Il Tirreno

Toscana

Dieci storie dell'estate, le notizie che non dimenticheremo

Fabrizio Brancoli
Un panino "cinque e cinque" con la torta di ceci
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Un panino "cinque e cinque" con la torta di ceci

Abbiamo scelto cinque vicende positive e altrettante negative che hanno contrassegnato la prima metà dell'estate 2015

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Cinque e cinque: una porzione di bene e una di male

Il "5 e 5" è un panino tipico di Livorno. Consiste nella farcitura di pan francese (baguette salata) o di focaccia, con torta di ceci (detta anche farinata o cecina) e una spolverata di pepe. Il nome risale agli anni '30 del Novecento, quando il costo della porzione di pane e di torta era 5 centesimi di lira ciascuno. Usiamo questo simbolo per raccontare le storie di questa estate 2015: cinque nel bene e cinque nel male.

 

IL CINQUE DI BENE...

 

1. Rispondigli, Laura

È il cielo della Versilia, il 13 agosto. Passa un aereo, con un cuore rosso e una domanda: Laura, vuoi sposarmi? Un tempo follie come questa andavano di moda; oggi il romanticismo dei cieli è un’eccezione. In tempi di sms e tweet, insomma di comunicazioni facili, è stato un brivido emotivo. E ora, Laura, chiunque tu sia... che cosa rispondi?

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2. L'obiezione di coscienza

Avrebbe potuto metterlo in vetrina e incassare soldi; invece ha optato per un rifiuto che ha fatto parlare tutta Italia. Cristiana Ricci, titolare della libreria Marradi di Livorno, ha annunciato con un cartello che non avrebbe venduto il libro con le verità di Francesco Schettino, il comandante condannato dopo il maxi naufragio della Concordia.

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3. Il superpotere di donare il sangue

Oltre l’infinito e oltre, là, dove un pericolo si annida e un nemico si manifesta, arrivano i Supereroi di Prato. Una banda in calzamaglia e scarpette, che imperversa in città tra ironia e denuncia. E siccome - come recita il mantra della Marvel - da un grande potere derivano grandi responsabilita, i Supereroi sono pronti a donare il sangue.

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4. La Compagnia dell'anello

La compagna di un nostro cronista cammina sulla riva del mare a Piombino e scorge qualcosa che luccica a terra. È una fede smarrita. Scatta il tam-tam, Facebook stavolta è il motore di un’indagine per buona causa, e non il veicolo dei veleni quotidiani. Un giorno Caterina chiama: l’anello è del suo uomo. Happy social ending.

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5. Mano nella mano, la catena umana

Sulla spiaggia della Lecciona infuriava una pericolosa mareggiata e i bagnini non c’erano, perché la sicurezza costa e il Comune aveva deciso di farne a meno. Alcune persone hanno rischiato di morire, il 28 luglio, a Viareggio, e sono state salvate così. Non c’è stato bisogno di un eroe singolo, senza macchia e senza paura: meglio restare uniti e farlo tutti insieme, mano nella mano. La catena umana che si è allungata dalla riva fin dentro il mare in burrasca è uno dei simboli della nostra estate. È un inno al rispetto per la vita umana. È il segno che in questo mondo di egoismi esiste ancora una speranza.

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...E IL CINQUE DI MALE

 

6. Lucky ci guarda negli occhi

In questa foto Lucky ci guarda dritti negli occhi, come solo i cani sanno fare. Il suo padrone l’ha lanciato dalla finestra, a Pieve a Nievole, vicino a Montecatini, e gli ha spezzato le gambe; ma vivrà. Lucky significa fortunato: più che una realtà, è un augurio. Ci guarda perché non dimentichiamo il male che si può fare a un essere innocente.

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7. Il terrore sul lungomare

Passeggi sul lungomare o in spiaggia, nell’atmosfera ovattata, nel silenzio sereno di ombrelloni e risate di bambini a riva, quando, senza annunciarsi, irrompe il terrore. A Lido di Camaiore si spara e si insegue: la polizia dà la caccia a una banda di ladri e il panico travolge la serenità della vacanza. Un pomeriggio da thriller.

