Il Tirreno

Toscana

La porta del treno volò via: mancavano le viti

Ilaria Bonuccelli
Le prime verifiche dei tecnici alla carrozza del Jazz che ha perso la porta in galleria
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Le prime verifiche dei tecnici alla carrozza del Jazz che ha perso la porta in galleria

Chiusa l'inchiesta dell'Agenzia per la sicurezza sull'incidente al Jazz in galleria: fu causato da un difetto di montaggio.

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Mancavano le viti. Non tutte. Anzi poche, pochissime. Quelle necessarie, però, a tenere agganciata la porta. L’inchiesta dell’Agenzia nazionale per la sicurezza delle Ferrovie arriva (in fretta) a una conclusione: l’incidente al treno Jazz del 20 luglio, lungo la Direttissima Firenze-Arezzo, non è avvenuto per un difetto di fabbricazione del convoglio. Quando il treno (quasi) nuovo ha incrociato un Freccia Rossa lanciato a circa 200 chilometri orari nella galleria San Donato la porta è saltata perché non aveva tutte le viti che servivano. Ne mancavano meno di cinque, un niente. Ma in quel momento si sono rivelate fatali.

Ora la Regione dovrà valutare le iniziative da assumere, visto che nella fornitura dei treni Jazz ha deciso di investire 20 milioni. Soprattutto dovrà decidere come muoversi Trenitalia che, sulla commessa da 100 milioni, ordinata alla società Alstom per fornire i “Jazz” alla Toscana, si accolla il costo maggiore: 80 milioni. Un elemento positivo, comunque, emerge dalle prime conclusioni dell’inchiesta dall’Agenzia per la sicurezza nelle Ferrovie: è proprio la mancanza di difetti strutturali nel treno.

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Certo, ci sarà da capire come la carrozza dell’incidente abbia potuto passare il controllo di qualità, come abbia potuto essere collaudata e chi si sia occupato di controlli e collaudo. Le responsabilità dovranno essere individuate perché il distacco di una parte della porta in galleria, in concomitanza con il passaggio di un treno dell’Alta velocità, avrebbe potuto trasformarsi in tragedia. Inoltre, ci dovranno essere garanzie che non si ripetano più episodi come quello del treno 3171 che il 20 luglio è partito alle 13,54 da Firenze Santa Maria Novella per Arezzo: il convoglio, frequentato anche da pendolari, sarebbe dovuto arrivare a destinazione “incolume” alle 14,40 dopo aver viaggiato lungo la linea Direttissima. Invece è stato scortato “a vista” da un altro treno fino ad Arezzo, dopo la perdita della porta.

Tuttavia, secondo l’inchiesta dell’Agenzia per la sicurezza il problema dovrebbe essere limitato a un solo convoglio, a una sola carrozza. Di conseguenza i Jazz potrebbero ricominciare a circolare, se necessario, anche sulla Direttissima.

Su questo punto la Regione è categoria. Tutti i nuovi treni comprati finora, e anche quelli commissionati e non ancora ritirati, sono stati ordinati per poter circolare «su qualsiasi linea». E quindi anche per potersi incrociare con i Freccia Rossa, Bianca o Argento «indipendentemente dal fatto che Trenitalia ce li faccia circolare. Fino al momento dell’incidente - spiegano dalla Regione - sulla Direttissima, ad esempio, Trenitalia faceva circolare i Jazz da sud verso nord (direzione Roma-Firenze) perché di solito gli incroci con i treni dell’Alta velocità, avviene quando i convogli hanno appena lasciato Firenze. Quindi in galleria la velocità di solito non supera i 160-170 chilometri orari». Al contrario, Trenitalia finora ha preferito non far circolare i Jazz da nord verso sud, perché l’incrocio avviene con i treni che in galleria corrono anche a 200 chilometri orari.

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Però la sicurezza di treni nuovi - insiste la Regione - non può essere legata a queste considerazione «tanto più che noi abbiamo commissionato convogli, compresi i Vivalto, per andare, all’occorrenza, su qualunque linea. Ora è vero che con l’avvento degli Etr 1000 (i FrecciaRossa superveloci) il problema diminuirà: hanno una sagoma che rende l’incrocio con altri convogli meno impattante». In pratica, quando un Etr 1000 incontra un altro treno si crea un minimo spostamento d’aria, una minore turbolenza e le porte non dovrebbero saltare. Non quelle dei Jazz che sono più piccole e più salde. Ma neppure quelle dei Vivalto, che invece sono un po’ più larghe.

L’ultima parola, comunque, su come e dove far transitare i vari treni - Jazz e Vivalto compresi - spessa all’Agenzia per la sicurezza. Al momento resta in vigore la sospensione alla circolazione di entrambe le tipologie di convoglio sulla Direttissima Firenze-Arezzo.

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