Il Tirreno

Toscana

Rossi bacchetta Renzi: batti un colpo contro la Merkel

Ilaria Bonuccelli
Il governatore della Toscana Enrico Rossi insieme al premier Matteo Renzi (foto Sestini)
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Il governatore della Toscana Enrico Rossi insieme al premier Matteo Renzi (foto Sestini)

Su Facebook gli detta l'agenda: basta austerità teutonica, sblocchiamo gli investimenti, caccia agli evasori e "parliamo delle condizioni in cui si trova il Pd"

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FIRENZE. Caro Matteo Renzi, batti un colpo. Un cazzotto sul tavolino della Merkel. Invece di accoglierla a braccia aperte a Firenze, parlale a muro duro. Dille che è l'ora di "rottamare l'austerità" per riprendere a investire. Enrico Rossi non dà tregua al premier. Il governatore della Toscana, sempre più lanciato sulla scena nazionale e internazionale, non lascia neppure spegnere le luci dell'assemblea nazionale del Pd per incalzare il suo ami-nemico. E inviargli un messaggio anche a nome di chi prova un certo "pessimismo", pur non appartenendo alla tribù dei "musi lunghi" del partito, i gufi insomma:  tagliare le tasse e poi ridurre gli investimenti al paese non serve a nulla.

Non basta togliere l'Imu sulla prima casa

A tagliare l'Imu sulla prima casa ci aveva già provato Berlusconi (per vincere le elezioni) e si è visto con quali effetti. Perciò - dice Rossi a Renzi con un lungo post su Facebook - per fare "qualcosa di sinistra" con il taglio delle tasse (tanto per citare Moretti, Nanni ovviamente) serve altro. Andare oltre. E dopo lo zuccherino iniziale del discorso (della serie "stai sereno Matteo"), Rossi attacca su tutta la linea. Neanche troppo fra le righe.

"La relazione di Renzi all'assemblea nazionale (del Pd) - esordisce Rossi  sulla propria bacheca rivolgendosi ai "compagni e compagne" -  è stata ampia e condivisibile su molti argomenti. Forte e chiara la posizione sull'immigrazione. Peccato che non si sia affrontato il tema del partito e di come riformarlo". Primo sassolino da sinistra.  Poi la pietra sulle tasse.

Lotta all'evasione e ripresa degli investimenti

"Si è parlato molto di economia e ripresa. Per favorire la crescita e l'occupazione è giusto ridurre le tasse su impresa e lavoro e abolire quelle sulla prima casa.  Tagliare le tasse può essere cosa di sinistra purché non ci si dimentichi di far pagare coloro che evadono e eludono e di chiedere di più a chi ha di più (lo dice anche la Costituzione). Ma oltre all'intervento sulle tasse occorrono gli investimenti, che invece per Comuni e Regioni sono bloccati a causa del patto di stabilità e che in generale tardano....."

Il messaggio alla Merkel: basta austerità

"Se non vogliamo che la riduzione delle tasse non comporti minori investimenti pubblici e minore spesa sociale che avrebbero un effetto recessivo sulla crescita e quindi sull'occupazione, l'unica strada percorribile è di rivendicare in Europa di avere una maggiore flessibilità sul deficit e di collocare gli investimenti fuori dal patto di stabilità. Capisco che Renzi debba usare un linguaggio diplomatico - prosegue Rossi - ma se non batterà qualche cazzotto sul tavolino, non avendo paura anche di affrontare un confronto, se necessario uno scontro con la Merkel, sarà difficile per noi tagliare le tasse, fare gli investimenti e rendere più giusto lo stato sociale".

Meno tagli alle Regioni virtuose

Rossi si spinge oltre. Avverte il premier che i tagli non devono essere orizzontali. Non devono essere uguali per tutti, in Italia. La spending review "deve essere fatta e mirata tenendo conto delle differenze tra Regioni e Comuni che l'hanno già iniziata da anni e chi deve ancora cominciare come gran parte del Sud, e interi comparti dello stato centrale e della politica romana. Ma essa può e deve essere una riqualificazione della spesa che non produce nuove risorse ma che le libera per renderle più produttive.
In conclusione, se vogliamo davvero cambiare il Paese c'è un solo modo: dare battaglia in Europa e "rottamare" le politiche di austerità. Non sarà facile, ma se non lo fa l'Italia, il Pd e Renzi chi altri può farlo?".

Parliamo dello stato del partito

Ecco il secondo zuccherino.  Bastone e carota, pugno di ferro in guanto di velluto. A patto, però, che Renzi ripristini la democrazia nel partito. In maniera fine lo dice Rossi:  "Con la relazione di Renzi  all'Expo può aprirsi davvero una bella stagione per la lotta politica nel paese e in Europa e per un dibattito franco e costruttivo nel Pd. Se poi a settembre cominciassimo a parlare anche della stato del partito e di come riorganizzarlo e rilanciarlo allora anche a noi, che non apparteniamo alla "tribù dei musi lunghi" ma che di fronte all'evidenza negativa delle cose incliniamo a volte a un certo pessimismo, verrebbe spontaneo un sorriso, quello dell'ottimismo della volontà".

 

QUESTO IL POST DEL GOVERNATORE ROSSI

 

 

Care compagne e compagni, amiche e amici.La relazione di Renzi all'assemblea nazionale è stata ampia e condivisibile su...

Posted by Enrico Rossi Presidente on Domenica 19 luglio 2015

 

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