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Una lunga storia di sole e di mare con la Sirena
Una lunga storia di sole e di mare con la Sirena A Castiglione della Pescaia giochi, feste e cene sulla spiaggia proprio come una volta
La prima volta che una sirena ha fatto capolino a Castiglione della Pescaia era il 1929. Arrivò dal mare e si stese vicino al confine con Marina di Grosseto, ma durante la Seconda Guerra Mondiale una tempesta distrusse tutto in quel punto, e lei se ne tornò in acqua. Sono serviti altri dieci anni e tutta la passione della famiglia Lorenzoni per farla riemergere. Era il 1959 e da quell’estate in poi i bagni Sirena non hanno più lasciato le rive castiglionesi, con le redini rimaste ben salde nelle solite mani, passate di padre in figlio, di generazione in generazione.
Uno degli stabilimenti più antichi della cittadina maremmana, in cui si è toccato con mano il cambiamento dei tempi: dai primi turisti stranieri all’avvento dell’Euro che ha cambiato le carte in tavola, dalle feste con i semplici cocomeri all’epoca dell’aperitivo. «I cambiamenti noi le abbiamo visti tutti» raccontano oggi Serena e Rachele Lorenzoni, testimoni diretti di mezzo secolo di storia di stabilimenti balneari. In questa torrida estate le sdraio sparse sul litorale sono gremite sotto gli ombrelloni a strisce gialle e verdi. «La maggior parte sono clienti affezionati: per lo più senesi, ma anche castiglionesi.
Gente che frequentava il nostro bagno già quando era una giovane coppia e che ora si ritrova ad essere nonni che accompagnano i nipoti». Storie lunghe quanto quella del Sirena, raccontano le due sorelle. «Lo stabilimento è sempre stato della nostra famiglia – spiegano – Nostro nonno prima e nostro padre poi ci hanno investito una vita intera». Oggi invece tocca a loro. «Con la crisi le cose sono cambiate, ma i segnali di novità imminenti erano già arrivati negli anni precedenti». Serena e Rachele erano bambine quando il padre decise di ammodernare il bagno, nel pieno degli anni del Boom, lanciandolo verso i tempi moderni.
Ad esempio, si ricordano di quando negli stabilimenti ancora non esisteva la cucina. «Prima i bagni dopo la mattina chiudevano due ore per pranzo e poi aprivano di nuovo nel primo pomeriggio: la gente andava a mangiare a casa». Poi però arrivarono i primi cambiamenti, anche al Sirena. «Una volta un turista fiorentino se ne stava andando quando vide nostra madre che preparava la pasta al pomodoro e chiese se poteva averne un piatto anche lui.
Da allora, poco a poco, iniziammo a servire dei pasti: prima molto caserecci, poi un più ricercati». Nel 1995, infine, venne inaugurato il ristorante del bagno, dove ancora oggi ai piatti freddi si uniscono pesce e frutti di mare. Ma intanto altre importante novità stavano per sbarcare sulle rive. «Prima la stagione durava molto di più – raccontano Serena e Rachele – anche fino ad ottobre, grazie ai turisti stranieri, soprattutto tedeschi. Allora il marco aveva un gran valore rispetto alla Lira e loro potevano permettersi vacanze più lunghe. Quando è arrivato l’Euro, però, le cose sono cambiate». Con la moneta unica venti giorni al mare sono diventati un lusso troppo costoso anche per i clienti d’Oltralpe.
La crisi economica, infine, ha dato un duro colpo all’intero settore, da cui neanche il Sirena è riuscito a sottrarsi. I Lorenzoni però non si sono abbattuti davanti alle difficoltà e nel 2002 hanno messo in piedi un importante lavoro di ristrutturazione dell’intero stabilimento. Dagli impianti fino agli infissi, dando un nuovo look a veranda e litorale. «In quegli anni esistevano ancora gli stagionali, una tipologia di clienti oggi molto rara – continuano le due sorelle – Oggi le vacanze sono molto più corte».
Ma non per questo manca la voglia di divertirsi. Ai bagni Sirena infatti si organizzano ancora le cene sulla spiaggia, gli intrattenimenti per bambini e le feste a tema. Lo stabilimento comprende circa cento ombrelloni, sotto cui sono sistemate una sdraio e una sedia regista. Il Sirena apre tutti i giorni fino a settembre alle 8 di mattina e chiude i battenti attorno alle 20. Il costo per una giornata sotto l’ombrellone è di circa 25 euro.
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