Muore bambino di 7 mesi: era stato dimesso da due giorni
Ricoverato il mercoledì per una gastroenterite acuta, è stato dimesso venerdì dall'ospedale di Borgo San Lorenzo. Domenica i genitori hanno di chiamato il 118: il piccolo era in arresto cardiocircolatorio. Inutili i drammatici soccorsi
BORGO SAN LORENZO. È stato dimesso venerdì 7 dall'ospedale di Borgo San Lorenzo ed è morto domenica 9: la cartella clinica di un bambino di 7 mesi è stata acquisita dai carabinieri. Ne dà notizia una nota della Asl di Firenze in cui si ricostruisce l'accaduto. Il piccolo era stato ricoverato in pronto soccorso mercoledì 5 a causa di una forte disidratazione da gastroenterite acuta, senza segni di febbre. È stato reidrato e gli sono stati somministrati degli antibiotici oltre che prescritti alcuni esami. Dopo due giorni, venerdì, le condizioni cliniche generali del bambino sono risultate buone secondo il parere dei medici, normalizzati gli elettroliti, così come sono rimasti nella norma - si legge sempre sulla nota della Asl - i parametri vitali e in via di ripresa l’attività intestinale, per cui è stato dimesso con le prescrizioni terapeutiche del caso.
I genitori del bambino alle 23 di domenica sera hanno chiamato il 118 segnalando che il bambino era in arresto cardiocircolatorio. Mentre è partito l’ordine di partenza per l’ambulanza più vicina, i medici della centrale hanno guidato i genitori telefonicamente alla prime operazioni di emergenza. Nel comunicato della Asl vengono ricostruiti anche i dettagli degli orari dei soccorsi. Alle 23.09 è giunta sul posto l’ambulanza e i sanitari hanno iniziato la respirazione artificiale e il massaggio cardiaco, operazione che è stata proseguita dal medico giunto con l’auto medica alle 23.13. Alle 23.17 è arrivata un'ambulanza medicalizzata partita alle 0.18 alla volta del Meyer dove è giunta alle 0.42. Anche lì i medici di turno hanno proseguito i tentativi di rianimazione. Ma per salvare il piccolo non c'è stato niente da fare. Ora sulla sua morte e sulle eventuali responsabilità dei sanitari indagherà la magistratura. Come da prassi in casi del genere, anche l'Asl ha avviato una serie di verifiche e indagini interne.
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