Sicurezza
Strisce blu, rabbia contro il caro-sosta
Dopo l'inchiesta del Tirreno sui parcheggi salati al mare e nelle città d'arte, il popolo del web segnala i casi più eclatanti. Turisti e residenti spennati accusano i Comuni: "Siete dei gabellieri"
Per lo più parliamo di tariffe orarie alte, che non scendono mai sotto un euro e cinquanta, ben al di sopra della media regionale e dei lidi vicini, come quelli romagnoli. Ma ci sono anche campi sterrati, zone non sorvegliate, servizi scadenti e disparità di trattamenti. Dopo l’inchiesta del Tirreno sui parcheggi a pagamento lungo la costa e nelle città d’arte toscane, il web ha dato il via a una rivolta, protestando contro il caro-tariffe e portando alla luce decine di nuovi casi. Sul nostro sito e sulla pagina Facebook sono arrivate moltissime segnalazioni che spaziano dal litorale pisano fino alla bassa Maremma, facendo tappa anche nel cecinese, in Versilia e nella Val di Cornia.
Gabellieri. Un vortice di cifre e località dove il termine più ricorrente è «gabellieri», riferito ai Comuni che provano a far cassa grazie ai ticket delle strisce blu e delle aree di sosta vicino alla spiaggia. «Dopo i tagli statali, dobbiamo mantenere i servizi essenziali», è la difesa delle varie amministrazioni, che si dicono costrette a dover trovare le risorse per quadrare i bilanci. «Le entrate dei parcheggi servono poi per la manutenzione e il decoro delle strade», dice Sara Biagiotti, presidente dell’Anci Toscana, riassumendo in una sola voce quella di tutti i sindaci. Difficile però che questa filosofia trovi l’appoggio di turisti e residenti, almeno per quanto si legge sul web.
Il caro ticket. A Castiglioncello, per esempio, Maria si lamenta di dover pagare quasi due euro all’ora per far fare un bagno ai suoi bambini. Mirna invece se la prende con il caro-ticket instaurato in un campo di terra (1,50 all’ora), l’unico a disposizione per chi vuol lasciare l’auto e andare a Calafuria. Situazione del tutto simile a quella denunciata da Dalia per Marina di Vecchiano (dove la sosta oraria costa due euro). Mentre Andrea attacca chi gestisce gli stalli a Torre del Lago, dove gli automobilisti devono pagare dieci euro per l’intera giornata. Infine, c’è il golfo di Baratti, forse il più discusso con i suoi 1,80 euro all’ora. «Un furto vero e proprio», «uno scandalo»: commentano i lettori. Molti anche i termini di paragone offerti: alcuni rincuorano i toscani («nella costiera amalfitana si paga anche 5 euro all’ora»), altri meno («in Puglia 5 euro tutto il giorno»).
Una forma di finanziamento. «È indubbio che per i Comuni i parcheggi a pagamento sono una forma di finanziamento – ammette Biagiotti – Ma le entrate vengono spese proprio per il decoro delle strade». Ma non solo. «Permettono anche la rotazione di accesso alle città e alle aree di sosta – continua il presidente dell’Anci - Un modo per evitare che le auto restino parcheggiate nello stesso punto per intere giornate ma anche per agevolare l’utilizzo dei mezzi pubblici». Un discorso che può calzare a pennello per le città d’arte, meno per chi vuole andare in spiaggia. Chi va al mare, infatti, spesso ci resta per diverse ore.
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Il caso Baratti. Prendiamo la contestata area di Baratti: quel campo sterrato capace di contenere un’ottantina di auto, tanto assolato quanto caro, che frutta al Comune 900mila euro all’anno. Qua l’ultima beffa riguarda non tanto i turisti quanto i residenti, che nel 2015 si sono visti aumentare il costo della parking pass (l’abbonamento annuale per parcheggiare l’auto), da 35 a 50 euro. Una decisione arrivata ad aprile e accolta con un fiume di proteste da parte dei piombinesi. «Sulla scelta di aumentare il costo della carta – si è sbrigata a spiegare l’amministrazione - pesa naturalmente la difficoltà a trovare un adeguato equilibrio di bilancio, in una situazione di forte difficoltà per i Comuni per i continui tagli a cui sono sottoposti e per la più generale diminuzione delle entrate». Le proteste comunque sono servite a qualcosa: ad autunno, tutti i parcheggi sulla costa est della Val di Cornia (Baratti compreso), fino ad oggi gestiti dai Parchi Val di Cornia, torneranno a gara nell’ottica del project financing, che mirerà ad affidare queste aree ad un privato che, per contratto, dovrà provvedere ad ammodernarle e a realizzare opere infrastrutturali. Non tutti i casi citati però sono uguali.
Marina di Vecchiano. Andiamo a Marina di Vecchiano, ad esempio, dove alcuni lettori se la sono presa perché l’area di sosta vicino la spiaggia è poco attrezzata e costa 1.80 euro. «Certo, è un po’ cara, è l’unica spesa che chiediamo ai turisti - spiega il sindaco Giancarlo Lunardi - Su quattro chilometri di arenile, 3,6 sono spiaggia libera, contando che siamo all’interno del Parco di San Rossore. E lì paghiamo tutto noi come Comune: raccolta rifiuti, bagnini, vigili del fuoco, capitaneria di porto». Spese per diverse decine di migliaia di euro ogni estate. «I turisti vorranno pur pagare qualcosa, no?» chiede Lunardi, mentre i residenti di Vecchiano pagano una quota simbolica di 12 euro per tutto l’anno, così come quelli dei comuni vicini, come San Giuliano, che ne pagano 40.
Castiglione della Pescaia. A Castiglione della Pescaia, invece, sono proprio i padroni di casa a prendersela con il Comune. «Sono i più malversati e sanzionati» dice Phaby. A loro dire non ci sono parcheggi per i residenti. Al contrario, l’amministrazione spiega che «i posteggi per i residenti ci sono, ma vengono occupati da turisti indisciplinati. Noi facciamo le multe, ma il giorno dopo c’è qualcun altro ad occupare il posto». Usano un termine specifico dal municipio, «sosta selvaggia», a dire appunto che «se tutti rispettassero le regole, il posto auto non mancherebbe». Però Castiglione rimane la tariffa oraria più alta (1,20 euro) di tutta la Maremma. «Ah, ma quella l’ha aumentata l’amministrazione precedente» dicono dal municipio.
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