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Toscana

#BeTuscan - Ecco Prato, con gli occhi dei bambini

Paola Taddeucci
#BeTuscan - Ecco Prato, con gli occhi dei bambini

Francesco, economista di 38 anni, per sette giorni gestirà il profilo del Tirreno: è la sesta tappa del progetto social-fotografico che lega il nostro giornale alla comunità dei fotoamatori toscani di Instagram

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PRATO. Cercherà di mostrare i luoghi della città e del territorio con gli occhi di un bimbo, che li vede per la prima volta e si stupisce. Un vero e proprio viaggio alla scoperta di Prato quello che i lettori del Tirreno potranno vivere da oggi fino al 16 agosto in compagnia di Francesco Rosati. Pratese, 38 anni, economista per mestiere e Instagramer per passione, sarà lui il protagonista settimanale di #BeTuscan. Sul profilo Instagram del nostro giornale pubblicherà foto - associate anche a brevi pensieri - di una Prato pronta a stupire con i suoi scorci, i monumenti, le piazze, i palazzi, i dintorni. «Che sono quasi totalmente ignorati - sottolinea -. Prato non se la fila nessuno, da questo punto di vista. Chiunque viene, rimane sorpreso di trovare palazzi splendidi, opere d'arte e piazze fantastiche. Su Prato non ci sono aspettative, nessuno poggia lo sguardo. Ma quando la si vede, ti lascia a bocca aperta, come un bimbo che vede qualcosa per la prima volta».

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«Per una falsa idea di città degradata e violenta. Non è così. Almeno da un anno il centro storico sta vivendo una grande rinascita, con l'apertura di tanti locali, ed è diventato uno dei posti più vivi della piana. L'unica vera emergenza da risolvere è legata alla droga nella zona della stazione ferroviaria di Porta a Serraglio».

Sul profilo Instagram del Tirreno quali luoghi farà conoscere?
«Proprio perché sono poco noti, ho un'ampia scelta. Nei dintorni sicuramente la villa medicea di Poggio a Caiano, patrimonio dell'Unesco: è la più rilevante della nostra provincia ed è bellissima. Proporrò anche foto naturalistiche di Prato vista dal Bisenzio, dove c'è la pista ciclabile più lunga d'Italia, che scorre dalla vallata fino alla città, seguendo il fiume».

E nel centro storico?
«Farò vedere alcune particolari vedute, tra cui il duomo e palazzo Pretorio. Quest'ultimo, a mio giudizio, è uno dei monumenti più belli della città. L'interno è strepitoso e dalla terrazza, in cima, la vista è spettacolare. Tra l'altro la sua riapertura e le mostre che vi vengono organizzate hanno contribuito in maniera determinante al risveglio cittadino».

In che modo creerà l'effetto stupore?
«Nessun effetto speciale. Semplicemente fotografando i miei figli (due maschi, di 5 e 1 anno e mezzo, ndr) o altri bimbi, ovviamente di spalle, rendendoli in qualche modo narratori dell'immagine: lo stupore è dei bambini perché vedono tutto per la prima volta. E tutti dovremmo guardare il mondo così, con la curiosità di conoscere e la capacità di stupirci. È un po’ la mia "firma" su Instagram e risponde al concetto-base della mia vita: conoscere è poter scegliere».

E Francesco Rosati chi è?
«Economista di professione, ho una moglie eccezionale e due bimbi che sanno sempre farmi sorridere, molti amici su cui contare e un cane di sei anni, Pru, anche lui maschio. Sono appassionato di marketing, sci e costruzioni Lego, con una curiosità innata verso sociologia e tecnologia, che non smetto mai di approfondire. Amo le domande molto più delle risposte, perché la ricerca è la base della scoperta e arricchisce molto di più della risposta stessa».

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Dove la troviamo su Internet?
«Su tutti i social network, ma quello che preferisco e l'unico che mi rappresenta da vicino è Instagram, il social oggi più in ascesa, dove sono @doctorfra, responsabile, partner e sponsor di Instragramers Italia e tra i fondatori della community Instragramers Prato, nata circa tre anni fa».

Quando Instagram era solo per pochi...
«Sì, ma la passione ti fa cogliere subito le potenzialità: appena esce qualcosa, cerco immediatamente di approfondirla, come è successo con Instagramers Prato. Il mio obiettivo è diffondere la curiosità, connettere idee e persone, aziende e nuove tecnologie: una miscela capace di creare nuove possibilità per tutti».

Perché Instagram ha successo?
«È monotematico rispetto ad altri social e ci permette di creare le community. Di base devi postare e cercare foto, mentre su Facebook c'è un po' di tutto e alla fine non c'è niente. L'attenzione su Instagram, invece, è focalizzata: sai che vedrai immagini. È più facile da fruire. Per quanto riguarda il mio profilo, amo associare alle foto una descrizione».

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Di che si tratta?
«Sono piccole massime, aforismi e impressioni che alcune immagini mi ispirano. Li chiamo i miei #FRAipensieri: la loro peculiarità è la brevità. Ne ho scritti più di trecento e, grazie alla Rete, sono stati letti in tutto il mondo. Tanto che alcuni artisti, anche dall'estero, mi hanno mandato una foto o un disegno cui associare un "frapensiero". Per un'esposizione a Firenze, nel mese di ottobre, mi è stato chiesto di corredare le opere d'arte con queste piccole massime".

Ha mai pensato di farne un libro?
«È una domanda che mi fanno in molti. Ma non li ho scritti né li scrivo per un obiettivo, tanto meno raccoglierli in un libro. Lo faccio solo se la foto mi ispira: poche parole per dare un input, senza scendere nei dettagli perché non mi piace e non rientra nel mio modo di vedere«.

Qual è stato il suo primo #Fraipensieri?
«Conoscere è poter scegliere, che è diventato il mio motto».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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