Toscana
Sanità, alzare i ticket in base ai redditi, ma basta tagli
Toscana, Rossi lancia la proposta da Roma, alla Conferenza Stato-Regioni. E avverte Renzi: "Il governo non usi la salute come cassa dello Stato"
ROMA. Aumentare i ticket in base al reddito. Chi ha i redditi più alti, può permettersi di pagare di più. Questa la proposta avanzata da Enrico Rossi, governatore della Toscana, alla Conferenza Stato-Regioni in corso a Roma.
All'ordine del giorno della riunione di giovedì 30 luglio non c'è la questione del taglio di 2,3 miliardi alla Sanità imposto dal governo alle Regioni. Ma il voto del Senato di martedì 28 luglio lo ha imposto all'agenda politica. Anche perché il decreto sugli enti locali - nel quale "la razionalizzazione delle spese sanitarie" in cui i tagli sono inseriti - deve essere convertito in legge entro il 18 agosto. Quindi i tempi di intervento sono davvero stretti.
Rossi non ha fatto mistero di non gradire la manovra. E a Roma ribadisce il concetto, soprattutto perché la Toscana è una delle regioni che ha adottato il maggior numero di provvedimenti per ridurre gli sprechi nel settore. Dal primo gennaio 2015 ha anche già attivato la centrale unica degli acquisti di beni e servizi nella sanità (Estar), accorpando le tre centrali che fino a dicembre si occupavano delle forniture e dei concorsi nelle tre aree vaste, quella del Nord ovest, quella di centro e quella del Sud est. Inoltre ha in corso la riforma per creare tre grandi Asl, in Toscana.
Di fronte a questa operazione, Rossi ribadisce al governo: "Non si pensi alla sanità come cassa; i tagli già decisi possono essere affrontati, anche se con difficoltà ma se se ne vogliono fare altri, raccomando grandissima attenzione.Abbiamo bisogno di discutere con il governo - aggiunge - io sarei per rivedere i ticket anche in rapporto al reddito. Non alziamo muri, non siamo per rotture, ma le Regioni hanno dato non poco: solo la Toscana, quest'anno, ha avuto in meno circa 410 milioni".
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