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Toscana

Presidi, arriva il decreto che salva il concorso anche in Toscana

Una riunione di presidi e insegnanti (foto d'archivio)
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Una riunione di presidi e insegnanti (foto d'archivio)

Il ministro Giannini firma la norma salva-dirigenti; a proporla è stata la parlamentare pisana Maria Grazia Rocchi

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ROMA.  Tre anni con il fiato sospeso. Da quando nel 2012, il concorso per presidi - dirigenti scolastici - era stato annullato. Poi la soluzione, da una parlamentare toscana, della provincia pisana, Maria Grazia Rocchi, di Casciana. La #buonascuola deve a lei l'emendamento "salva-presidi". Sua la norma alla base del decreto che consente di salvare il ruolo conquistato o con un corso di formazione da 80 ore o con un colloquio orale.

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Proprio così. La toscana ministra all'Istruzione, la lucchese Stefania Giannini, considera una buona soluzione quella proposta dalla collega parlamentare in commissione Cultura e Istruzione alla Camera. Dopo che ha avuto l'imprimatur anche a palazzo Madama - come già aveva fatto sapere qualche settimana fa il presidente della commissione, il senatore (lucchese) Andrea Marcucci - per l'emendamento di Maria Grazia Rocchi la strada è   stata tutta in discesa. Anche perché l'idea di sistemare una volta per tutte la lite con i presidi è gradita al Pd di Renzi. E quindi, il decreto che  "salva" i concorsi per dirigenti scolastici investiti da contenziosi -  come quello della Toscana, appunto -  viene inserito fra le numerose disposizioni della legge 107 del 2015, la riforma della scuola.

Uno dei capisaldi di questa riforma - lo aveva già annunciato Marcucci - era superare i problemi (e i contenziosi) legati al reclutamento dei dirigenti scolastici. Qualche giorno fa L'Anp (l'associazione dei presidi) aveva scritto al ministro Giannini proprio per sollecitare l'emanazione del relativo decreto previsto dal comma 87 della legge 107 sulla riforma della scuola. E oggi la titolare del dicastero di viale Trastevere ha emanato il provvedimento in questione.

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"Il Decreto - commenta l'Anp - prevede tempi ristrettissimi per la complessa procedura, che prevede due distinti percorsi: uno tramite corso intensivo di formazione di 80 ore, seguito da una prova scritta; l'altro tramite un esame orale ad ammissione diretta per quanti abbiano rivestito nel corrente anno le funzioni di dirigente scolastico (comma 90 della norma). Adesso tocca agli Uffici Scolastici Regionali dare luogo agli adempimenti richiesti nei tempi più brevi e, ci si augura, con l'attenzione necessaria ad evitare che anche questa fase, che vuole essere di chiusura definitiva del contenzioso, si trasformi a sua volta in motivo di ricorsi".

Dallo svolgimento delle procedure previste dipende - ricordano i presidi - il regolare avvio dell'anno scolastico in molte centinaia di scuole e fra appena 45 giorni.

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