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8. La laguna come una camera a gas

Un disastro ambientale, i pescatori in ginocchio, un paradiso sfregiato e umiliato. Il caldo, e una serie di concause su cui si rifletterà a lungo, sterminano milioni di pesci e avannotti nella Laguna di levante, a Orbetello. L’economia della pesca è devastata, l’immagine del cimitero di pesci fa il giro del mondo.

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9. Sul treno nuovo la porta senza viti

Difficile trovare qualcosa di più sconcertante di quella che accade il 20 luglio sulla linea Firenze-Arezzo: all’incrocio con una Freccia, in una galleria, la porta del treno Jazz vola via come se fosse di carta. Per fortuna nessun ferito ma poteva essere una catastrofe. Giorni fa, il Tirreno svela la causa: mancavano alcune viti. Senza parole.

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10. La piscina incredibile

Nel 1029 dopo Cristo, quando la chiesa di San Zeno a Pisa era già presente, non avrebbero mai detto che un giorno, a mezzo metro dalle sue mura prestigiose, sarebbe nata una piscina abusiva. Ma la storia e l’evolversi dei secoli producono a volte delle spettacolari sorprese. La piscina (10 metri per 4) costruita su terreno comunale tra la chiesa e le mura è ancora al suo posto e, sembrerebbe, perfettamente funzionante: doveva essere rimossa entro il 22 agosto... Negli anni era rimasta ben nascosta proprio grazie alle mura. E vai con il valzer: rimpallo di responsabilità sulla mancata vigilanza, necessità di firme e pratiche per procedere alla rimozione forzata...

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IL COMMENTO:

Dieci storie che non dimenticheremo  di Fabrizio Brancoli

Il bello (e il brutto) della cronaca è che è un film senza trailer e un romanzo senza indice; nessuno sa dirti esattamente che cosa accadrà. Al massimo, ci si può impegnare per raccontare che cosa è accaduto e sta accadendo. Il bello (e il brutto) della cronaca è che alla vigilia dell’estate 2015 nessuno avrebbe potuto prevedere che nelle settimane successive avremmo letto di supereroi donatori di sangue, di catene umane per salvare gente che rischia di morire in mare, di cani con le gambe spezzate da un folle, di porte che si staccano da treni in corsa e volano via come se fossero la piuma incontrollabile di Forrest Gump.

Per tutto questo, non c’erano pronostici: come per la storia di una libraia pronta a non vendere un libro, o quella dello sterminio di una massa di pesci innocenti in una laguna, uccisi da un serial killer che si chiama, semplicemente, caldo.

Questa è la nostra estate 2015, in una scelta clamorosamente arbitraria. Dieci trame che ci hanno colpito, nel bene e nel male, e che non dimenticheremo. E se per Ennio Flaiano non c’è che una stagione, questa, «tanto bella che le altre le girano attorno», noi da qualche giorno invece giriamo attorno al Ferragosto, il falso finale della stagione. Per retaggio post bellico e post industriale questo Paese è abituato a incasellare il 15 agosto come l’inizio della fine, il punto in cui il periodo delle vacanze prende a scollinare...ma la questione è superata, perché molti di noi le vacanze le faranno a settembre o in autunno, e molti di noi neppure le faranno.

L’estate è uno stato d’animo e una quinta di teatro, che fa da sfondo a vicende mai previste. Un anello ritrovato nella sabbia. Un criminale che fugge in mezzo alla folla di una spiaggia versiliese. L’enigma di un aereo che scrive frasi romantiche nel cielo, davanti alle sdraio e agli ombrelloni.

Oggi e domani vivremo invasioni di fette di cocomero e cene all’aperto, musei e lunghe dormite, calciomercato in tv e notti di fuochi d’artificio. E forse qualche ora di pioggia, ma proveremo a non prendercela. Il calendario ci strizza l’occhio: Ferragosto di sabato, poi una domenica che sembra fatta apposta per farci guardare avanti.
Rassegniamoci all’estate: mica è finita.
 

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