La manifestazione
Luoghi, persone e anche emozioni
Un viaggio di dieci settimane tra le nostre province. I fotoamatori renderanno il territorio protagonista sul social
C’è un raggio di sole che illumina di traverso un campo di grano vicino a Vecchiano (Pi), con le balle adagiate e sommerse dall’intensità del colore come gli scogli sul mare davanti all’Ardenza a Livorno. Illumina una distesa di girasoli con un cilindro arcobaleno che discende tra gli irrigatori: un totem mistico. Fa luccicare le ceramiche e gli specchi del corpetto di una giunonica Nanà, scultura di Niki de Saint Phalle in piazza a Capalbio. È l’ultimo raggio nel rosso che accende le sagome dei legni di mare piantati nella sabbia di Alberese; e allunga le ombre dei cipressi nella campagna più toscana che si possa immaginare: Somewhere in Tuscany, dice la didascalia, ma a colpo d’occhio è chiaro che quel «da qualche parte» sono le Crete senesi.
Tre settimane fa abbiamo lanciato da queste pagine una collaborazione tra Il Tirreno e gli igers toscani che per tutta l’estate gestiranno il nostro profilo Instagram ufficiale marchiando le loro foto con la parola chiave che dà il titolo all’iniziativa: #BeTuscan, “siate toscani”, un viaggio per immagini alle radici della toscanità. Un iger per provincia si alternerà per dieci settimane sul profilo postando le foto del proprio territorio e delle ragioni che ci fanno “essere toscani”. Ma l’hashtag ha già superato i confini di questa collaborazione tra noi e gli igers “scelti” e nell’album virtuale di #betuscan si susseguono le immagini di altri, toscani o di passaggio, che aggiungono questa parola chiave alla didascalia delle loro foto contribuendo a costruire questo percorso di senso condiviso.
E allora da questa settimana faremo un piccolo passo in più: riposteremo e pubblicheremo sul giornale la foto più bella (a discrezione della redazione) taggata #BeTuscan, così ogni settimana oltre alle foto del nostro iger “scelto” ce ne sarà anche una in più che arriva dal resto della comunità. Sarà un’immagine rappresentativa dell’intera Toscana, quindi sarà una foto difficile da scattare nella regione dei campanili e delle molteplicità. Perché il fascino postindustriale di una ciminiera di mattoni per un pratese è diverso dal significato che un maremmano dà a una pompa a vento, un senese a un filare di cipressi, un carrarese alla ferrovia marmifera.
Ma dentro a queste diversità c’è un patrimonio comune da ricercare per promuovere tutti insieme attraverso Instagram la nostra regione fuori dai suoi confini. L’essere toscani passa anche dall’esaltazione della bellezza di queste differenze che compongono un insieme unico. Non c’è “solo” quell’olio e quel vino che esportano coi loro sapori l’immagine di uno stile di vita celebrato in tutto il mondo. Non ci sono solo i monumenti delle città d’arte visitati ogni anno da milioni di turisti. O l’epopea dei sovrani illuminati e delle guerre fratricide, dei padri della lingua e del pensiero, dei maestri del Rinascimento e del diritto. In tanta magniloquenza si nascondono anche quegli angoli meno celebrati, quei dettagli speciali dei luoghi profondi, celati ai più, che possiamo ancora riconoscere come inconfondibilmente toscani.
È la Toscana delle strade bianche, dei tesori fuori mano, dei segreti che conoscono tutti, dei posti dove i nonni ci hanno accompagnato tanti anni fa. È la storia che stiamo raccontando quest’estate con i nostri compagni di viaggio igers: la Toscana delle diversità e dell’unicità, nel nome di un’identità comune che un po’ c’è e un po’ no. Da oggi ci daremo una piccola occasione in più.
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