Proteste
Chi guida ubriaco è un pericolo pubblico
L'esperto del Sert: "Con un tasso alcolemico di 1,5 ci sono 380 probabilità in più di andare a sbattere". L'investitore di Mila aveva 1,65. Gli incidenti aumentano d'estate e nel weekend
«Una persona con una concentrazione di alcol nel sangue superiore a 1,5 grammi per litro ha 380 probabilità più degli altri automobilisti di andare a sbattere». Figurarsi se il tasso alcolemico è di 1,65. Cita le statistiche, Guido Intaschi. Se non avesse a supporto i numeri, il responsabile del Sert dell’Asl 12 Versilia, potrebbe avvalersi dell’esperienza più che ventennale sul campo.
La Versilia, è la zona più a rischio per gli incidenti stradali, in particolare quelli gravi. E con Livorno e Firenze è la zona con il maggior numero di incidenti stradali causati da guidatori (maschi) con tasso alcolemico alterato, secondo l’ultimo studio della Regione Toscana aggiornato al 2011. Negli ultimi anni, le percentuali sono cambiate, ma non il fenomeno. Né la geografia. Infatti, gli incidenti stradali in Toscana restano sempre concentrati nel weekend e in estate, quindi nei luoghi di vacanza e di concentrazione di locali.
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In compenso, le cifre assolute diminuiscono: nel 2013, infatti, gli incidenti sono scesi da 16.250 a 16.003. Anche i feriti, sono passati da 21.689 a 21.367. E pure i decessi si sono ridotti, passando da 248 del 2012 a 222 del 2013. Di questi, secondo la Regione, i morti sulle strade per incidenti causati da guidatori ubriachi dovrebbero essere circa una settantina, rispettando la media italiana di un decesso su 3.
«Di sicuro - prosegue Intaschi - la media toscana non è superiore a quella nazionale. Anche l’Ars, l’Agenzia regionale della Sanità rileva come in Toscana il fenomeno del “binge drinking”, del bere per sballarsi, abbia attecchito meno che nel resto del Paese e nel resto dell’Europa. Questo si deve alla tradizione del bere “bene”. Il fatto che i giovani vengano educati a gustare il vino sembra che li tenga lontani dallo sballo. Che abbia funzionato da freno».
Tuttavia - insiste Intaschi - questo non significa che «quando uno beve si possa mettere alla guida». In questo concorda con Valentino Patussi, responsabile del Centro Alcologico della Regione: «Quando una persona assume alcol, non deve guidare». La ragione è semplice: «Già con un tasso minimo di 0,2 si ha una capacità critica ridotta; con un tasso alcolemico dello 0,5 - che è ancora nei limiti di legge (è il massimo consentito) - si hanno disturbi del campo visivo. Sopra questa soglia, si accusano problemi alla coordinazione motoria, fondamentale per la guida».
La colpa di questi comportamenti scorretti, però - sottolinea Patussi - non può essere addossata solo ai giovani. «Buona parte della responsabilità è degli adulti. Dei titolari di locali che vendono alcolici ai minori che guidano i motorini, nonostante i divieti. Nessuno controlla i loro documenti e poi si giustificano con il fatto che sono stati ingannati. Un po’ come i tabaccai che vendono le sigarette ai minorenni». E la conseguenza - aggiunge Intaschi - oltre agli incidenti sono i «comportamenti aggressivi: contro se stessi, con episodi estremi, fino al suicidio, e contro gli altri, fino alle risse e alle aggressioni anche delle forze dell’ordine, quando vengono portati in pronto soccorso».
Ma come prevenire? Con campagne e controlli. Ma i soldi scarseggiano. Anche quest’anno in Versilia la prevenzione con l’etilometro e i simulatori di guida è ridotta al minimo. E i monitoraggi in Toscana sono quasi azzerati. «Eppure - conclude Patussi - in base alla legge quadro sull’alcol, lo Stato dovrebbe garantire almeno 50mila euro l’anno a Regione per monitorare il fenomeno. Invece alla Toscana credo che siano toccati meno di 10mila euro. Nulla».
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