolto alle festività di fine anno. «Nell’arco del mese c’è stato sicuramente un aumento di incassi - commenta Stefano Nicoli, segretario organizzativo toscano della Filcams Cgil -, ma un’ulteriore valutazione è quanto mai necessaria per capire se sono semplicemente gli stessi soldi spalmati su un arco orario diverso o invece un successo economico. L’apertura notturna ha comunque portato all’aumento dei clienti, ma per quanto abbiamo potuto osservare soltanto fino alle 24, mentre dopo la situazione è diversa.
Di conseguenza, bisogna chiederci: sono gli stessi che andavano a fare la spesa nel tardo pomeriggio e poi l’hanno rimandata dopo la cena? Senza considerare il problema del personale, in tutto una ventina di addetti, di cui la metà di tipo interinale. Ribadiamo comunque la nostra contrarietà all’eccessiva liberalizzazione: di notte si tengono aperte le farmacie, non si acquistano televisori».
Pisa, per ora è flop. Il deserto, almeno per ora, domina invece le notti del Carrefour di San Giuliano Terme. Parcheggio sotterraneo vuoto, una guardia giurata che perlustra i 5mila metri quadrati dell’ipermercato, addetti che mettono a posto gli scaffali, giovani che si dirigono verso l’unica cassa aperta. Insomma, un panorama ben diverso da quello di Massa perché San Giuliano, come Calenzano, non è una località molto frequentata dai turisti. «Veniamo da un periodo in cui la chiusura era già stata estesa dalle 21,30 alle 24 - sottolinea Francesca Calcagnini, delegata sindacale dell’ipermercato pisano -.
Il successo di Massa ha convinto Carrefour ad aprire senza sosta anche da noi. Abbiamo organizzato una manifestazione il primo agosto, primo giorno di apertura, ma se alcuni colleghi hanno un atteggiamento di distacco, occorre avere una visione di lungo periodo, con un po’ di attenzione verso l’uso dei lavoratori interinali, cioè precari, sottopagati e senza ferie».