Il Tirreno

Toscana

IL COMMENTO

Quegli americani che non capiscono il bello

Fabio Demi

L'incredibile critica di costare troppo e di pendere poco è comparsa in un articolo di consigli di viaggio al contrario sull'edizione statunitense dell'Huffington Post

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[[atex:gelocal:il-tirreno:pisa:cronaca:1.11925318:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/pisa/cronaca/2015/08/13/news/il-vostro-gioiello-e-sopravvalutato-1.11925318]]Ma dove credono di essere questi americani? Al supermercato, dove il consumatore cerca giustamente di risparmiare il più possibile? Quando si parla di opere d’arte di livello universale non è il caso di sindacare troppo sul prezzo del biglietto. E comunque, se salire sulla Torre costa più che visitare altri monumenti di pari valore (ma ce ne sono?), non è perché a Pisa ci si diverte a bombardare le tasche dei poveri turisti. Signori dell’Huffington Post, gli accessi alla Torre devono essere limitati per ovvie questioni di sicurezza, cosa che non accade (almeno non in queste proporzioni) per musei e monumenti di importanza simile. È legittimo, quindi, che i pochi che salgono, paghino una certa cifra. E se non possono o non vogliono, la full immersion nella bellezza è garantita lo stesso.

Le misure di sicurezza sono necessarie perché, al contrario di quanto dice incredibilmente l’Huffington, la Torre pende parecchio. E 25 anni fa pendeva talmente tanto che fu chiusa al pubblico e sottoposta a lunghi e costosi lavori di consolidamento e raddrizzamento, indispensabili per evitare che la divina struttura collassasse. E sul panorama, che dire? Da lassù si vede la Piazza dei Miracoli in tutto il suo straordinario fascino, un pezzo di paradiso in terra. Il resto è una città, una bellissima città, carica di storia, che se ne può anche strafregare delle bislacche tesi d’oltreoceano. Sopravvalutati sarete voi.

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